La notizia del sequestro di parte dello stadio Paolo Mazza nella giornata di lunedì ha inevitabilmente destato scalpore a livello nazionale e generato una lunga lista di interrogativi a cui non è facile dare risposta, almeno nell’immediato. Soprattutto se si considera che c’è un’indagine in corso da parte della Procura di Ferrara e che i due soggetti principali legati allo stadio – SPAL e Comune di Ferrara – in quanto parti lese hanno deciso di serrare i ranghi e limitarsi ad uno scarno comunicato congiunto, in attesa di sviluppi.

L’INCHIESTA – Le edizioni di martedì 9 luglio dei quotidiani locali La Nuova Ferrara e Il Resto del Carlino hanno rivelato i nomi degli otto indagati da parte della Procura: Giuseppe Tassi (Tassi Group), Lorenzo Travagli (direttore dei lavori), Giampaolo Lunardelli (Gielle Srl), Andrea Del Buono (Mpl Srl), Claudio Di Sarno (Panizzi Engineering), Nicola Barotti (Welding Duebi), Alessio Colombi e Fabrizio Chiogna (collaudatori). Stando alla ricostruzione offerta dalle due testate, la diffida all’utilizzo delle strutture – per presunte irregolarità nella loro realizzazione – sarebbe partita lo scorso 2 aprile 2019 da parte della Panizzi Engineering e ha innescato un’indagine della Guardia di Finanza che, attraverso la consulenza dell’ingegnere Carlo Pellegrino, avrebbe rilevato delle difformità nelle coperture di gradinata e curva Est. Serviranno quindi ulteriori controlli e verifiche, col relativo contraddittorio da parte degli indagati, per determinare se i reati ipotizzati (falso ideologico e frode in pubbliche forniture) siano tali o meno.

LA POLITICA – Il Comune di Ferrara ha affidato la sua posizione ufficiale al comunicato congiunto con la SPAL, ma il sindaco Alan Fabbri ha voluto comunque rassicurare la cittadinanza con un post pubblicato sui propri canali social: “Cari amici, in queste ore avrete appreso, come me, degli ultimi fatti che riguardano le indagini, da parte della Guardia di Finanza, sul nostro caro ‘Stadio Paolo Mazza’. Il Comune di Ferrara, insieme alla società sportiva SPAL, è parte lesa, ma non possiamo certamente restare indifferenti.  Attendiamo fiduciosi augurandoci che le indagini vengano svolte nel più breve tempo possibile per garantire, alla nostra squadra, la partecipazione al campionato che partirà il prossimo 25 agosto. Da parte mia e dell’amministrazione ci sarà massima collaborazione su qualsiasi intervento richiesto. Vi terrò aggiornati!”.

Un intervento via social network è giunto anche da Aldo Modonesi, assessore ai lavori pubblici negli ultimi cinque anni e sfidante di Fabbri alle ultime elezioni amministrative: “Come avrete letto, la Guardia di Finanza ha sequestrato una parte dello stadio ‘Paolo Mazza’ – le coperture delle tribune nord ed est e la struttura della gradinata – in esecuzione di un provvedimento della Procura ferrarese. Questo nell’ambito di un’inchiesta per falso ideologico e frode in pubbliche forniture, che ha portato le Fiamme Gialle a evidenziare presunte irregolarità nell’esecuzione dei lavori di ampliamento e messa a norma antisismica dello stadio. Innanzitutto mi auguro che le verifiche – doverose – vengano fatte al più presto e che non sia compromesso il regolare svolgimento del campionato della Spal al Mazza. In secondo luogo, un avviso agli analfabeti funzionali/leoni da tastiera che immagino già in azione: Spal e Comune di Ferrara non sono tra gli indagati, ma sono parti lese. Così, giusto perché querelare è un attimo…“.

GLI ABBONAMENTI – Nella mattinata di martedì 9 luglio la SPAL ha fatto sapere di aver sospeso la propria campagna abbonamenti:

La società S.P.A.L. srl ha deciso di sospendere momentaneamente “Mai Sola” – Campagna Abbonamenti biancazzurra 2019-2020. Saranno comunicate in seguito le date di cambio posto e nuove sottoscrizioni.

Il tutto alla vigilia della fase dedicata ai cambi di posto (dal 10 al 20 luglio), ma che dava anche la possibilità di confermare il proprio abbonamento in caso di opzioni non soddisfacenti. La scelta della SPAL è parsa inevitabile fin da lunedì: d’altra parte non è ancora chiaro quanto potrebbe durare il sequestro, né quali conseguenze potrà avere sul breve-medio termine. Tra le altre cose, l’ipotesi di un nuovo trasloco della SPAL a Bologna (come avvenuto nell’agosto 2018, col cantiere del Mazza ancora in corso) non è così scontata, perché in fase di iscrizione per la stagione 2019-2020 la società non aveva necessità di indicare un impianto alternativo per le proprie partite interne. Per cui – nel caso – dovrebbe individuarne uno e stipulare precisi accordi, previo il consenso della Lega di serie A e della Figc.

LE PARTITE ESTIVE – Prima del debutto in campionato (25-26 agosto) il Mazza – almeno in teoria – dovrebbe ospitare l’amichevole con l’Hellas Verona (3 agosto) e la partita del terzo turno di qualificazione di Coppa Italia. Anche su questi appuntamenti cala una coltre di punti interrogativi. Nel caso la Procura disponesse il dissequestro, la SPAL potrebbe continuare a utilizzare il proprio stadio senza alcun problema. Ma questo dovrà necessariamente avvenire dopo tutti gli opportuni rilievi. Stando al parere di un legale contattato dalla nostra redazione – che ha accettato di parlare in condizione di anonimato – potrebbero anche sussistere i presupposti per un utilizzo dello stadio con soli due settori su quattro a disposizione:  “Potenzialmente lo stadio potrebbe essere fruibile, anche se parzialmente sequestrato, finché permangono le condizioni di sicurezza per le altre aree, salvo che l’impossibilità di garantire la capienza minima rispetto agli spazi interdetti dalla misura sia ritenuta condizione ostativa per ospitare le gare in casa“. In altre parole: molto dipenderà dall’opinione delle autorità in materia di ordine pubblico.

Lascia un commento


Leaderboard Derby 2019