Errori individuali pesano come macigni su una prestazione altrimenti convincente

MENEGATTI 6 – Le presunte voci di mercato uscite in settimana che lo vedrebbero in partenza non lo distolgono dal suo pensiero principale: difende come sa la porta biancazzurra con il solito lavoro ordinario e senza alcuna sbavatura. Sul finire del primo tempo è bravo e reattivo a deviare un bel cross di Frediani dalla destra che si stava pericolosamente tramutando in tiro spiovente. Il Pisa, per il resto, non lo impegna praticamente mai. Peccato per il gol sul quale può nulla.

LAZZARI 6.5 – Gran bella partita di Manuelito sia in difesa, sia nel suo solito lavoraccio di spinta e di raccordo tra centrocampo e attacco. Ara la fascia che è un piacere con la giusta intensità per tutto l’arco dell’incontro, sempre vigile in chiusura e preciso al cross e non era per nulla semplice visto che dalle sue parti, soprattutto nel primo tempo, c’era uno sfuggente Finocchio. In crescita e in brillanti condizioni fisiche come non lo si vedeva da tempo, moralmente ritrovato, si immola e probabilmente in maniera decisiva su Morrone. Chiede un rigore che non viene concesso ma sul quale rimangono moltissimi dubbi.

SILVESTRI 6.5 – Ormai non è più una novità. Di questa squadra, di settimana in settimana, sta diventando il corazziere principale e il muro invalicabile su cui a turno rimbalzano gli avversari. A parte il gol che sfiora di testa gioca una partita pressoché perfetta, concentratissimo e attento per tutti e novanta i minuti di gioco dà una grande sicurezza all’intero reparto. Che l’avversario si chiami Stanco, Finocchio oppure Mandorlini, cambia nulla: da quella parte non si passa. Di testa, in anticipo, è un cerbero insuperabile. Teniamocelo stretto.

GASPARETTO 6 – Non gioca da una vita ma appare comunque in buone condizioni. Il rientro dal primo minuto è garanzia che il peggio, ormai, è alle spalle. Al 32’ anticipa in bello stile Stanco con Silvestri e Giani sembra poi intendersi bene nonostante non abbiano giocato molto insieme fino a questo momento. L’arbitro lo ammonisce per presunte proteste nei confronti del secondo assistente.

GIANI 6 – Serata tranquilla per il capitano. Sfiora un bellissimo gol al 26’ della ripresa su calcio di punizione ma Pelagotti si supera. E non era la prima volta. Nel mezzo è ordinaria amministrazione. Il Pisa non punge e, quando lo fa, la cerniera in mezzo si stringe piuttosto bene e senza mai andare in apnea grazie anche all’esperienza del nostro numero sei.

LEGITTIMO 5 – Inizia mica tanto bene, al 6’, quando un tentativo di rinvio in rovesciata finisce con lui a terra e il pallone in fallo laterale. Poi carbura e fa la sua onesta gara pur dovendosi confrontare con un avversario come Frediani che, pur in posizione inedita, di gamba ne ha e pure parecchia. Alterna come sempre buone cose ad altre meno, fino al momento della rete pisana dove si fa beffare dal ritorno prepotente di Gyasi che, dopo aver pressato Togni, gli ruba palla proprio sul palo sinistro della porta difesa da Menegatti e da lì nasce l’assist per il gol di Rozzio. Disattenzione fatale.

(FINOTTO NG) – Dieci minuti, il tempo per prendere un’ammonizione per gioco scorretto. Una volta gioca titolare, una resta in panchina tutta la partita, l’altra ancora gioca dieci minuti, altre venti o trenta. E’ bravo a non perdersi e restare sempre sul pezzo in questa sua gestione da parte dell’allenatore che, evidentemente, vuole tenerlo sempre sulla corda. Stasera impossibile giudicarlo.

FILIPPINI 5.5 – Dopo tre minuti è già lì che protesta con l’arbitro perché, a suo dire, prende una scarpata in faccia: era una pallonata invece e vedono bene sia il direttore di gara, sia l’assistente. In compenso prende tante botte finché resta in campo ma il giallo – evitabile – alla fine lo prende lui su Costa a dieci minuti dal termine del primo tempo. Lo si nota per un paio di scambi con Lazzari e un tiro finito altissimo al 27’ del primo tempo.

(DI QUINZIO 6.5) – Non deve essere facile entrare in campo per chi, come lui, ha giocato a oggi meno di cento minuti in questa SPAL che in estate avrebbe dovuto essere la squadra del suo definitivo rilancio dopo i mesi patiti a recuperare da quell’infortunio pesantissimo alla rotula. Un po’ troppo (e inspiegabilmente) messo da parte dall’allenatore i pochi spiragli che riesce a ritagliarsi, però, lo vedono sempre vivace e concentratissimo. Ha voglia, tantissima voglia di fare bene con questa maglia e meriterebbe maggiore considerazione. Scivola un paio di volte, mette in mezzo due bei palloni dopo altrettanti dribbling su Costa e si guadagna il rigore del possibile pareggio. Giocasse una partita dall’inizio magari farebbe anche più danni agli avversari.

