LA SPAL GETTA AL VENTO UN’OCCASIONE D’ORO: AL MAZZA PASSA LA REGGIANA E ADESSO LO SPETTRO DEI PLAYOUT SI FA SEMPRE PIU’ CONCRETO PERCHE’ IL DESTINO DEI BIANCAZZURRI DIPENDE SOPRATTUTTO DAGLI AVVERSARI

SPAL-REGGIANA 0-1 (0-0)
SPAL (4411):
Capecchi; Ghiringhelli (dal 20’ s.t. Taraschi), Zamboni, Pambianchi, Canzian; Migliorini (dal 38’ s.t. Piras); Cosner, Bedin (dal 14’ s.t. Fortunato), Agnelli, Laurenti; Arma. A disp.: Costantino, A. Vecchi, Beduschi, G. Rossi.
All.: S. Vecchi.
REGGIANA (4411):
Silvestri; Cabeccia, Zini, Aya, Magliocchetti; Iraci (dal 41’ s.t. Arati), Ardizzone, Viapiana, Matteini (dal 47’ s.t. Panizzi); Alessi; Gurma. A disp.: Bellucci, Mei, Calzi, Spezzani, Berni.
All.: Zauli.
ARBITRO:  De Faveri di San Donà di Piave (Assistenti: Donini e Tedeschi).

MARCATORI: 10’ s.t. Gurma (R).
AMMONITI: Zamboni (S) e Agnelli (S).
NOTE: giornata di sole, temperatura frizzante con leggera brezza, terreno in ottime condizioni. Spettatori 2.600 circa (1.300 paganti, per un incasso di  € 7.894,27 e 1.229 abbonati, rateo di  € 5.778), una sessantina i tifosi provenienti da Reggio Emilia.
Angoli: 7 a 6 per la Reggiana. Recupero: pt 2′, st 5’.
Prima dell’incontro è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare Paolo Baccarini, già Presidente del collegio sindacale della Spal, recentemente scomparso.

