Visti da fuori: la Lazio è allergica agli squadroni. Incognite Luis Alberto e Milinkovic-Savic

Dopo le vittorie con Parma e Fiorentina, la Lazio torna alla sconfitta in campionato con un fragoroso 0-3 casalingo. L’Inter passa con la doppietta di Icardi e il gol di Brozovic, confermandosi un incubo per i biancocelesti dopo lo “spareggio” Champions vinto all’Olimpico nella scorsa stagione.

FORMAZIONE
Nello scontro diretto coi nerazzurri, com’era già successo col Marsiglia, Simone Inzaghi lascia fuori Luis Alberto, fino a qualche tempo fa pedina fondamentale per i meccanismi della squadra capitolina. Gli uomini che compongono il 352 sono quindi: Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi e Radu in difesa; Marusic, Milinkovic-Savic, Parolo (schierato al centro per via dell’infortunio di Leiva), Badelj e Lulic a centrocampo; Caicedo e Immobile in attacco.

ANDAMENTO DELLA GARA
E’ stata una Lazio decisamente deludente quella vista nel posticipo. I biancocelesti hanno provato a spingere nelle fasi iniziali, risultando però sempre meno concreti rispetto agli avversari. Il primo gol dell’Inter arriva meritatamente e da quel momento il secondo sembra solo una questione di tempo. La ripresa fin da subito non offre sensazioni positive e l’impressione è che la pausa non abbia aiutato i laziali. L’unico a provarci è sempre Milinkovic-Savic che al 7′ prova una girata. Si tratta comunque di una conclusione velleitaria che non impensierisce Handanovic. Per vedere la Lazio in attacco con decisione, bisogna attendere l’ingresso di Correa al 24′ della ripresa. L’argentino già dai primi tocchi sembra particolarmente ispirato e, con le sue progressioni, prova continuamente a impensierire l’avversario in contropiede. Tuttavia gli uomini di Spalletti non sembrano scomporsi e chiudono il match senza gol al passivo.

LA CHIAVE TATTICA
In fase di possesso, la Lazio aggredisce l’avversario schierandosi con un 3421. La squadra capitolina inizia la manovra partendo dai centrali di difesa, mentre Luis Alberto si abbassa per ricevere pallone e costruire l’azione, spesso servendo Immobile o l’esterno del lato forte. Anche quando a costruire invece è Lucas Leiva, Luis Alberto cerca comunque spazio a centrocampo, nel tentativo di crearne di utili per gli inserimenti delle mezzali. In alternativa, i biancocelesti provano a costruire con i due laterali della difesa a tre. Quando succede, l’esterno del lato forte attacca la profondità, la mezzala più vicina propone l’appoggio, mentre la mezzala più lontana attacca anch’essa la profondità. Qualora la mezzala e il mediano non dovessero riuscire a offrire dei riferimenti efficaci, a scendere a centrocampo è ancora una volta Luis Alberto, che può servire con efficacia i giocatori che precedentemente hanno aggredito la trequarti avversaria. Insomma, i movimenti del centrocampista spagnolo sono fondamentali per i meccanismi offensivi della Lazio. Quando c’è parecchia densità a centrocampo, a ogni modo, non è raro vedere Immobile raggiungere i compagni sulla linea mediana. Se questo avviene, ad aggredire la posizione lasciata vacante è una delle due mezzali, che va così a formare comunque un attacco a tre insieme ai due esterni rimasti alti.
Quando invece la Lazio si trova costretta a dover saltare la costruzione dal basso, il fulcro della manovra biancoceleste diventa Milinkovic-Savic, che ha il compito di intercettare i lanci sulla sinistra, in compagnia di Lulic e Immobile che hanno il compito di raccogliere il pallone dopo la giocata aerea. Il gioco offensivo della Lazio dunque è un gioco legato alle posizioni, legato soprattutto al duro compito dei giocatori di fascia, che devono sempre offrire ampiezza per dilatare lo schieramento avversario e favorire così gli inserimenti o la profondità. Quando la Lazio perde palla, va subito in pressing a caccia della sfera. Tuttavia, una volta eluso il primo pressing, si dispone in attesa dell’avversario.

