foto Filippo Rubin

Dal prossimo 3 gennaio il mercato invernale 2022 sarà ufficialmente aperto e dalla SPAL ci aspetta come minimo qualche aggiustamento all’organico per tentare di rendere meno difficoltoso il raggiungimento della salvezza. Senza voler scomodare nomi – perché al momento ne circolano insolitamente pochi – è il caso di provare a inquadrare su quali coordinate si muoverà la società da qui alla chiusura della sessione, prevista per il 31 gennaio.

Massimo Tarantino affronterà il primo vero mercato da direttore tecnico della SPAL

IL CONTESTO
A livello generale sarà un altro mercato generalmente avaro di grandi trasferimenti, un po’ come quello del 2021. Tanto in serie A, quanto ai piani inferiori. Pesano ancora una volta le risorse scarse e i costi ancora fuori scala dei cartellini. Chiunque abbia un giocatore anche solo in grado di mettere insieme quindici partite a buon livello (anche in serie C) gli attribuisce un valore molto alto nella speranza di rimpinguare rapidamente le proprie casse in tempi difficili. In questo quadro solo qualche club rappresenterà l’eccezione (es.: Monza) e azzarderà ulteriori spese fuori parametro.

“Non penso che prenderemo nessuno. Acquistare a gennaio è come farlo all’ortofrutta alle quattro del pomeriggio: trovi solo merce marcia” – Stefano Bandecchi, presidente della Ternana a TMW (23 dicembre 2021)

L’analogia di Bandecchi magari è un po’ esagerata, ma il sentimento strisciante tra tanti presidenti e direttori sportivi è quello. Tanto che in serie B a gennaio si ragiona soprattutto su scambi reciproci per tentare di trovare soluzioni a problemi di varia natura. Diverse squadre hanno messo fuori rosa alcuni elementi e potrebbero trovare altrove le pedine giuste con le quali compensare le eventuali partenze, magari con la speranza di veder rivalutati alcuni cartellini. Oppure un avvicendamento può essere la via d’uscita per giocatori scontenti o esclusi dai progetti tecnici. In un certo senso è quanto ha provato a fare la SPAL con lo scambio tra Murgia e Melchiorri nell’ultima sessione estiva. Solo che il centrocampista è considerato marginale anche in Umbria (53 minuti in campionato in tre spezzoni), mentre l’attaccante ha dimostrato di potersi rendere utile alla causa biancazzurra (12 presenze, 2 gol).

Un altro filone è rappresentato dalle discese dalla serie A. Al piano superiore ci sono dozzine di giocatori che reclamano un minutaggio più ampio, hanno in programma di strappare contratti più sicuri per il loro futuro o hanno semplicemente bisogno di dare una svolta alle loro carriere. Agganciarli non è facile, in primis a causa delle pretese economiche, e normalmente si tratta di calciatori contesi da varie squadre con serie ambizioni a breve termine. Tradotto: è difficile che un giocatore di serie A possa trasferirsi alla SPAL o al Vicenza per lottare per la salvezza, a prescindere da quelli che possono essere i piani a medio-lungo termine delle rispettive dirigenze.

LE PREMESSE PER LA SPAL
In via Copparo c’è la consapevolezza di dover mettere mano all’attuale rosa per affrontare il girone di ritorno con maggiore serenità. Però ci sono anche quattro punti dai quali non si può scappare:
* Lo stato di salute del bilancio non permetterà di agganciare grandi nomi, a meno che Tacopina non opti per un qualche tipo di colpo di scena (che però appare poco probabile).
* Per riportare i conti del club in linea di galleggiamento bisognerà continuare a schierare in modo massiccio i giovani (nati dal 1998 in poi) per ottenere quanti più contributi possibili legati al loro minutaggio.
* L’unico obiettivo stagionale è la salvezza e qualunque tipo di piazzamento migliore verrà considerato solo come una gradevole sorpresa.
* Pep Clotet ha chiesto l’ingaggio di giocatori integri, in grado di garantire un apporto immediato e che possibilmente siano dotati delle qualità minime per alzare il livello del  collettivo.

“Chi arriverà dovrà essere in grado di aiutarci in campo fin dal primo giorno e quindi che possa allenarsi e giocare sempre. Di scommesse ne abbiamo fatte e ci stiamo lavorando” – Pep Clotet (17 dicembre 2021)

Solo tenendo a mente questi quattro presupposti si potrà avere un quadro sensato dei movimenti della SPAL a gennaio senza farsi trasportare dalla fantasia o dalla realtà parallela creata dai siti di calciomercato. Per questo verosimilmente si cercherà di razionalizzare un po’ la rosa attraverso alcune cessioni (restituzioni/prestiti) e con alcuni inserimenti mirati per aumentare la competitività in tutti i reparti.

