Con la Lazio è emergenza in mediana, Semplici punta sulla testa: La mentalità fa la differenza

Tra Roma e Frosinone la SPAL ha iniziato a parlare in romanesco. E domenica, nel match delle 12,30, arriva l’ultimo esame laziale del girone d’andata. All’Olimpico, infatti, la Lazio di Simone Inzaghi aspetta i biancazzurri chiamati all’immediata reazione dopo la cocente e deludente sconfitta rimediata nell’ultimo turno contro i ciociari, e nella conferenza stampa della vigilia il tecnico spallino Leonardo Semplici ha toccato diversi argomenti interessanti.

Mister, questa settimana di allenamenti è stata più impegnativa sul piano tattico o su quello mentale?
“Sicuramente abbiamo lavorato molto sulla testa dei giocatori perché la sconfitta contro il Frosinone ci ha lasciato molto amaro in bocca, doveva andare diversamente ma abbiamo commesso alcuni errori e li abbiamo pagati a caro prezzo. Prendiamone atto e ripartiamo come abbiamo sempre fatto senza costruirci su un caso, ma non dimentichiamo questa batosta perché da qui dovremo prendere spunto per evitare di trovarci ancora in futuro in situazioni simili. Abbiamo capito che le partite vanno interpretate in un’altra maniera e dobbiamo fare tesoro di quello che è successo. L’aspetto più negativo? Perdere 3-0 in casa contro la squadra penultima in classifica, sicuramente, perché se vado a vedere le statistiche della partita sotto certi aspetti è stata tra le migliori, quindi bisogna migliorare la lettura della gara. Ad inizio partita sembrava potessimo fare un sol boccone dell’avversario, ma è stata un’illusione, siamo calati sotto il piano della tensione, non siamo stati determinati e attenti e una volta passati in svantaggio tutto è diventato più difficile. La prestazione non è stata quella che volevamo, ma dobbiamo chiudere questa pagina e rimanere uniti anche nei momenti complicati. In un percorso di crescita cose come queste possono capitare”.

Da una laziale all’altra, e ora tocca ad una big come la Lazio. 
“Affrontiamo una formazione forte, di grande valore, piena di campioni. Dobbiamo tornare la SPAL vista in precedenza sul piano caratteriale per presentarci all’Olimpico e puntare a tornare a casa con un risultato positivo. La Lazio ha tutte le caratteristiche delle grandi squadre e per fare punti servirà dare il massimo”.

Situazione infortuni: chi non sarà a disposizione domenica?
“Valoti purtroppo domenica ha avuto un problema alla caviglia e non è recuperabile. La speranza è quella di riaverlo fra una settimana col Cagliari, è una situazione che va valutata. C’è qualche problemino a livello generale, ma speriamo di avere tutti a disposizione, Kurtic e Djourou esclusi. Bonifazi titolare come contro la Roma? E’ un’ipotesi che prendo in considerazione al pari di tutte le altre scelte che ho a disposizione. Sicuramente valuterò il suo impiego, la sua condizione sta migliorando, ma anche Simic e tutti gli altri difensori sono potenziali titolari. La scelta finale si baserà soprattutto su quello che ho visto in allenamento”.

Con Kurtic e Valoti out e Schiattarella squalificato rivedremo quasi sicuramente Everton dal 1′. Può essere un rischio, vista la facilità con cui viene ammonito e la carenza di alternative in panchina?
“Everton ha caratteristiche ben precise ed è giusto che le mantenga. Dovrà stare attento ai cartellini, ma lungi da me fermare la sua carica agonistica di cui la SPAL ha bisogno. E’ un giocatore esperto, sono sicuro che saprà come frenarsi”.

