Come se la passa la Fiorentina che domenica arriva al Mazza? Il punto completo sui viola

Finalmente si torna in campo. Dopo due settimane – con l’intermezzo drammatico della nazionale – torna la serie A e lo fa con il derby del cuore di mister Semplici, ossia SPAL-Fiorentina. I biancazzurri vogliono dare continuità ai risultati positivi – la vittoria in casa con il Genoa e il pareggio in trasferta con l’Atalanta – provando a sfruttare le ritrovata convinzione nei propri mezzi che ha portato la nuova disposizione tattica e il momento tutt’altro positivo che sta attraversando la Viola. I toscani, infatti, si presentano a Ferrara dopo aver incassato due sconfitte nelle ultime due uscite – a Crotone e all'”Artemio Franchi” contro la Roma – e incerottati: Badelj ha già alzato bandiera bianca, mentre Thereau, Chiesa e Laurini non sono al meglio. Come di consueto abbiamo intervistato un collega, Alessio Crociani di violanews.com e Radioblu, per farci raccontare che clima c’è a Firenze alla vigilia della gara di domenica.

Alessio, al netto della delusione per la mancata qualificazione al Mondiale di Russia dell’Italia, la pausa per gli spareggi per la Fiorentina è arrivata al momento giusto: dopo tre vittorie di fila sono arrivate due sconfitte consecutive.
“Sì, anche se più per gli infortunati che per i risultati, visto che Pioli avrà la possibilità di recuperare qualche elemento dall’infermeria. Per quanto riguarda gli ultimi due risultati, invece, detto che a Crotone la squadra avrebbe potuto fare di più e che prendere quattro reti in casa contro una rivale storica come la Roma fa sempre male, credo abbiano riconsegnato la Fiorentina in una posizione in classifica consona al valore della rosa a disposizione”.

Gli amanti della statistica sapranno che la Fiorentina dopo le pause è sempre andata bene, adesso com’è la situazione in casa viola?
“Il morale a Firenze non è dei migliori, soprattutto per il rapporto e le prospettive con la famiglia Della Valle. Pioli, al momento, ha avuto il merito di saper proteggere i giocatori dalle conseguenze delle frizioni tra la città e la società, anche grazie all’appoggio incondizionato del tifo. Detto questo, gli ultimi risultati negativi pesano: le due sconfitte consecutive hanno alimentato l’aria mesta che si respira a Firenze da inizio anno”.

Tolte le vittorie di Verona con l’Hellas e di Benevento, il rendimento dei viola lontano dal Franchi non è entusiasmante. C’è qualche fattore che incide particolarmente?
“Non credo ci sia un comune denominatore per spiegare lo scarso rendimento in trasferta. E’ invece necessario analizzare singolarmente ogni partita per darsi una spiegazione: a Milano, contro l’Inter, la Fiorentina era ancora un cantiere aperto e l’avversario era comunque fuori portata; discorso simile si può fare per la gara contro la Juventus, in cui il gruppo era però più solido (non a caso è arrivata una sconfitta di misura, più che onorevole); contro Chievo e Crotone, invece, è emersa tutta la leggerezza di questa squadra, riassumibile con i troppi errori individuali a livello di concentrazione ed uno spirito di gruppo che talvolta ancora latita nei momenti di difficoltà”.

Il tracollo dello Scida contro il Crotone di Nicola non l’avevano messi in preventivo in tanti, probabilmente. Cosa è andato storto?
“La Fiorentina veniva da tre vittorie consecutive e questo ha avuto sicuramente un peso negativo nell’approccio mentale alla gara. Altro elemento determinante è stato il pomeriggio nero di capitan Astori, che è andato addirittura oltre i due errori grossolani commessi in occasione delle reti segnate dal Crotone. Ci metto anche l’assenza di Thereau, giocatore che si è rivelato decisivo tanto sotto porta quanto nella costruzione della manovra studiata da Pioli. Infine, secondo me, anche il tecnico ci ha messo del suo, continuando a puntare su alcuni titolarissimi che si sono rivelati scarichi sia psicologicamente che fisicamente (Badelj, Veretout, Simeone) dopo i precedenti impegni ravvicinati”.

La Fiorentina ha regolato senza troppi problemi le due neo-promosse, manca la terza: la SPAL. A Firenze si confida in un tris?
“Assolutamente no. Questa SPAL è di un altro livello rispetto a Benevento e Verona. Lo dicono i punti in classifica, ma anche e soprattutto le prestazioni della squadra. Questo la Fiorentina lo sa bene. E la speranza è che la gara in Calabria sia servita da lezione”.

