Meno due al debutto, campo e conti con la Lucchese da sistemare nei pensieri biancazzurri

A poco meno di un mese di distanza dall’ultima partita ufficiale (10 agosto a Catania), la SPAL si avvicina con una certa trepidazione all’appuntamento di domenica sera contro la Lucchese. C’è grande curiosità, sia nell’ambiente biancazzurro sia fuori, per vedere come si comporterà la squadra dopo un agosto di allenamenti e di amichevoli. “La prima giornata fa sempre storia a parte – avverte Alessandro Bellemo – per cui dovremo stare molto attenti all’adottare il giusto approccio a questa partita. Sappiamo che c’è attesa e speriamo di ripagare adeguatamente i tifosi che ci verranno a sostenere”. La Lucchese non solo è una discreta squadra, ma è anche l’ultima avversaria ad aver sgambettato la SPAL di Semplici lo scorso febbraio. “E’ una motivazione in più per noi, – ammette Davide Di Quinzio – ma non ci siamo dimenticati nemmeno della loro partita contro la Reggiana a fine campionato, in cui praticamente non sono scesi in campo”. Forse a preoccupare di più i giocatori è il pessimo stato in cui versa il manto erboso del Paolo Mazza: “Quello è un bel problema, – conferma Di Quinzio – ne parliamo spesso, anche col presidente, perché non è accettabile per una squadra tecnica come la nostra che basa tutto sul gioco palla a terra. Questa situazione ci mette indubbiamente difficoltà, speriamo si possa migliorare presto”. Bellemo sceglie un approccio più spensierato: “Il campo in quelle condizioni costituisce sicuramente un ostacolo al gioco che vogliamo fare, ma non cambieremo i nostri piani”. Anche se la sorte dei gironi è ancora in bilico, entrambi i centrocampisti si trovano concordi nell’indicare Siena, Pisa, Rimini e Pistoiese tra le squadre più pericolose del girone B. Curiosamente, Rimini e Pistoiese arriveranno già nelle giornate successive alla prima: “Trovarle subito magari non è proprio il massimo, – dice Di Quinzio – ma non è nemmeno detto che si presentino al massimo della condizione visto che siamo ancora all’inizio”.

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