A Ferrara si è visto che la via di mezzo non esiste. Il pubblico ha esaltato tutti dopo la vittoria con la Roma, salvo poi mugugnare dopo la sconfitta con il Frosinone, trovando in Gomis il capro espiatorio per il risultato negativo. Come si è allenato in settimana?
“Prima di tutto voglio precisare che l’unico da criticare dopo le sconfitte sono solo ed esclusivamente io, la colpa è solo mia. I ragazzi vanno lasciati sereni perché è giusto che sia così. Qua troppo spesso ci si dimentica il percorso che abbiamo fatto insieme ad una società e a dei dirigenti seri che vogliono investire. Sicuramente bisognerà fare come lo scorso anno: rimanere uniti per centrare il nostro obiettivo, che resta la salvezza. Quest’anno non è che siamo diventati improvvisamente più bravi solo perché abbiamo una stagione di A alle spalle. Sì, è normale che la richiesta nei confronti della squadra sia aumentata, ma non sempre possiamo pensare di vincere perché sappiamo di poterci trovare di fronte a delle difficoltà, ma questo ci deve far rimanere sul pezzo. Capita di sbagliare la formazione, capita di sbagliare un gol, capita l’errore del portiere, ma da parte mia non ci sono valutazioni particolari se non durante gli allenamenti giornalieri. Se c’è da pensare ad una persona da attaccare è giusto attaccare l’allenatore, i giocatori vanno lasciati in pace perché sono loro che vanno in campo e sotto l’aspetto caratteriale, del gruppo e dell’alchimia che si è creata tra i ragazzi e la tifoseria la SPAL è un esempio. Per quanto mi riguarda io sono serenissimo, convinto che abbiamo le qualità per fare punti insieme e salvarci. Per arrivare a questi livelli, ora che c’è una società seria, le forze vanno convogliate tutte in positivo e non in negativo”.

Rivede nell’Empoli di quest’anno la SPAL della passata stagione? Belle prestazioni, ma scarsi risultati.
“Forse sì, ma quello è un percorso che noi abbiamo già fatto imparando tanto. Abbiamo cambiato modo di interpretare le gare e questo aspetto, per una squadra come la nostra, deve far sì che la squadra abbia sempre un equilibrio che contro il Frosinone abbiamo dimostrato di non avere ancora. Le statistiche contano, ma alla fine è il risultato che determina il pensiero di tanti, non di certo il mio però”.

Nella Lazio sembra esserci un ballottaggio serrato tra Caicedo e Correa per affiancare Immobile in attacco. E se alla fine dovesse giocare il trequartista argentino titolare? 
“E’ necessario che ci sia comunicazione tra di noi e se dovesse giocare Correa trequartista potrebbe ripresentarsi una situazione simile a quella già vista contro la Roma. Ma dire che Valdifiori o chi per lui debba marcarlo a uomo sarebbe sbagliato. Non è stato così coi giallorossi ma cercheremo un modo per fermare il nostro avversario tra le linee”.

E l’attacco della SPAL? Anche qui i ballottaggi abbondano.
“Tenendo ben presente il fatto che provo sempre a dare spazio a tutti, sì, ci sono dei ballottaggi proprio per questo, ma solamente domenica vedrete quali sono le mie scelte finali, com’è giusto che sia. Questo fa sì che i giocatori siano sempre pronti a dare il massimo. Noi domani vogliamo avere quella cattiveria sportiva che magari in qualche momento abbiamo smarrito, dando 99 quando invece potevamo dare 100. Noi invece dobbiamo dare sempre 101, a prescindere dalla squadra avversaria, perché la mentalità fa la differenza”.

Contro la Roma la frangia più calorosa dei tifosi decise di non entrare dopo i controlli e le limitazioni delle forze dell’ordine fuori dallo stadio. Quanto sarebbe importante riaverli a cantare nel settore ospiti?
“Per noi i nostri tifosi sono determinanti, sapevamo che dopo Frosinone c’era stato un po’ di malumore ma per noi i tifosi sono importantissimi. L’unione che si è creata è un aspetto fondamentale e più avanti risulterà decisiva”.

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