Pep Clotet e Giorgio Zamuner in panchina a settembre 2021 [foto Rubin]
IL QUADRO REPARTO PER REPARTO

Portieri: Ci sarà senz’altro un arrivo, a meno di clamorosi ripensamenti. I rapporti tra Thiam (1998) e Clotet sembrano essere ai minimi storici ed è difficile pensare ad un’inversione di rotta. Seculin (1990) non ha mostrato particolare affidabilità e Pomini (1981) compirà 41 anni a marzo. Non è facile decifrare quella che potrebbe essere un’eventuale strategia, perché molto dipenderà da un’eventuale partenza di Thiam. È decisamente improbabile che il portiere senegalese accetti di scendere in serie C (anche a fronte di prospettive di minutaggio sicuro), mentre non è da scartare l’ipotesi di uno scambio con un club di A o B alla ricerca di un portiere “under” in funzione di altre operazioni di mercato. Molto dipenderà dai portieri effettivamente disponibili e dai relativi parametri economici che li riguardano.

Difensori: Potrebbero esserci un paio di movimenti, in un senso e nell’altro. Partirà Spaltro (2000), che ha una seria proposta di prestito dall’Avellino (serie C, girone C) e verranno valutate le posizioni di Coccolo (1998, 404 minuti giocati) e Heidenreich (2000, 63 minuti). Molto dipenderà dai ragionamenti fatti in condivisione con Juventus e Atalanta, proprietarie dei cartellini dei due giocatori. Allo stato attuale è molto più probabile sia Coccolo a dover fare la valigia, ma la situazione è in evoluzione. Con l’ascesa di Peda (2002) la batteria dei centrali in teoria sarebbe a posto, ma è presumibile che venga scandagliato il mercato per aggiungere un ulteriore elemento dotato di esperienza in serie B per sopperire a eventuali assenze di Vicari e Capradossi e più in generale tenere un po’ sulla corda i due titolari. Un punto interrogativo va messo sul ruolo di terzino destro. Clotet non ha alcuna intenzione di derogare dall’idea della difesa a quattro e potrebbe “accontentarsi” di avere Peda e Nador (2002) come alternative di Dickmann. Molto dipenderà dagli sviluppi del mercato e dal budget disponibile una volta definiti gli inserimenti prioritari. A sinistra Celia (1999) e Tripaldelli (1999) sono inamovibili e quindi non ci saranno interventi.

Centrocampisti: Considerato il trasformismo della SPAL da metà campo in su, molto dipenderà dagli incastri del mercato in generale, ma anche dalle uscite. Mora (1988, 409 minuti giocati) ha il contratto in scadenza e non rappresenta una prima scelta per Clotet: in presenza di una proposta convincente potrebbe lasciare Ferrara per avere qualche certezza in più. Zuculini (1990, 19 minuti) e Ayoub Abou (1998, 0 minuti) sono stati ingaggiati per espresso volere di Tacopina, ma non hanno offerto alcun tipo di apporto alla causa. Entrambi hanno un accordo che scadrà nel 2023 e sono elementi complicati da piazzare, soprattutto l’argentino. Toccherà alla coppia Tarantino-Zamuner lavorare di creatività. In entrata è possibile che la SPAL vada alla ricerca di una mezzala polivalente, in grado di garantire una rotazione adeguata in un reparto che vede Viviani, Esposito e Da Riva come prime scelte quasi intoccabili.

Attaccanti: Da almeno due anni il ritornello è il medesimo: “Ag vol la punta“, ma l’aspetto paradossale è che nell’attuale rosa ci sono addirittura sette giocatori che possono essere schierati in zona offensiva. Il problema, allo stato attuale, è il loro assortimento. Solo Colombo (2002) e Melchiorri (1987) possono essere utilizzati come dei centravanti, mentre Latte Lath (1999) – in rientro tra gennaio e febbraio da un lungo infortunio – può solo essere adattato in questa posizione. Rossi (1987), almeno per il momento, viene considerato alla stregua di un trequartista (a partita in corso) e tutti gli altri giocatori (Seck, D’Orazio e Piscopo) non hanno esattamente scaldato il cuore di Clotet. Per forza di cose le posizioni di D’Orazio (2000, 262 minuti giocati) e Piscopo (1998, 27 minuti) sembrano essere le meno solide, ma il loro futuro a breve termine dipenderà anche da come l’allenatore intende impostare la sua squadra nel girone di ritorno. Se sceglierà di intraprendere con decisione la strada del 4312 è plausibile che la società vada alla ricerca di una punta centrale affidabile e dotata di buona struttura fisica. Ma al momento non sembra il caso di fantasticare troppo su certi nomi quasi proibiti (es.: La Mantia; Forte) perché quei giocatori sembrano essere fuori dalla portata della SPAL per molte ragioni che tratteremo in separata sede. È invece più realistico pensare all’identikit di un giocatore “di categoria”, quindi frequentatore abituale della serie B, magari ai margini in una squadra della colonna sinistra della classifica e alla ricerca di un ruolo di maggior rilievo.



Dinamica Media – leaderboard
Dimedia – leaderboard
MEIS – leaderboard
CFI – leaderboard
Elite Division – leaderboard