Un tocco di rosa tra il bianco e l’azzurro: decolla anche l’attività della SPAL femminile

Da quest’estate ci saranno anche delle ragazze a rincorrere un pallone nel nome della SPAL. Il progetto della Scuola Calcio Femminile biancazzurra era già stato anticipato nei mesi scorsi nell’ambito delle nuove direttive federali, ma ha preso ufficialmente il via mercoledì con la presentazione di Rebecca Bottoni nella veste di responsabile organizzativa di questo nuovo settore.

“E’ una novità importante – ha detto Walter Mattioli in sede di introduzione – a cui tengo molto visto che già ai tempi della Giacomense organizzammo per quattro anni il settore femminile e fummo tra i primi in provincia. Grazie a Rebecca Bottoni ora apriamo una nuova pagina che ritengo bella e interessante, perché ho già avuto modo di vedere bambine che sono anche meglio dei maschi. Faremo il possibile per valorizzare queste squadre e farle giocare assieme a tutte le altre in via Copparo”.

Il progetto, nella sua prima fase, prevede la creazione di almeno due formazioni – rispettivamente Under12 e Under10 – con il tesseramento di bambine nate tra il 2003 e il 2008. Come punto di partenza c’è già una decina di adesioni, ma presto verranno organizzati degli specifici Open Day e degli incontri nella scuole per favorire l’afflusso a partire da settembre. Il responsabile del vivaio Ruggero Ludergnani ha specificato che l’intenzione della SPAL è quella di portare a regime l’attività femminile in un arco di cinque anni, fino ad avere una prima squadra con l’intera filiera alle spalle.

“Quando la SPAL mi ha chiamata, – ha detto Rebecca Bottoni – prima di tutto ho voluto capire che tipo di progetto c’era. In vent’anni di esperienza ho visto organizzazioni abbastanza disastrose, per cui se sono qui è perché c’è un’idea precisa su come sviluppare il settore femminile. Sono convinta che una bambina che si appresta a giocare al calcio abbia una determinazione e un coraggio superiore alla media. Per cui dobbiamo dare loro le migliori possibilità in termini di strutture e organizzazione. Per come la vedo io, se una bambina a dieci anni gioca nella SPAL, a venti sarà diventata brava a sufficienza per giocarsi un mondiale”.

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