Dopo Sassuolo per Missiroli è tempo di voltare pagina: Convinto dal gioco e dalla tifoseria

Forse non c’era bisogno di presentazioni. Con la sua bella prestazione a Bologna Simone Missiroli ha già conquistato i favori del pubblico biancazzurro, ma le formalità di rito hanno comunque portato la SPAL a presentare il nuovo giocatore di fronte alla stampa. Professionista esemplare, è dipinto da tutti quelli che l’hanno conosciuto come un ragazzo genuino e perbene, qualità umane che ha evidenziato anche il ds Davide Vagnati, che ha introdotto la presentazione dell’ex neroverde: “Siamo qui a presentare un nuovo arrivato con già una gara di campionato alle spalle e questa è una cosa piuttosto inusuale. Dopo il risultato di domenica ovviamente la testa è ancora rivolta a quanto di buono è stato fatto e Simone ha già dimostrato il suo valore. Missiroli è un giocatore che abbiamo voluto con noi fortemente e siamo contenti che abbia scelto Ferrara. È un grande professionista perché si è sempre allenato al massimo a Sassuolo, pur sapendo di non rientrare più nel progetto, e l’abbiamo potuto constatare dalla sua prestazione con il Bologna. Alla SPAL  puntiamo soprattutto sulle qualità umane oltre che su quelle tecniche e per quanto riguarda Simone sono convinto di poter metterci le mani sul fuoco da questo punto di vista. Sono certo che farà parte della nostra famiglia anche per gli anni a venire”.

Bandiera indiscussa della squadra di patron Squinzi e autore, tra le varie prestazioni degne di nota, di alcuni gol pesantissimi, primo su tutti quello del 18 maggio 2013, che sancì al 96esimo minuto di Sassuolo-Livorno la prima promozione in massima serie dei neroverdi, Missiroli ha trovato nella SPAL  nuovi stimoli per proseguire e con tutta probabilità concludere una carriera già brillante: “A Sassuolo abbiamo fatto un percorso straordinario dalla B alla serie A, arrivando anche in Europa League. Per me sono stati anni molto importanti e venire a Ferrara è stata una scelta decisiva per la mia carriera. Mister De Zerbi è stato molto onesto e mi ha comunicato all’inizio del ritiro che non avrei più fatto parte dei piani, scelta rispettabile perché ogni allenatore ha le sue idee. Avevo diverse richieste, ma non ho avuto dubbi a scegliere Ferrara, per la società, per la piazza e per l’ambizioso progetto. L’anno scorso quando siete venuti a giocare al ‘Mapei’ sono rimasto impressionato dal gioco della SPAL  e dalla passione della tifoseria. Inizialmente si parlava di un prestito con diritto di riscatto, ma personalmente ho spinto per la cessione perché la mia volontà è quella di portare avanti un progetto lungo con questa maglia”. E il centrocampo spallino ringrazia, l’apporto qualitativo è significativo e si è visto con le giocate e i dribbling del “Missile” al “Dall’Ara”: “Disponendoci a tre questo modulo per me è perfetto. Il mister fa giocare la squadra e ciò mi ha aiutato a integrarmi in fretta. Gli allenamenti alle spalle sono pochi, ho bisogno di altro tempo per assimilare meglio i meccanismi. Nella mia carriera sono stati importanti due allenatori: Mazzarri, che mi ha fatto crescere molto e mi ha lanciato in serie A con la Reggina, e Di Francesco, che mi ha fatto fare il salto di qualità e mi ha completato come giocatore. Negli ultimi anni penso di essere migliorato molto, ho affinato sia la fase difensiva che quella offensiva. Sono un giocatore a cui piace far girare palla, muoverla nel fraseggio corto. Preferisco stare a sinistra per poi calciare col destro, anche se a centrocampo ho coperto tutti i ruoli”.

E se chi ben comincia è già a metà dell’opera a Missiroli e alla SPAL  le ambizioni non mancano di certo: “Di questa rosa conoscevo già Kurtic, con cui ho giocato a Sassuolo, e Schiattarella, a memoria direi, ci ho giocato contro talmente tante volte… Come numero di maglia ho sempre avuto il 7, quello del vostro capitano, così quest’anno ho scelto il 6 perché è un altro numero a cui sono molto legato, visto che le mie figlie sono nate il 6 giugno. Per quanto riguarda gli obiettivi bisogna ricordarsi che la serie A è un campionato difficile. Il primo anno a Sassuolo abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà, ne siamo usciti fuori con tanta fatica. Qui a Ferrara ho trovato una squadra sicura, che non ha paura a giocare. Non sarà una passeggiata, la nostra missione sarà raggiungere il prima possibile la salvezza”.
Missiroli pronunciando queste ultime parole rivolge lo sguardo a Davide Vagnati, che chiude così la conferenza stampa: “Guardi me perché hai dei dubbi? (si rivolge a Missiroli, ndr) Mi fa piacere questa incertezza perché significa che questa squadra è fatta di uomini ambiziosi”.

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