FERRARA – Spal con un piede e mezzo nei playout: è questa l’amara sentenza alle sedici e cinquantatré odierne quando, dopo cinque minuti di recupero, De Faveri di San Donà ha mandato tutti negli spogliatoi, al termine di una gara non bella, come nelle aspettative della vigilia, ma dove soprattutto e ancora una volta, gli uomini di casa nostra hanno mancato nell’appuntamento decisivo e in cui erano chiamati a dar prova di un salto di qualità. Non è una novità di stagione, occorre dirlo, che i biancazzurri stecchino le gare che contano: già quando si lottava per traguardi più ambiti il massimo che si riusciva a portare a casa era un pareggino striminzito, un brodino che faceva morale, si diceva, ma che certo non aiutava a credere in un futuro migliore. E così è stato anche oggi, novanta minuti in cui la Reggiana ha colpito e affondato la barca ferrarese che adesso per sperare in quella salvezza diretta che assume sempre più i contorni di un miracolo sportivo, dovrà per forza di cose vincere senza se e senza ma a Foggia tra tre giorni e poi correre forte, sempre che il Como decida di farsi del male da solo come negli ultimi tempi. Un peccato, davvero, anche alla luce dei risultati odierni delle dirette concorrenti contro cui, però, la squadra di Stefano Vecchi, nel girone di ritorno, ha fatto come peggio non avrebbe potuto: perdere nell’ordine a Viareggio, Pavia e oggi in casa contro la Reggiana, senza contare l’inutile pari contro il Monza quindici giorni fa proprio non va e sono risultati che inevitabilmente stridono se confrontati con le boccate d’ossigeno colte a Sorrento e Terni negli ultimi due viaggi lontano dal “Paolo Mazza”. Quale sia la vera Spal a questo punto è difficile da capire, certo è che se questa fosse squadra che patisce le partite “da vincere e basta” ma che invece coglie risultati insperati là dove a priori “perdere non sarebbe nemmeno un dramma”, poco ci sarebbe da stare allegri in chiave playout, dove si sa, passi falsi, non ne sono concessi.
La gara inizia con le due squadre che si specchiano nei rispettivi moduli: Vecchi decide di dare a Migliorini l’ingrato compito di fare da ombra al fantasista ospite Alessi per oltre un tempo, mossa che priverà la Spal dell’unica fonte di gioco in mezzo al campo, benché anche oggi il regista biancazzurro non abbia dimostrato di essere in una delle sue giornate migliori, anzi, lasciando a un ottimo Bedin (poi inspiegabilmente sostituito a inizio ripresa) la mediana al fianco di un infaticabile Agnelli. La Reggiana fatica a carburare, Alessi ci mette un po’ a prendere le misure e a mettere ordine tra le linee, Gurma è recuperato e in gran forma e da solo non sembra neanche tanto risentirne, a differenza di Arma, di essere l’unico a dover tener vivo tutto l’attacco granata. Macina come un rullo compressore il binario di destra biancazzurro nei primi venti minuti: Ghiringhelli (fatale sarà poi il suo errore nell’occasione del vantaggio granata), Cosner e Bedin tengono a debita distanza il funambolico Matteini, tra i più in forma della Regia e, soprattutto il bellunese, non disdegna qualche sfuriata offensiva andando dritto per dritto all’attacco di Magliocchetti che è risaputo essere un terzino adattato ma che ha il passo, e si vede, del centrale. Guadagna angoli la Spal ma è dalla sinistra che arrivano le avvisaglie di una giornata stonata in cui incappa un Laurenti non pervenuto e un Canzian timido al punto da lasciare qualche dubbio sulla scelta che lo ha visto esser preferito a Giovanni Rossi anche se quest’ultimo a Terni è stato l’unico a sbagliare serata. Tra il ventisettesimo e il trentaquattresimo i ferraresi avrebbero anche l’occasione per capitalizzare una discreta supremazia territoriale, prima con Arma, poi con Agnelli, sostenuti a gran voce da una encomiabile “Campione”, ma è un fuoco fatuo destinato a spegnersi con l’andare dei minuti: la Regia controlla. A cinque dalla fine è sempre Agnelli a provare ma trova sulla sua strada i guantoni di Silvestri, un minuto dopo è l’ex di turno Cabeccia a immolarsi su Laurenti che replica in pieno recupero su punizione di Canzian. Il primo tempo è tutto qui, ai punti meglio la Spal, ma è un altro sport.
Ripresa che inizia sotto falsi auspici, ferraresi alla ricerca del vantaggio per otto minuti, ma neanche il cambio di scarpini di Laurenti (che da arancioni diventano gialli) porta i frutti sperati tanto che Gurma porta in vantaggio gli ospiti: l’azione nasce come sempre dai piedi di Alessi che verticalizza per Viapiana abile a pescare Matteini che rispetto a Ghiringhelli è di un altro passo. Cross del granata che beffa il nostro terzino e anticipo altrettanto beffardo di Gurma ai danni di un incerto Pambianchi ed è il gol che sancirà la vittoria finale della Regia. E la Spal? La Spal subisce il colpo. E sparisce nella confusione. La reazione c’è ma è debole e non produce palle gol. Entra Fortunato ma è peggio, se possibile, di prima, la Reggiana va vicinissima al raddoppio con il solito Gurma che supera di gran carriera in corsa capitan Zamboni e tira a botta sicura: Capecchi, decisivo come spesso accade di questi tempi, dice di no, restando anche a terra stordito un paio di minuti. Da qui in avanti è solo un susseguirsi di errori a ripetizione ed è ancora la confusione a farla da padrone: né l’entrata di Taraschi, né quella di Piras danno il cambio di passo sperato, chiede flebilmente un rigore la Spal per una trattenuta di Magliocchetti su Arma a otto dalla fine ma la contestazione più sacrosanta è quella sul presunto pallone considerato fuori a nostro avviso per errore sul quale poi i biancazzurri sarebbero andati in vantaggio. Il forcing finale manda a carte e quarantotto ogni impianto logico di calcio studiato alla lavagna ma non succede comunque più nulla di rilevante, tranne un brivido per un’uscita a mano aperta in anticipo di Silvestri su Agnelli, segnale premonitore che dopo otto anni sarebbe toccato alla Reggiana battere la Spal nella doppia sfida di campionato. E così è stato.

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