Il pagellone dei biancazzurri: tante delusioni, ma non mancano spunti da cui ripartire

Il girone d’andata della SPAL finirà il prossimo 5 gennaio contro la Reggiana, ma con 18 partite su 19 disputate finora si può già abbozzare un pagellone della prima parte di stagione. Vi proponiamo numeri, curiosità, mercato e prospettive per i calciatori della rosa spallina.

Legenda Valutazione:
* scarso
** insufficiente
*** sufficiente
**** buono
***** ottimo.

PORTIERI

Pietro Menegatti (1992). Media voto: 6.13. Valutazione: ****
Con 18 partite giocate e 1.701 minuti in campo, è l’unico giocatore dei biancazzurri che sin qui non ha saltato un incontro. Sempre presente il portierone. Tra gli artefici della salvezza la scorsa stagione, sin dal suo arrivo viene messo ufficiosamente in discussione da Oscar Brevi che lamentava del nostro numero uno, tra le altre, la poca ‘loquacità’ tra i pali. Considerato, però, a tutti gli effetti perno imprescindibile sul quale fondare il progetto SPAL dalla società di via Copparo, ‘San’ Pietro ha incassato – sempre ufficiosamente – la poca stima dell’allenatore e ha iniziato il campionato in ribasso, senza quella grinta e determinazione che lo avevano eletto come il miglior giocatore dei ferraresi la scorsa stagione. La società ne ha preso atto ma ha sempre espresso massima fiducia nel suo numero uno. E ha avuto ragione. Perché Pietro si riprende e, pur senza eccellere, pian piano torna sui suoi livelli. A novembre il confronto con l’allenatore – presenti anche tutti i suoi compagni – che gli conferma di essere lui, indiscutibilmente, il numero uno dei biancazzurri e di non badare alle voci di mercato uscite così indelicatamente: ma all’orizzonte c’erano già diversi nomi pronti a sostituirlo (Bindi su tutti). Contro la Carrarese è arrivato un errore a metà con Gasparetto che non cancella quanto di buono fatto vedere qui nell’ultimo anno e mezzo: quante ne ha salvate da quando è a Ferrara Pietro? A breve si dovrà affrontare il discorso contratto. A giugno va in scadenza.

Marco Albertoni (1995) – Media voto: – . Valutazione: – .
Portiere in seconda di belle speranze in prestito dal Genoa che in Coppa Italia ha dimostrato di poter dare ampie garanzie. Impossibile darne un giudizio.

DIFENSORI

Matteo Legittimo (1989). Media voto: 5.91. Valutazione: **
Con 16 presenze e ben 1.470 minuti giocati è il secondo calciatore dopo Menegatti – ma il primo di movimento della SPAL – per impiego in questo campionato. Nelle corde di Brevi i terzini dovevano rimanere bloccati e guai al mondo se ‘osavano’ spingere, mentre la filosofia di Semplici racconta, estremizzando, di ali come terzini e terzini come ali in un continuo andirivieni di sovrapposizioni. E in questo contesto il ragazzo è indiscutibilmente chiuso e destinato a tornare alla base (al Parma) già in questa sessione invernale di mercato. Da terzino sinistro non ha comunque incantato, anzi, è spesso incappato in errori mortiferi (su tutti quello col Pisa), sicuramente meglio da centrale sinistro in una difesa a tre, invece, dove ha dato ampia dimostrazione di poterci stare e dire la sua. Ma non è la strada che Semplici ha intenzione di percorrere. E Legittimo, con tutta probabilità, lascerà Ferrara.

