Interrogazioni di fine anno. Cinque domande a Marco Aventi, allenatore dei Pulcini 2008

Un altro anno di duro lavoro sta per andare in archivio anche sul fronte del settore giovanile. Per fare il punto sulla stagione delle varie selezioni biancazzurre abbiamo deciso di incontrare tutti i rispettivi allenatori per fare con loro il punto attraverso cinque domande chiave.
Dopo aver “interrogato” gli allenatori delle squadre nazionali (a fondo pagina i link delle rispettive interviste), stiamo passando in rassegna i tecnici di tutte le altre rose. Oggi è il turno di Marco Aventi, istruttore dei Pulcini 2008.

Mister, dovesse trovare un titolo o anche solo un aggettivo per la stagione appena trascorsa, quale sarebbe?
“Un aggettivo per la stagione di quest’anno è sicuramente ‘benaugurante’, perché la categoria che alleno è la prima categoria del settore giovanile. Ho avuto una squadra che è stata formata quest’anno quindi con l’incognita della buona riuscita. Si parla di 13 bimbi nuovi che non si conoscevano ed era il primo anno che si approcciavano ad una realtà professionistica. Quindi hanno visto aumentare i sacrifici, soprattutto temporali (si allenano tre volte a settimana e nel week end hanno due partite). Dico benaugurante perché la nostra squadra ha avuto un successo importante e ha atteso tutte le aspettative che si era prefissata”.

Qual è stato l’insegnamento più importante che sente d’aver trasmesso alla squadra?
“Vista anche la fascia d’età, il lato educativo è il punto cardine di tutta l’annata. Alla SPAL i bimbi di dieci anni entrano in un mondo magico, ma che ha delle sue regole che vanno rispettate. Spero di avergli trasmesso appunto il rispetto delle regole, una mentalità, un senso di appartenenza e l’importanza della maglia che indossano, ma soprattutto la cosa più importante è la passione per quello che fanno”.

In quale aspetto invece i ragazzi potevano fare meglio?
“A quest’età chiedere troppo è controproducente, si va a perdere il bene educativo che si cerca di trasmettere loro. Hanno dato tanto, hanno una percentuale di presenze agli allenamenti del 95%, questo a rimarcare che l’impegno che ci hanno messo è tanto e per un allenatore-educatore è gratificante vedere un bambino che arriva qua con il sorriso sulle labbra ed esce altrettanto contento. E’ sicuramente una delle soddisfazioni che mi da questo lavoro, non ho di che lamentarmi”.

Qual è stata la soddisfazione più grande della stagione?
“La soddisfazione più grande che mi hanno dato è arrivata con la seconda fase del campionato, quella primaverile. Nella fase iniziale i ragazzi si sono adattati, si sono conosciuti tra di loro e con gli avversari (che per regolamento FIGC sono di un anno più grandi), nella seconda parte della stagione sono riusciti a concretizzare il lavoro fatto sino a quel momento ottenendo delle vittorie importanti a partire dal torneo di Gallipoli nel quale ci siamo classificati terzi su diciotto squadre. L’importanza di questo risultato è data anche dalla difficoltà dettata non solo dal livello delle altre squadre, ma anche dalla distanza, per alcuni di loro era la prima volta che dormivano soli senza i genitori per quattro giorni consecutivi. Da lì c’è stata un’escalation positiva, con altri tornei internazionali e la ciliegina sulla torta sono state le ultime tre domeniche di maggio dove ci siamo piazzati primi nei rispettivi ultimi tre tornei”.

Com’è per un bambino di dieci anni essere associato alla SPAL?
“Per loro è un onore, perché in questi anni la SPAL è cresciuta, ha assunto una nuova immagine e maggior visibilità. Con la crescita della prima squadra, è cresciuto anche il settore giovanile, i bambini che fanno parte della nostra squadra non sono più forti, ma più pronti. Loro ne sono consapevoli ed è ragione di orgoglio farne parte, soprattutto perché tutti i loro coetanei vorrebbero essere al loro posto”.

Intervista #1 Marcello Cottafava, allenatore della Primavera.
Intervista #2 Fabio Perinelli, allenatore dell’Under 17.
Intervista #3 Matteo Rossi, allenatore dell’Under 16.
Intervista #4 Matteo Barella, allenatore dell’Under 15.
Intervista #5 Andrea Camanzi, allenatore dei Giovanissimi 2004.
Intervista #6 Massimiliano De Gregorio, allenatore dei Giovanissimi 2005
Intervista #7 Michele Borghi, allenatore degli Esordienti 2006

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