Dopo dei tira e molla non proprio simpatici, Bernardeschi e Kalinic in estate hanno cambiato casacca. Ma Chiesa è rimasto. Attorno al talento dell’Under 21 azzurra Corvino ha costruito una squadra di giovani di buone speranze, pescati in giro per l’Europa. Che prospettive ha la Fiorentina per quest’anno?
“Non molto rosee. Il tasso tecnico globale della squadra si è notevolmente abbassato rispetto alle ultime stagioni. Inoltre, secondo me, la rosa non è stata costruita nel migliore dei modi: non c’è un modulo tattico che permetta a tutti i giocatori più importanti di esprimersi nel loro ruolo naturale, mancano ricambi all’altezza della situazione in alcuni reparti e soprattutto scarseggiano i leader. Quella di oggi è una Fiorentina mediocre, da metà classifica, collocabile tra l’ottavo ed il tredicesimo posto”.

Ed è arrivato Pioli, cos’è cambiato rispetto alla gestione Sousa?
“Quando Pioli parla in sala stampa, lo capiamo. E questo è già un passo in avanti rispetto alle ultime due stagioni (sorride; ndr). Scherzi a parte, il rapporto tra Sousa e Firenze era ormai logoro per vari motivi, mentre Pioli è stato accolto nel migliore dei modi dalla piazza, anche per i suoi trascorsi da giocatore viola. Il suo calcio è molto più verticale rispetto a quello visto a Firenze sotto le gestioni Montella e Sousa, più pratico. Il materiale umano che ha a disposizione è quello che è, ma secondo me dovrebbe comunque cercare di sviluppare maggiormente la fase di palleggio, arma fondamentale in gara quando la squadra si trova nella necessità di gestire il risultato e contemporaneamente di prendere fiato”.

Semplici per la prima volta affronta la squadra la cui Primavera l’ha lanciato nel calcio dei Pro, di che considerazione gode il tecnico toscano a Firenze?
“Molto alta da un punto di vista umano, lo consideriamo ‘uno di noi’. A Firenze, inizialmente, alcuni erano scettici sulle sue capacità tattiche, ma l’ascesa delle ultime stagioni ha fatto ricredere tutti. A Ferrara ha trovato l’ambiente ideale per lavorare nelle migliori condizioni possibili e buona parte dei tifosi viola, in cuor suo, simpatizza un po’ per la SPAL proprio per il legame affettivo con Semplici”.

E dovrà fare a meno di Antenucci, fermo per un risentimento muscolare. In coppia con Paloschi probabilmente ci sarà Borriello. Oltre che con i due bomber di razza, come può fare la SPAL a mettere in difficoltà la Fiorentina?
“Con un ritmo medio-alto da sostenere costantemente per tutta la gara (uno dei punti deboli della Fiorentina è il non saper gestire in maniera omogenea le energie psico-fisiche nell’arco dei novanta minuti) e con gli affondi sulle fasce, zona del campo in cui la Fiorentina soffre molto in fase difensiva”.

Quali sono invece le armi a disposizione di Pioli per fare breccia nella difesa biancazzurra?
“Quasi banale indicare Chiesa come pericolo numero uno, ma nei fatti lo è. Attenzione anche alle proiezioni offensive di Veretout e Benassi, due che hanno nelle corde i tempi d’inserimento giusti oltre che ad un buon tiro. Poi c’è l’incognita Thereau: se dovesse farcela, andrà marcato a uomo per neutralizzarne l’efficacia sotto porta e l’importanza in fase di costruzione”.

Il bollettino medico che arriva dall’infermeria non è dei migliori. Per forza di cose, quindi, al “Paolo Mazza” Pioli non potrà schierare la formazione tipo.
“Purtroppo Badelj non ce la farà a recuperare per la partita di domenica prossima, mentre le buone notizie arrivano da Chiesa e Laurini, che saranno regolarmente a disposizione. Da valutare le condizioni di Thereau e Saponara, che restano in forse. Le scelte di formazione girano intorno al fantasista francese e alle scelte che verranno fatte a centrocampo, ma Saportiello, Laurini, Pezzella, Astori, Biraghi, Veretout, Benassi, Chiesa e Simeone sono comunque sicuri del posto”.

La Curva Ovest del Paolo Mazza veste i panni del dodicesimo uomo in campo, da Firenze verranno in tanti a sostenere i viola?
“Nonostante le critiche ai prezzi dei biglietti troppo alti per il settore ospiti (35 euro) e le minacce di ammutinamento delle scorse settimane, domenica pomeriggio la Fiorentina di potrà contare sul sostegno di un gran numero di tifosi viola. Ieri erano 1608 i tagliandi staccati in fase di prevendita per la Curva Est, che si vanno ad aggiungere a qualche centinaio di ticket venduti per il settore di gradinata. Secondo le ultime stime si dovrebbe arrivare ad una rappresentanza totale di circa 1800 tifosi”.

foto: Violanews

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