TOGNI 6 – Primi venti minuti inguardabili, lo si nota per due punizioni battute un po’ così e quando, all’8’, rischia l’autogol su punizione di Sini: sarebbe stata una beffa colossale. Poi sale via via di tono e prende per mano la squadra provando a giocare palla a terra e imbastendo qualche trama decente in mezzo al campo sacrificandosi anche in copertura. Rispetto alle ultime partite – non che ci volesse molto – appare nettamente in crescita. Da una sua punizione, al 41’ del primo tempo, solo un super Pelagotti strozza in gola l’urlo del gol a Germinale. Ma deve e può fare ancora di più. I mezzi li ha.

CAPECE 6 – Primo tempo davvero molto buono: al 25’ tira da fuori ma Lisuzzo respinge poi, al 33’, eccolo partite palla al piede dalla propria metà campo e saltare Iori e Lisuzzo in sequenza prima di scaricare su Germinale tra gli applausi del pubblico. Più nel vivo dell’azione nei primi 45’, poi cala, arretra di più il suo raggio d’azione e un po’ la squadra sembra risentirne alla voce manovra.

GERMINALE 5.5 – Al 7’ rischia subito il giallo per una manata a Sini che l’arbitro non vede. Poi sale di tono fino a diventare in assoluto tra i migliori in maglia biancazzurra. La sua è una partita che varrebbe una sufficienza ampia e dove sfiora persino un gran gol al 41’ del primo tempo non fosse, ammonizione a parte – peraltro come sempre evitabile seppur per proteste giuste visto che l’angolo non concesso era grande come una casa – per quel maledetto errore dagli undici metri sul quale si presenta evidentemente non lucidissimo. Ci sarà arrivato stanco per aver rincorso avversari per chilometri, per aver preso quantità infinite di randellate sulle gambe, colpi in testa chi lo sa: prima scivola malamente e già lì qualcuno sospira, poi calcia veramente malissimo. E la SPAL perde l’occasione per agguantare almeno un punto. Peccato davvero, perché fa un lavoro per la squadra encomiabile ma l’errore è imperdonabile.

FIORETTI 5 – Serataccia. Capita e non bisogna farne un dramma anche se è evidente che i gol a questa SPAL servono come il pane e, visto le occasioni che latitano, quando capitano a tiro andrebbero sfruttate con maggior cinismo. Il manifesto della sua partita, della giornata no in tutto e per tutto, al minuto 11 del secondo tempo quando, dopo un bel suggerimento di Togni di testa e il successivo rimpallo, Fioretti non si sposta non capendo le intenzioni del compagno di squadra brasiliano pronto alla gran botta da fuori, intralciandolo. Nel primo tempo, al 31’, non sfrutta un pressing devastante di Germinale su Sini che lo mette a tu per tu con Pelagotti e, tre minuti dopo, di testa si contorce troppo poco angolando male un’altra occasione ghiottissima. Voltare pagina e pensare già al Tuttocuoio.

(DE CENCO 5.5 ) – Una mezzoretta scarsa. Pochi palloni giocabili gli vengono serviti, pochi o nessuno se ne va a cercare. Non dà la sensazione di entrare in partita né dà quel cambio di passo che poteva servire alla squadra con la sua verve brasiliana.

BREVI 6 – Paradossalmente è forse la miglior SPAL delle ultime due uscite al Paolo Mazza. Un passo avanti alla voce gioco – peggio era difficile fare obiettivamente – si è visto e l’Aquila e Ancona sono lontane anni luce. Il fatto che ne esca con le ossa rotte, seppur immeritatamente però, inizia a far suonare qualche campanello. E’ inevitabile. Ma solo alla voce numeri che iniziano a essere impietosi: 4 punti nelle ultime 5 gare, 1 gol fatto e 5 subìti, senza contare che in casa non si segna da 360 minuti e non si vince da due mesi. La prestazione, invece, non si discute questa sera: la squadra c’è, tirasse di più in porta sarebbe meglio, ma a Brevi nulla si può imputare, questa sera, né sull’atteggiamento, né sulla preparazione della sfida, né sulla voglia di portare a casa l’intera posta in palio contro un Pisa rimaneggiato, sì, ma che conta pur sempre uomini di un certo peso, che hanno fatto pure la A. Se Fioretti è in serata no non ha nessuna colpa, così come non le ha se il Pisa, tra i pali, schiera un portiere messo lì per parare, certo, ma comunque in serata di grazia (si veda il colpo di testa di Germinale a fine primo tempo o la punizione di Giani che meritavano migliori fortune). Pure sul dischetto, a due dal termine, ci va Germinale che sbaglia imperdonabilmente e non lui che, senza alcun dubbio, lascia stasera sul campo punti importanti ma che vanno ben oltre i propri effettivi demeriti.


PISA
Pelagotti 7.5; Lisuzzo 6, Rozzio 6.5, Sini 5.5; Morrone 5.5, Frediani 5.5 (dal 29’ s.t. Gyasi 6.5), Mandorlini 6 (dal 16’ s.t. Di Cuonzo 6) , Iori 6, Costa 6; Stanco 5.5, Finocchio 6.5 (dal 25’ s.t. Giovinco 6). All. P. Braglia 6.5.

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