Un Dalbello che passa per cattivo. Felipe ironizza sui cartellini: Mai presi così tanti in carriera

Che Felipe sia da considerare una delle colonne portanti di questa SPAL è assodato, a dimostrazione di questo c’è il consistente numero di tifosi che si sono presentati nello store di via Voltapaletto per selfie e autografi. Prima di dare spazio ai tifosi accorsi però il vice capitano biancazzurro ha approfittato del momento per fare qualche considerazione con i giornalisti: “Le mie condizioni fisiche rispetto a domenica sono migliorate, la forma acuta di dolore alla schiena che ho avuto sabato sono riuscito a smaltirla in questi due giorni e da domani se tutto va bene dovrei rientrare con i ragazzi. La situazione attuale della squadra è buona, io parlo sempre basandomi sui risultati, ci sono state partite giocate bene ma che non hanno dato il risultato meritato. Alla fine quando si perde resta poco da dire. Abbiamo trovato una nostra identità di gioco e l’obiettivo è quello di mantenerla ed eliminare quelle situazioni che ci penalizzano: i calci da fermo, non si può negare, al momento sono il nostro tallone d’Achille“.

Felipe poi si sofferma anche sulla collezione di cartellini gialli di questa stagione, ben sette: “Quest’anno ho sofferto molto il numero di ammonizioni, in queste giornate ho accumulato lo stesso ammontare dello scorso campionato, non so precisamente il motivo, mi sono chiesto quando hanno iniziato a dipingermi come un giocatore cattivo. Nei miei quattordici anni di carriera non ne ho mai accumulati così tanti (ride n.d.r). Sicuramente ho adottato un modo di giocare molto aggressivo, spesso abbiamo giocato uno contro uno. io posso dire in mia difesa che cinque ammonizioni sono state prese per evitare un contropiede: un fallo per esempio l’ho fatto al posto di un compagno che era già ammonito. In altri casi c’è stata qualche ingenuità da parte mia. La forma del gioco comunque ci mette più a rischio, perché restando più alti può succedere. Non credo comunque che la mia assenza comporti una grande differenza per la squadra, perché se è vero che nella scorsa partita quando siamo usciti io e Vicari abbiamo preso due gol, in un’altra occasione in nostra assenza ne abbiamo fatto uno. La forza della nostra squadra è sicuramente, che a differenza di altre con il nostro obiettivo, abbiamo la continuità del mister e abbiamo mantenuto l’ossatura del gruppo dallo scorso anno“.

Per il difensore italo-brasiliano è importante continuare a insistere sui principi di gioco proposti da Semplici e dal suo staff: “Quello che ci viene rimproverato spesso è di essere una squadra con un buon gioco ma che conclude poco, che dovremmo essere più ‘brutti’. Quello che penso io è che bisogna sempre mantenere una continuità di gioco, dobbiamo imparare forse a leggere meglio il minutaggio della partita, esempio: mancano cinque minuti, possiamo sicuramente evitare di giocare la palla da dietro. Ho fatto la stessa considerazione al termine di SPAL-Sassuolo lo scorso anno: loro vinsero giocando malissimo, buttando palle in tribuna, quando noi giocammo bene, ma quello che resta è il loro gol. Quest’anno abbiamo una maturità diversa rispetto dallo scorso, non facciamo più quel possesso palla sterile, lo facciamo per attirare l’altra squadra ad uscire. Torniamo dal portiere per riuscire ad aprirci il campo. La prossima sfida sarà una sfida quasi impossibile: la Juve gioca un campionato a parte, sarà una partita bellissima. Andiamo lì per dimostrare di saper giocare e di saper mettere in difficoltà tutti, com’è successo a Roma, nel calcio può succedere di tutto“.

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