Nicolas Giani (1986) – Media voto: 5.88. Valutazione: **
Leader per esperienza più che di campo, dove mostra ancora lacune e amnesie spesso incomprensibili per un giocatore della sua caratura. L’esordio col Pontedera è un incubo sin dall’inizio che si trasforma in un 3-0 casalingo da paura e in un rosso evitabilissimo. Non sembra neppure in grande sintonia con Brevi (che per quel ruolo voleva uno alla Rigione per capirsi, meglio ancora fosse stato Legati) e lo si capisce da qualche dichiarazione fatta alla stampa nelle conferenze prepartita in cui esternava tutto il suo disappunto sui lanci lunghi. Ma al di là di questo, fatica da centrale di difesa, figuriamoci da terzino sinistro. Lo abbiamo già visto sull’esterno con Gadda e i risultati non sono stati un granché soddisfacenti. Anzi. Adesso anche Semplici pare voglia provarci a insistere su questa strada, contravvenendo così a una delle leggi non scritte del calcio che non vorrebbe vedere mai Giani terzino. Evidentemente, per l’esperienza accumulata negli anni (anche in categoria superiore), l’ex interista è il solo della rosa a garantire al mister toscano un minimo di affidabilità da quella parte, dato per certo l’addio di Legittimo e con la società che par orientata a intervenire solo a giugno per trovare un numero 3 come si deve. 13 presenze, 1.112 minuti giocati e anche un cartellino rosso. Da uno come lui ci si aspetta molto di più. Se il suo rendimento è stato condizionato da Brevi lo sapremo presto.

Tommaso Silvestri (1991) – Media voto: 5.98. Valutazione: ***
Uno degli otto cattivi sanzionati con un rosso in stagione (era la sciagurata serata di Gubbio che provocò anche il rigore a tempo scaduto) 5 ammonizioni, 14 presenze e 1.081 minuti giocati. Con i 24 anni prossimi da compiere è il più giovane tra i difensori di proprietà e nonostante – ancora – risenta di qualche calo di concentrazione di troppo ha dimostrato di essere il più interessante di tutto il reparto. Dopo la serataccia del mani in Umbria costato due punti, a Pontedera ecco l’autogol pro-Tuttocuoio che ha aperto le danze dopo venti secondi: sono queste le macchie di un’andata in cui ha comunque spesso dimostrato di saper annullare attaccanti molto più esperti di lui. Se adeguatamente messo nelle condizioni di poter crescere con accanto un vero leader del reparto può diventare un buonissimo difensore. A giugno, intanto, va in scadenza.

Simone Aldrovandi (1994) – Media voto: 5.91. Valutazione: ***
E’ in prestito dal Chievo questo ragazzone di origine carpigiana, in comproprietà anche col Modena. Di lui si contano 8 presenze e 751 minuti giocati in tutto, a margine anche un infortunio che lo ha tenuto fuori dal ritiro a campionato iniziato e che non possono non averne condizionato la crescita in questi primi mesi. Nonostante le difficoltà e la giovanissima età Brevi non ha avuto dubbi a gettarlo nella mischia un po’ a sorpresa contro la Lucchese (vincendo la sfida) e il ragazzo si è dimostrato un discreto elemento su cui anche Semplici, pare, voglia puntare con maggiore continuità. Resta tutta da costruire l’intesa con Gasparetto che, a oggi, sembra essere destinato a diventare il partner prescelto. Silvestri permettendo, s’intende.

Johad Ferretti (1994) – Media voto: 5.97. Valutazione: ***
Vai a capire cosa è successo veramente. Da qualche settimana Johad ha smesso di giocare nella SPAL e, con tutta probabilità, abbandonerà la squadra nell’ormai imminente finestra di mercato invernale. Quante leggende si raccontano in giro! C’è chi maliziosamente sostiene che la società abbia scoperto solo poco prima dell’esonero di Brevi che, da un suo impiego, non si sarebbe ricavato un centesimo alla voce introiti dalla Lega; altri raccontano di motivi disciplinari alla base del suo accantonamento – ma il ragazzo respinge con forza ogni accusa e rimanda al mittente qualsivoglia responsabilità. Altri ancora, molto semplicemente, sostengono che persino Lazzari possa dare di più in un ruolo comunque non suo e non scenda in campo per ragioni squisitamente tecniche. Che con l’impiego di Ferretti non arrivassero euro si sapeva già in estate: il ragazzo è straniero e viene difficile pensare che la società non lo sapesse. Per il resto Brevi non stravedeva per lui ma, accorto com’era nelle sue scelte, non si può neppure pensare fosse arrivato al punto da essere sfiduciato, da convertirsi rischiando un centrocampista esterno nella posizione di terzino. 12 partite, 1.013 minuti giocati ,1 gol siglato alla Lucchese e una partita sola sbagliata completamente, quella con l’Aquila. Due terzi di campionato li ha passati da sufficienza e oltre. A vent’anni non è tutto da buttare quello che ha fatto vedere alla SPAL e forse meritava un’occasione in più. Evidentemente non a Ferrara.

