L’OMAGGIO A LUCIO, LA SCELTA FELICITA’ E QUESTO STATO D’ANIMO DOVUTO A UNA SQUADRA ESEMPLARE IN UNA DOMENICA COMUNQUE POSITIVA

Se tutte le stelle del mondo a un certo momento venissero giù, tutta una serie di astri di polvere bianca scaricata dal cielo ma il cielo senza i suoi occhi non brillerebbe più, se tutta la gente del mondo senza nessuna ragione alzasse la testa e volasse su senza il loro casino quel doloroso rumore, la terra povero cuore non batterebbe più mi manca sempre l’elastico per tener su le mutande così che le mutande al momento più bello mi vanno giù come un sogno finito, magari un sogno importante, un amico tradito, anch’io sono stato tradito ma non m’importa più tra il buio del cielo le teste pelate bianche le nostre parole si muovono stanche non ci capiamo più ma io ho voglia di parlare di stare ad ascoltare, continuare a far l’asino di comportarmi male per poi non farlo più, ah… felicità… su quale treno della notte viaggerai lo so che passerai… ma come sempre in fretta non ti fermi mai, si tratterebbe di nuotare prendendola con calma farsi trasportare dentro a due occhi grandi magari blu e per dovermi liberare attraversare un mare medioevale guardare contro un drago strabico ma di draghi baby non ce ne sono più forse per questo i sogni sono cosi pallidi e bianchi e rimbalzano stanchi tra le antenne lesse delle varie tv e ci ritornano in casa portati da signori eleganti sì sì che parlano e tutti quanti che applaudono non ne vogliamo più ma se questo mondo è un mondo di cartone allora per essere felici basta un niente magari una canzone o chi lo sa… se no sarebbe il caso di provare a chiudere gli occhi e poi anche quando hai chiuso gli occhi chissà cosa sarà, ah… felicità… su quale treno della notte viaggerai, lo so che passerai… ma come sempre in fretta non ti fermi mai, ah felicità…
“Felicità, Lucio Dalla”.

Non è un giudizio di merito, questa lunga e doverosa citazione. Di canzoni, Lucio Dalla ne ha scritte una marea e sceglierne una è impossibile. Questa, però, rispecchia il mio personale stato d’animo dopo Spal-Carpi. Per il titolo, “Felicità”, e per tante altre cose che vanno dalla scelte dei colori citati dal cantautore, all’elastico delle mutande che, in quanto spallino, mi manca da sempre, fino al sogno pallido, alla voglia di parlare e ascoltare (e tifare), al niente che basta per essere felici. E io mi sento felice, nella mia follia biancazzurra, perché essere felici in una stagione piena di penalizzazioni e di istanze di fallimento davanti a una classifica per nulla sicura… beh, bisogna essere davvero pazzi o molto innamorati della propria squadra del cuore. E io, ripeto, mi sento così. Innamorato, felice, orgoglioso, fortunato di assistere a domeniche del genere a prescindere dal risultato.
Raramente una rimonta subita mi ha lasciato così impassibile e sereno. Ci credevo, certo, come ci credevano tutti, soprattutto dopo un primo tempo stellare, con una Spal irresistibile, veloce, capace di dominare davanti a un avversario forte e allenato bene (la mia stima per Notaristefano, dopo aver rivisto la partita in dvd, se possibile, è persino aumentata) che si giocherà la serie B da neopromosso.
Non è di sicuro la prima volta che la Spal fa il suo, anzi di più. Ma nei primi quarantacinque minuti di domenica ha fatto ancora di più e di meglio mettendo in mostra una squadra vera e alcuni giocatori in stato di grazia come Laurenti, che dopo il periodo di fisiologico calo, è tornato e alla grande.  Senza contare il solito capitano che gioca anche quando tutti gli altri giocatori del momento si rifiuterebbero di farlo e, a parte la classe e l’esperienza, in fatto di generosità quella fascia che era stata tanto messa in discussione gli sta come una sciarpa con scritto “Estensi” a un qualsiasi tifoso biancazzurro.
Non c’è molto altro da dire e scrivere visto che, almeno stavolta, l’argomento ormai esasperante relativo a cordate che appaiono e scompaiono, a proclami fatti e poi smentite, all’evidente difficoltà economica dell’attuale proprietà… tutto è già affrontato e, soprattutto nell’ultima settimana, fatto singolare visto che non ci sono state grandi novità, sviscerato e analizzato come non mai.
Eccomi, allora, qui a ribadire l’affetto che tutti quelli che amano la Spal manifestano a questo gruppo dall’inizio del campionato anche nelle domeniche buie e deludenti e, certo, non è il caso di quest’ultima. Un affetto dovuto, meritato, infinito che proseguirà fino alla salvezza perché, con o senza playout, questa squadra si salverà. Punto. E Forza Spal.

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