In fase di non possesso, la Lazio si dispone in un 352 e tendenzialmente aspetta gli avversari sulla linea mediana. Tuttavia gli uomini di Simone Inzaghi non puntano principalmente sulla trappola del fuorigioco, ma su una diligente copertura degli spazi. Se l’avversario parte dalla propria metà campo, a pressare i terzini sono gli esterni (generalmente Marusic e Lulic), mentre se l’avversario guadagna facilmente il campo avversario, gli esterni scivolano sulla linea dei tre difensori e a pressare i terzini avversari sono le mezzali. In fase di costruzione avversaria, è spesso osservabile Luis Alberto andare in pressing sul difensore opposto a Immobile.

OCCHIO ALL’AVVERSARIO
Il pericolo numero uno in area di rigore è sempre Ciro Immobile. Capocannoniere della scorso campionato insieme a Icardi con 29 reti, Immobile fin qui è andato a segno 6 volte in dieci partite, confermando la sua ottima capacità realizzativa. L’attaccante è da considerare senza dubbio tra i più forti del campionato e si distingue dagli altri per la sua capacità di spaziare su tutto il fronte di attacco – grazie soprattutto alla sua notevole forza fisica – e di colpire il pallone di prima intenzione da qualsiasi posizione e con entrambi i piedi.
L’elemento che fa più gola ai top club invece è sicuramente Sergej Milinkovic-Savic. Il centrocampista serbo classe 1995 è decisamente uno dei talenti più brillanti del nostro campionato, se non d’Europa. Milinkovic-Savic coniuga brillantemente forza fisica ed eccellenti doti tecniche, caratteristiche con cui si aiuta nel creare superiorità numerica nella zona di centrocampo. Inoltre, la sua abilità negli inserimenti lo rende anche decisivo in zona gol. Con ogni probabilità è il giocatore più importante in fase di costruzione per Simone Inzaghi, visto quanto detto fin qui delle trame della Lazio. Il serbo attacca gli spazi, li conquista e li difende grazie alle sue caratteristiche fisiche e tecniche superiori alla media. Quando ne ha la possibilità, salta pure l’uomo, cambiando così con pochi tocchi lo scenario offensivo della squadra. Da tenere d’occhio saranno soprattutto i suoi movimenti in zona di rifinitura, visto che ama spesso partire da lì per poi compiere inserimenti laterali col fine ultimo di disorientare il blocco difensivo avversario.
Infine, due parole su Luis Alberto. Il centrocampista spagnolo al momento vive un periodo particolare, alla cui base potrebbero risiedere difficoltà fisiche e una conseguente mancanza di tranquillità. Tuttavia è impossibile ignorare quanto visto di buono nell’arco della scorsa stagione e basterebbe anche solamente ripensare al gol segnato lo scorso anno proprio alla SPAL per sottolineare le qualità di questo giocatore.

CHI NON CI SARA’
Non sarà sicuramente della partita Lucas Leiva, giocatore sicuramente fondamentale per l’equilibrio a centrocampo dei biancocelesti. Il brasiliano ha rimediato una lesione di primo grado all’adduttore della coscia destra contro il Marsiglia e, con ogni probabilità, rientrerà tra fine novembre e inizio dicembre. Simone Inzaghi dovrà fare inoltre a meno di Badelj per via di un problema al flessore sorto proprio durante lo scontro con l’Inter.

L’ANDAMENTO RECENTE
E’ una Lazio indecifrabile quella vista fin qui, una Lazio a cui sembrerebbero mancare soprattutto le prestazioni di Luis Alberto e Milinkovic-Savic, sicuramente non al top della forma. Vero è che la Lazio ha raccolto già 4 sconfitte in questa prima parte di campionato, ma c’è anche da dire che queste sono maturate negli scontri diretti con le grandi (Inter, Juventus, Napoli e Roma), sintomo che manca ancora qualcosa per tornare al top.
Tuttavia, rimane uno scontro da non sottovalutare. Nelle restanti sei partite i biancocelesti hanno sempre trovato la vittoria anche contro squadre organicamente superiori alla SPAL, spesso anche semplicemente grazie alle intuizioni e alle giocate individuali di Immobile e compagni.

(3V, 0N, 2S)
LAZIO – Inter 0-3
Parma – LAZIO 0-2 (Immobile, Correa)
LAZIO – Fiorentina 1-0 (Immobile)
Roma – LAZIO 3-1 (Immobile)
Udinese – LAZIO 1-2 (Acerbi, Correa)

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