A piccoli passi verso il calcio dei grandi: il punto sul vivaio con il responsabile Ludergnani

La rinascita spallina iniziata nell’estate del 2013 ha coinvolto anche il settore giovanile che ha dovuto ricominciare da zero dopo le gestioni Butelli e Benasciutti. Una corsa ad inseguimento, quella del vivaio che, trainato dai risultati della prima squadra, ha saputo stare al passo. Dopo il primo anno di rifondazione, con l’arrivo di Ruggero Ludergnani dietro la scrivania, la SPAL ha centrato le finali nazionali prima con la Berretti e nella scorsa stagione con gli Allievi Nazionali. Il 2016 ha regalato il ritorno nel campionato Primavera e il nuovo terreno sintetico del Centro d’Addestramento di via Copparo sempre più casa SPAL. I tornei giovanili sono attualmente in pausa, ma il responsabile del vivaio è in giro per raduni, come quello del 21 dicembre scorso a Sacile, in provincia di Pordenone, con le nazionali U18 e U17 e 26 giocatori classe 1999-2000-2001 tesserati da società di serie D e campionati regionali di Veneto, Friuli, Trento e Bolzano selezionati dai tecnici Statuto e Silipo.

La novità del settore giovanile in questa stagione è il ritorno nel campionato Primavera. In questa prima parte di stagione (manca l’ultima di andata con la Lazio, il 14 gennaio), vittorie con Milan e Napoli e siete ad un punto dalla zona playoff. Niente male come approccio alla categoria.
“Siamo contenti. Dal punto di vista della visibilità, del prestigio e della difficoltà è un bel campionato. Ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni. Sento di poter dire – nonostante le sconfitte contro Cesena e Sampdoria – di avere la sensazione di una squadra ancora in crescita e margini di miglioramento. Roberto Rossi e lo staff onestamente hanno grandissimi meriti, stanno facendo un ottimo lavoro. Non è facile per una società come la SPAL presentarsi al primo anno nel campionato Primavera e fare quello che si sta facendo. Roberto Rossi era il profilo giusto per il nostro modo di vedere il calcio. E’ un mister che sa insegnare ed è la persona giusta per i ragazzi di questa fascia di età. Le vittorie con Milan e Napoli sono risultati che rimarranno nella storia della società. Battere il Milan davanti ad un pubblico come quello di Lagosanto è stata una soddisfazione grandissima per il sottoscritto come responsabile, ma anche per lo staff, i ragazzi e la società. La vittoria a Napoli è stato un altro successo importante, come il pareggio a Firenze, perché secondo me la Fiorentina vincerà il campionato. Risultati che sono un punto di partenza per continuare a fare bene e potersela giocare con questi club prestigiosi”.

I risultati di squadra sono quelli che interessano gli addetti ai lavori nel breve termine, ma compito della formazione Primavera è fornire ragazzi alla prima squadra. Negli anni scorsi qualche manciata di minuti da Miotto e Ubaldi in prima squadra o in Coppa Italia di Lega Pro. I ragazzi che hanno lasciato la Berretti sono passati in prestito prima in Eccellenza, poi in D e quest’anno c’è qualcuno che gioca in Lega Pro. Il vivaio è vicino a lanciare un giovane spallino in Prima squadra?
“E’ un’analisi giusta. Va messa in relazione con le ambizioni e la crescita della società. I passi in avanti della prima squadra permettono di conseguenza di farne al settore giovanile. Sono al terzo anno di SPAL. In questa stagione affrontiamo determinati campionati e i ragazzi si mettono alla prova con altri coetanei qualitativamente bravi. Andiamo nella direzione giusta. C’è tanta strada ancora da fare, ma ci sono nella Primavera diversi ragazzi che, magari non nell’immediato, possono entrare a far parte della prima squadra. Anche i giovani che sono in prima squadra che vengono da club o dalla Nazionale U19 magari non sono pronti sin da subito, ma parlando con mister Semplici e il direttore Vagnati ci sono almeno un paio di ragazzi di sicuro interesse e spero di sicuro avvenire”.