Daniele Gasparetto (1988) – Media voto: 5.75. Valutazione: **
Uno degli errori di mercato più incomprensibili commessi in estate. La SPAL poteva tranquillamente confermare Lebran (a cifre più basse e con lo stesso procuratore tra l’altro) ma non l’ha fatto – e qui Brevi non c’entra – e ha messo sotto contratto questo ragazzone di belle speranze per i prossimi due campionati, oltre a questo. In estate si parlò di Ferraro, Rigione, Massoni, Legati. Alla fine arrivò questo gigante buono di Montebelluna con oltre 100 partite in B. Che l’infortunio che lo ha costretto a saltare quasi due mesi di campionato (dalla 6^ alla 13^ per la precisione) lo stia condizionando è palese, ma da come era stato presentato sarebbe dovuto essere il gladiatore della retroguardia, un muro impenetrabile. Invece, nonostante l’esperienza dei suoi 27 anni, incappa ancora in errori clamorosi e non dà sicurezze a un reparto che di sicurezze, invece, ne va cercando come il pane e ne avrebbe tanto bisogno: 9 partite giocate e appena 854 minuti giocati. Con Semplici ha il posto garantito, ma per lui vale il discorso fatto per Silvestri e Aldrovandi: con a fianco un leader può rendere molto più di così, se chiamato a esserlo, invece, potrebbe andare in difficoltà come spesso è successo anche nelle ultime settimane.

Riccardo Rosina (1995) – Media voto: -. Valutazione: -.
Ha giocato appena 68 minuti nel giorno dell’esordio più difficile, quello contro il fortissimo Ascoli alla 6^ giornata (un buonissimo e speranzoso debutto a dire il vero), prima di cadere, un po’ inspiegabilmente, nel dimenticatoio. Ha il contratto fino a giugno 2017 ed è uno dei giovani che la SPAL vorrebbe lanciare entro la fine di questo campionato. A salvezza acquisita ovviamente. Al momento è impossibile darne una valutazione.

CENTROCAMPISTI

Federico Gentile (1985) – Media voto: 5.80. Valutazione: **
Un altro anno e mezzo di contratto per un giocatore voluto fortemente da Davide Vagnati in estate, ma che sin qui ha reso parecchio sotto quelle stesse aspettative con cui era stato presentato. In realtà Gentile non è che un normalissimo e onesto giocatore di categoria che, arrivato alla soglia dei 30 anni, ha un curriculum in cui ci sono, tra le altre, Rieti, Valenzana, Ostia Mare, Alghero, Civitavecchia, Celano e Aprilia. C’è tanto Lazio tra D e C2 e solo Savona in C1, un anno fa a far da sfondo alla sua carriera. Brevi in estate aveva chiesto e ottenuto in quel ruolo già il sì di Pirrone a un prezzo risibile (quel Pirrone poi andato all’Ascoli, ndr) ma alla fine la società ha virato sul centrocampista romano che ha iniziato malissimo finendo per essere relegato in panchina dopo due partite salvo tornare titolare due mesi dopo a Grosseto, alla giornata numero undici. Un’ottima partita a Piacenza, un’altra a Pistoia prima del Natale. Coppa Italia a parte si contano 11 presenze, 599 minuti giocati e 5 ammonizioni. E, fatta eccezione per la generosità e l’agonismo che porta in dote, si fatica a capirne la compatibilità con le ambizioni di casa SPAL.

