Martelossi, era davvero un arrivederci: il coach torna per la terza volta sulla panchina di Ferrara

A poco meno di due anni da quello che fu un congedo piuttosto amaro, Alberto Martelossi ritrova la panchina della Pallacanestro Ferrara con il proposito di porre le basi per un progetto a lungo termine. L’allenatore friulano, alla terza esperienza ferrarese dopo quelle del 2010-2011 e del 2014-2015, ha firmato un contratto triennale. “Ritroviamo un vecchio amico – ha detto il vicepresidente Cocchi – e con lui inizia una nuova avventura in cui speriamo di recuperare le cose positive del passato e aggiungerne di nuove. La durata del contratto parla chiaro: stiamo impostando una programmazione a medio-lungo termine. Abbiamo molta fiducia in lui”.

Un sorridente Martelossi ha prima di tutto voluto ringraziare la Pallacanestro Mantovana per il tempo trascorso in terra virgiliana e per avergli consentito di anticipare la risoluzione del contratto in modo da buttarsi immediatamente sulla nuova esperienza. “Devo dire grazie a Bulgarelli e alla dirigenza – ha sottolineato Martelossi – per la fiducia che mi hanno accordato. La chiamata può sembrare inaspettata, ma per come ci eravamo lasciati era possibile fosse un arrivederci. Quando me ne andai promisi che avrei fatto di tutto per tornare perché una gran parte del mio cuore è a Ferrara, uno dei due posti migliori in cui mi sono trovato nella mia carriera. Posso garantire che questa sarà l’ultima volta che torno, con la speranza che possa essere l’esperienza più lunga. Vorrà dire che avremo fatto tanta strada insieme”.

I motivi del ritorno sono stati spiegati dal coach partendo da una battuta: “Non c’è stato bisogno di parlare tanto. In primis c’era la voglia di stare bene e sentirsi a proprio agio. Mia moglie è stata il primo sponsor e se non avessi scelto Ferrara avrei dovuto divorziare (ride). Poi la possibilità di programmazione non è secondaria, è motivo di orgoglio se te la propongono. In genere nel basket non è così frequente avere la possibilità di programmare con questa ampiezza. Se riusciremo a darci un’idea di crescita, con giocatori che possono rimanere più anni in questo club, sarebbe una grandissima vittoria. Voglio mettere un impegno ancora maggiore per soddisfare le esigenze di chi mi circonda. Metterò tutta la mia energia e farò errori, perché voglio fare tanto. Dopo i primi colloqui con la società ho capito che il desiderio è provare ad arrivare ai playoff, sapendo che anche in questa stagione ci sarà grandissima concorrenza. Faremo il meglio per ottimizzare budget e cifra tecnica”.

Al suo fianco ci sarà Andrea Bonacina, assistant coach già apprezzato nell’ultima stagione sia sotto la gestione Trullo, sia durante il breve regno di Adriano Furlani: “Sono contento di avere Andrea al mio fianco, – ha detto Martelossi – tutte le persone a cui ho chiesto di lui mi hanno dato referenze entusiastiche, rimarcando la sua grandissima serietà e professionalità. E’ un gran biglietto da visita”.
Martelossi ha anche delineato i lineamenti della squadra in corso di costruzione: “Sapete che prediligo un basket basato sulla diversificazione delle responsabilità, senza accentramenti sui singoli. Una squadra è pericolosa con tante mani, tanti occhi, compresi i giocatori cosiddetti di panchina. La connotazione difensiva è importante, soprattutto quando permette di avere aggressività e intercambiabilità. I primi acquisti vanno in questa direzione. Non è un problema di numero di giocatori a disposizione e neanche di età, ma di convinzione. La squadra è lunga quando un giocatore sa di poter essere utile anche solo per due o tre minuti. Il coinvolgimento viene prima di tutto”.

0