In una SPAL tutta italiana che sorprende in B, le speranze spalline sembrano venire dalle risorse straniere come il brasiliano Strefezza (97) e il ghanese Eklu Shaka Mawuli (98), che hanno impressionato in questa prima parte di stagione.
“Sono ragazzi che stanno ottenendo una discreta visibilità, ma non dimenticherei Alessandro Di Pardo (1999), arrivato dopo il fallimento del Rimini: nasce trequartista, ma ha qualità e gamba per inserirsi da mezzala nel nostro 3-5-2. Crediamo che il ruolo di Gabriel Strefezza sia quello del laterale, da punta è stato provato in assenza degli attaccanti. Viene da un calcio differente dal nostro come quello brasiliano e deve migliorare la fase difensiva. Shaka da mezzala rende di più che da regista. A livello fisico è superiore a tanti coetanei, ma deve migliorare dal punto di vista della disciplina tattica. E’ un ragazzo che è al primo tesseramento e non ha molte partite sulle spalle. Anche Leonardo Ubaldi secondo me sta continuando il suo processo di crescita. Da primo anno in Primavera, lui che è un ’99, è partito molto bene e ha fatto tante buone prove, soprattutto a Firenze, poi ha avuto qualche problema fisico e ne ha risentito anche la squadra, perché è l’unico centravanti d’area in rosa. Sta facendo bene sono contento per i cinque gol realizzati. Abbiamo tanti giovani di proprietà come Granziera e Picozzi, giusto per fare altri due nomi. L’unico in prestito è Equizi dall’Inter. Colgo l’occasione per ringraziare il direttore Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, per gli accordi presi”.

Si apre il calciomercato e la rosa ampia apre a qualche movimento. Novità in arrivo?
“Il primo rinforzo sarà Leo Tompte, attaccante classe 1999 ghanese, già aggregato da tempo, ma in attesa del compimento della maggiore età (il 18 gennaio) per poter esser utilizzato, probabilmente da febbraio. E’ un ragazzo molto interessante. Poi del gruppo degli Allievi dello scorso anno c’è qualcuno che sta trovando poco spazio e li manderemo a fare esperienza altrove per valutarli. Hanno affrontato in questi cinque mesi una nuova realtà. Li terremo in prestito, qualche movimento tra i difensori e i centrocampisti, penso ad Alfano per esempio. Analizzeremo ogni caso col direttore Vagnati. Cercheremo tra serie D, Primavera e Berretti. Occorre anche valutare gli aspetti logistici come la scuola, spostarsi durante l’anno è complicato. Tra quelli in prestito l’unico che potrebbe spostarsi è Seveso ora al Caravaggio che è stato richiesto dal Legnago. Dalla Primavera il primo a partire sarà il capitano Concas (’97) che ritorna in prestito al Tamai in serie D dove già lo scorso anno ha fatto bene. Ci serviva esperienza nel ruolo e ha dato una mano alla squadra ora può continuare la sua crescita fra i grandi”.

Nello staff tecnico del settore giovanile in questa stagione sono arrivati Marcello Cottafava, per l’U17 e Andrea Cristi, per l’U16. Qual è il giudizio sul loro operato?
“Marcello (Cottafava, ndr) lo vedo sempre più inserito nel suo nuovo ruolo. Davanti a sé ha qualcosa di importante e al primo anno da mister lavora con l’U17, ex Allievi, la categoria più difficile a livello giovanile, poi ha avuto defezioni importanti come Severini, Palma e Del Sesto. Sono sicuro che nel girone di ritorno il gruppo farà meglio, visti anche gli ultimi risultati. Affrontano campionati dove ci sono avversari più abituati per blasone, difficoltà e intensità. Con tutto il rispetto, è un campionato diverso da quelli che disputavamo fino allo scorso anno. Nei primi mesi si paga questo passaggio. Lo stesso discorso vale per Cristi, che adesso sembra aver trovato l’amalgama giusta. Se non attacchi subito la spina in questi campionati la paghi. Hanno difficoltà in fase realizzativa e subiscono gol nei primi minuti, ma vedo miglioramenti. Matteo Rossi sta confermando il buon lavoro visto lo scorso anno, ma nell’U15 sono ragazzi che arrivano dai campionati regionali”.

Il 2016 si è chiuso con la novità del nuovo terreno in sintetico del Centro d’Addestramento di via Copparo.
“Tornare a giocare al Centro è la realizzazione di un grande sogno. Da responsabile del settore giovanile accogliere questi club importanti, far giocare i nostri ragazzi nel nostro centro è un sogno che avevo dal primo giorno che son stato chiamato a ricoprire questo ruolo. Tutti noi spallini dobbiamo ringraziare la famiglia Colombarini e il presidente Mattioli che hanno mantenuto la promessa fatta all’inizio della loro esperienza. Ci permette di lavorare in maniera ottimale”.

E per il 2017 quali sono i progetti?
“Ne approfitto per fare gli auguri a tutti gli sportivi spallini. Potrebbe esserci un gradito ritorno, un appuntamento che manca da tempo”.

Il riferimento sembra essere al Torneo di Viareggio, il prestigioso torneo giovanile internazionale a cui la SPAL ha preso parte per l’ultima volta addirittura nel 1956.

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