Giorgio Capece (1992) – Media voto: 6.02. Valutazione: ***
Ha chiesto di partire per giocare con continuità e molto probabilmente verrà accontentato nonostante, insieme a Di Quinzio e Togni, sia tra i pochissimi giocatori di questa squadra che a piedi discreti abbini anche un certo grado di intelligenza tattica e di visione di gioco. Mister Semplici, però, è stato chiaro: Capece e Togni non possono coesistere, l’uno è l’alternativa dell’altro per l’ex allenatore della Primavera Viola – considerazione che ha un suo fondamento perché in Lega Pro nessuna squadra compresa questa SPAL può permettersi di andare piano a centrocampo – e la scelta tra i due è caduta sul giocatore che conosce di più, ovvero sul brasiliano. La bellissima invenzione di Brevi che lo aveva plasmato a regista difensivo è così giunta al capolinea. Come la sua esperienza a Ferrara che si chiuderà con 15 presenze e 1.293 minuti giocati. E il traguardo della centesima partita da professionista giocata a Pistoia prima di Natale.

Romulo Eugenio Togni (1982) – Media voto: 5.80. Valutazione: **
E’ arrivato il 22 agosto per tappare la falla lasciata dall’amico Miglietta. Non è mai stato lui la prima scelta nella lista dei desideri della società: basti pensare che mentre la mezzala pugliese era addirittura inseguita dal dicembre scorso, di Togni fino all’ultimo si è invece sperato in un aiuto esterno per pagare un ingaggio che supera abbondantemente i duecentomila euro a stagione. Evidentemente arrivato. Dopo il torto subìto, d’altronde, si doveva in qualche modo provvedere a tenere serena la tifoseria, peraltro con la campagna abbonamenti ancora aperta e allora non si poteva non andare su questo giocatore, l’unico per curriculum ad avvicinarsi a Miglietta, non certo per motivi tattici (Brevi aveva chiesto e già ottenuto il sì da Massimo Loviso, oggi al Gubbio e già autore di 9 reti, ndr). Un rimpiazzo di lusso che ha deluso tantissimo, il gol siglato a Pistoia rimane un fulmine a ciel sereno di un’esperienza, sin qui, tutta da dimenticare. La pubalgia non lo aiuta più sui calci piazzati, la corsa sarà pur diventata intelligente ma a tratti è inesistente. Il pallone corre poco tra i suoi piedi, gli avversari sudano ancor meno nei rari casi in cui capita di rincorrerlo. Non è un caso se sia Brevi, sia Semplici, vedano per lui un ruolo davanti alla difesa. E’ in prestito secco e di questo passo per lui non ci sarà un domani con la maglia spallina. Servirà un ritorno di tutt’altra caratura per Romulo per cercare di convincere la dirigenza a non lasciarlo tornare ad Avellino e di non aver imboccato, come spesso è sembrato in realtà, il viale del tramonto della sua carriera.

Andrea Landi (1992) – Media voto: 6.11. Valutazione: ****
Diciamolo subito: se qui fossero rimasti Brevi ma, soprattutto, Miglietta il campo lo avrebbe visto con il binocolo. L’andazzo lo si era già capito in estate ed è difficile pensare che sarebbe finita diversamente: 13 presenze, 11 appena da titolare, ancor di meno i minuti, solo 706 e ben 5 panchine per quello che è forse il centrocampista più completo di questa squadra. Quantità e qualità che, a 23 anni ancora da compiere, si incastrano perfettamente in un prospetto di sicuro valore che la società ha il dovere di far crescere e blindare e su cui, perché no, fondare la SPAL del domani. Con l’arrivo di Semplici le cose dovrebbero tornare alla ‘normalità’ e il ragazzo ricoprire finalmente quel ruolo imprescindibile di mezzala o interno che dir si voglia, con quella continuità che quest’anno abbiamo visto solo a sprazzi. Va in scadenza a giugno.

