Lavagna tattica: l’analisi dell’Atalanta di Gasperini. L’arma di un’identità ormai consolidata

Le parole di disappunto pronunciate a ferragosto da Gian Piero Gasperini, pronunciate per la verità prima dell’innesto dell’argentino Rigoni, contrastano un po’ col profilo dell’Atalanta. Che può essere considerata a pieno titolo una squadra ambiziosa e temibile per tutti. Certamente, sono andati via uomini di primo piano come Cristante, Petagna, Spinazzola e Caldara, ma sono arrivati elementi interessanti come Duván Zapata, Pasalic, Varnier e, appunto, Rigoni.

Da un punto di vista tattico l’identità dell’Atalanta è ormai consolidata. La squadra di Gian Piero Gasperini si propone come una formazione il cui gioco è imperniato sulla creazione di duelli individuali a tutto campo, tanto in fase difensiva come in quella offensiva, con una forte connotazione verticale. Se i giocatori della SPAL saranno in grado di muoversi bene nella trequarti offensiva avranno la possibilità di sfruttare questo tipo di marcatura a proprio vantaggio. Infatti, movimenti a portare via l’uomo da parte degli attaccanti potrebbero finire per creare spazi da attaccare con inserimenti da dietro.

via Gfycat

[Il gol incassato contro la Roma: Florenzi gioca il pallone verso Dzeko allo scopo di andare poi a giocare sulla seconda palla. Ali Adnan, esterno atalantino, si dimentica di seguire il nazionale azzurro che rimane libero nel suo movimento a rimorchio di Pastore. Djimsiti resta invece attaccato all’argentino con la conseguenza di essere in ritardo per intervenire tempestivamente su Florenzi].

La fase di costruzione bassa è come sempre affidata ai tre difensori centrali e soprattutto ai due braccetti che dovranno andare a costruire dei quadrilateri con esterno basso ed esterno alto e con l’interno di centrocampo da una  parte. Il centro del campo non è invece molto sfruttato dalle squadre di Gasperini che preferiscono svuotarlo e andare invece a muovere palla attraverso questi quadrilateri laterali che garantiscono fino a tre opzioni di passaggio al portatore di palla.

[il grafico di Ben Pimpaud relativo alla partita fra Roma e Atalanta con il posizionamento medio e le linee di passaggio più utilizzate dai bergamaschi in fase di possesso palla]

La SPAL dovrà prestare molta attenzione a contrastare questi quadrilateri: giocando con un 5-3-2 in fase di non possesso palla la squadra di Leonardo Semplici rischia di trovarsi in inferiorità numerica nelle zone esterne affrontando i quattro giocatori atalantini con esterno, interno e difensore centrale di parte. Sarà quindi necessario l’aiuto dei due attaccanti per andare ad ostacolare il braccetto che andrà ad impostare l’azione per i bergamaschi.

Detto questo, l’innesto tatticamente più importante è però stato quello di Duván Zapata. Il colombiano garantisce ancor più di Petagna la presenza di un centravanti in grado di difendere palla e far salire la squadra, permettendo gli inserimenti dei compagni. Però, più del nuovo attaccante della SPAL, l’ex sampdoriano permette a Gasperini di avere un altro punto di riferimento avanzato, oltre a Barrow, in grado di attaccare la profondità allungando la squadra avversaria. Contro la Roma, un’errata lettura difensiva di Manolas ha permesso all’ex blucerchiato di azionare il contropiede vincente chiuso poi con la rete di Rigoni.

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[il gol di Rigoni]

L’argentino è un giocatore veloce e tecnico, in grado di scompaginare il sistema difensivo avversario muovendosi lungo tutta la trequarti offensiva. In Rigoni, Gómez e Ilicic, Gasperini ha ora non soltanto tre giocatori di notevole qualità da utilizzare nella metà campo offensiva per supportare Zapata e per aiutare la squadra a risalire il campo, ma anche dei calciatori in grado di aumentare il potenziale realizzativo dei bergamaschi.

Alla pericolosità offensiva in situazioni di gioco attivo si aggiunge poi quella su palla inattiva, grazie anche a difensori particolarmente abili nel gioco aereo come Masiello, Tolói e Mancini. La SPAL a Torino ha perso proprio per una leggerezza difensiva su azione da calcio d’angolo. Disattenzioni di questo genere potrebbero costare molto contro i nerazzurri.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Rosa Toscana e Italia7 ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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