Manuel Lazzari (1993) – Media voto: 5.93. Valutazione: ***
Non che Brevi lo vedesse. Anzi. Nel modulo dell’allenatore milanese Manuel poteva fare solo una cosa: la panchina. E’ un po’ lo stesso discorso che vale per Di Quinzio. Per lui si contano 11 presenze e 708 minuti effettivi giocati, oltre a tre settimane perse per un infortunio subìto contro il Santarcangelo a inizio stagione, quando la caviglia fece crack in uno scontro un po’ troppo irruento con un avversario a risultato già acquisito. E’ uno di quei ragazzi di proprietà e che la società avrebbe il piacere veder valorizzato al di là di un ruolo ancora poco decifrabile che, proprio per questo, lo portano anche a essere tra i più indiziati in caso di cessione futura. A patto ci siano acquirenti (non come in estate nonostante il premio Cestani) e meglio ancora se non a zero euro. L’anno scorso si trovava a suo agio nel fare il quinto di centrocampo ma con la difesa a quattro di Semplici, invece, pare possa scalare definitivamente a terzino. E’ un’età, la sua, in cui può ancora imparare a diventare tutto, anche difensore, a patto si abbia la pazienza di vederlo sbagliare e di non pretendere che sbocci dall’oggi al domani. E’ ancora un diamante grezzo, atleticamente dotato ma che fatica a saltare l’uomo, segna mai e deve ancora migliorare tantissimo alla voce cross, sempre troppo spesso lontani dal bersaglio. Ma è indubbiamente su giocatori come lui che va improntata la politica societaria. Va in scadenza.

Alberto Filippini (1987) – Media voto: 6.03. Valutazione: ***
I numeri raccontano di un Filippini versione mezzala con 16 partite e 1.327 minuti all’attivo ma anche 7 ammonizioni, 1 rosso e 1 gol fatto in quel di Savona. Giocatore di temperamento, a tratti nervoso, quasi indisponente e non solo per gli avversari ma anche per la sua innata capacità di estraniarsi dal gioco nei momenti più delicati. Voluto fortemente da Oscar Brevi in estate che ne ha decantato a tutti la positività della sua presenza anche nello spogliatoio – ha dovuto pian piano adattarsi a un ruolo che non lo ha messo mai nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Semplici nel 433 ha chiesto un certo tipo di giocatore in quella parte di campo e con determinate caratteristiche che lui, evidentemente, non sembra possedere. Ipotizzabile che lasci la SPAL già nelle prossime settimane. In ogni caso va in scadenza ed è difficile per lui intravvedere un futuro in maglia biancazzurra.

Davide Di Quinzio (1989) – Media voto: 5.91. Valutazione: ***
L’esterno di Paderno Dugnano è uno di quei giocatori su cui la società ha puntato a occhi chiusi in estate, certa di una sua valorizzazione da parte di mister Brevi che però lo ha impiegato col contagocce e solo in Coppa Italia dal primo minuto. Ha chiuso le prime 18 partite di questo campionato con appena 9 presenze per un totale di 338 minuti e 1 gol fatto a Pistoia. Decisamente troppo poco per il più dotato tecnicamente di questa squadra, ma abbastanza perché in Toscana ci fossero emissari di categoria a chiedere di lui. Che però ha un contratto di un altro anno e mezzo con la SPAL con tanto di opzione per un prolungamento ulteriore. Mister Brevi, a settembre, abbandonato il 4231 definitivamente gli disse chiaramente con molta educazione, ma senza troppi giri di parole, che non avrebbe potuto puntare più su di lui. Ha provato a inventarlo vice-Togni (!), lo ha provato mezzala (non male ma perde tutte le sue qualità), poche e rare volte lo ha impiegato esterno – ricordiamo San Marino in Coppa dove però andò male tutta la squadra e non solo lui – in un modulo che, alla fine, non ammetteva più esterni. Alla luce dell’investimento fatto dalla società in estate, dalla voglia e soprattutto dalla sua necessità di giocare dopo il grave infortunio dell’anno scorso, era chiaro che a gennaio sarebbe stato il primo a partire. Con l’arrivo di Semplici, però, sembra cambiato il vento e il giocatore pare destinato a diventare titolare indiscusso della fascia destra – ed è un sacrificio perché Di Quinzio rende meglio a piede invertito – e su cui si vuole puntare a occhi chiusi per risollevare le sorti della classifica degli estensi. A meno di clamorose mosse di mercato ricomincia da qui la poco fortunata parentesi biancazzurra per questo giocatore a cui i tifosi spallini si sono legati sin dal primo giorno.

Mattia Finotto (1992) – Media voto: 6.14. Valutazione: ****
E’ stato l’unico vero colpaccio dell’estate firmato Davide Vagnati.  A 22 anni compiuti proprio in questi giorni, dopo i primi calci con il Careni Pievigina questo ragazzo è arrivato con alle spalle un’esperienza fatta di 62 gare e 22 gol con la maglia del Monza nelle ultime due stagioni. Strappato con le unghie alla concorrenza, 15 partite, 797 minuti e 3 reti sono comunque un buonissimo biglietto da visita su cui puntare anche in considerazione dell’asfittico reparto offensivo biancazzurro. Resta un dubbio sulla sua posizione in campo a cui Semplici dovrà dare una risposta: al momento, nel 433, è indiscutibilmente lui il proprietario della fascia sinistra ma, quando impiegato in attacco da Brevi ha dimostrato di vedere la porta e di poter essere una valida spalla a una delle due punte di ruolo (si veda contro l’Ascoli e a Grosseto dove è stato decisivo). Ha altri due campionati e mezzo di contratto. Si dovrà ripartire da questo giocatore che merita grandissima considerazione.

Alessandro Bellemo (1995) – Media voto: -. Valutazione: -.
Vale il discorso fatto per Rosina: ha il contratto fino a giugno 2017 ed è uno dei giovani che la SPAL vorrebbe lanciare entro la fine di questo campionato. A salvezza acquisita ovviamente, come detto in precedenza. A oggi appena due apparizioni per un totale di 36 minuti. Davvero pochissimi per dire qualcosa di più sul suo conto.

ATTACCANTI

Giordano Fioretti – Media voto: 5.80. Valutazione: **
Sono 17 le presenze totalizzate sin qui per un totale di 1.327 minuti giocati e appena 4 gol, 3 su azione (è andato in tutto a segno in appena tre occasioni e sempre a distanza di sette partite tra la doppietta contro il Santarcangelo, Grosseto e Pistoia dove ha timbrato dagli 11 metri) con 1 espulsione a carico nello sciagurato esordio contro il Pontedera. Professionista esemplare e romano atipico, molto introverso, silenzioso. Un gran lavoratore a detta di tutti. Ma non basta. Perché lui è chiamato a bucare le reti avversarie. Cosa sin qui avvenuta solo occasionalmente. Chi si aspettava – sbagliando – fosse lui il naturale sostituto di Max Varricchio non poteva che restare deluso. Non poteva essere l’ex punta del Catanzaro l’alter ego del bomber di San Giovanni in Persiceto: per struttura, esperienza, gioco, storia e curriculum era, è e rimane un altro tipo di giocatore. Che tra l’altro porta in dote una decina di reti a stagione di media. Non un vero goleador, dunque. Neppure a Figline lo era, dove il binomio con il ritrovato mister Semplice diede comunque buone risposte. Le stesse che dovranno per forza di cose arrivare nel girone di ritorno. Dal suo ritrovarsi con la vena realizzativa, con ogni probabilità, dipenderanno le sorti finali di classifica di questa SPAL, qualora sul mercato Vagnati non riuscisse a trovare un vero bomber di razza (che a gennaio si muovono però solo dietro cospicue offerte) che lo sostituisca.

Caio De Cenco – Media voto: 5.25. Valutazione: **
Per lui si contano 13 presenze e 330 minuti giocati, oltre a 1 rosso evitabilissimo contro la Carrarese e sparute presenze in Coppa Italia dove non ha comunque mai brillato. Sin qui ha solo fatto intravvedere quelle discrete credenziali che lo avevano portato in estate all’ombra del Castello Estense nello scambio. Discontinuo, spesso svogliato, raramente ha cambiato le sorti dell’incontro quando è entrato (cioè in 12 delle 13 occasioni), quasi mai ha dato l’impressione di poter ambire a un posto da titolare nonostante neppure i suoi compagni di reparto siano degli ‘spaccareti’ nati. La sensazione che dà dell’esterno è quella di un giocatore a cui manca quel mordente, quella cattiveria e quella fame che sono indispensabili per ottenere risultati che vanno oltre la mediocrità di questo primo scorcio di stagione. Ha capacità ma continuando su questa strada rimarranno inespresse. E la SPAL, per ragioni prima di tutto di classifica, non può aspettarlo in eterno. E’ uno di quei giocatori che potrebbe anche partire.

Domenico Germinale – Media voto: 5.92. Valutazione: ***
In un contesto così povero e disarmonico come la SPAL di quest’anno – stiamo ragionando della peggior rosa assemblata nell’ultimo decennio di professionismo – potrebbe anche ‘clamorosamente’ starci. Magari a gara in corso. Giocatore bruttino da vedere, ma funzionale alla causa: re indiscusso quando è ora di fare a sportellate, domina nella confusione tattica dove si trova perfettamente a suo agio. Questo ormai prossimo ventottenne trevigiano non si è comunque mai risparmiato nel dispendioso gioco di Brevi: di riffa o di raffa ha segnato 5 gol – 1 decisivo a Piacenza – guadagnato falli a ripetizione (che ci fossero o meno importa poco, la squadra intanto rifiatava e saliva), fatto ammonire ben 14 avversari (!) ma i più lo ricordano soprattutto perché ha sbagliato col Pisa un rigore clamoroso a novantesimo suonato. Con il modo di giocare di Semplici è inevitabilmente tagliato fuori e sarebbe al massimo, forse, l’alternativa a Fioretti. Di lui si contano in tutto 17 presenze, 1.277 minuti giocati e il titolo di miglior marcatore dei biancazzurri. Ha ancora un anno e mezzo di contratto. E qualche squadra che lo vorrebbe c’è. Non è da escludere una sua partenza anche perché col pubblico non è mai scattata la scintilla giusta. Senza dimenticare che la società vorrebbe via via cedere la maggior parte dei giocatori legati, per così dire, alla vecchia guida tecnica.

Luca Veratti (1993) – Media voto: -. Valutazione: -.
Due fugaci apparizioni in maglia biancazzurra, 21 minuti in tutto, neppure una decina a Pistoia, una manciata di più a Grosseto. Nel mezzo tanta tribuna e la sensazione che non sarà Ferrara il trampolino di lancio della sua carriera. Il ‘Mazza’ non lo ha ancora tenuto a battesimo e potrebbe anche non tenerlo mai qualora la SPAL decidesse di rimandare al Bologna il ragazzo di Mirandola, in prestito dai felsinei fino a giugno 2015. Lui, al di là della Coppa, si aspettava di avere maggior spazio alla sua seconda stagione da professionista, noi una maggiore continuità di impiego dopo il gol siglato a Comacchio nell’amichevole che aprì la stagione. Magari con una classifica meno preoccupante troverà più spazio. Avrà la pazienza di aspettare l’ex bomber delle giovanili del Bologna? Ingiudicabile comunque la sua esperienza sin qui con i biancazzurri.

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