Credetemi se vi dico che non vincere, a tutti i livelli, fa incazzare. E se non ti fa incazzare, perché sei bravo a controllare le tue emozioni, genera comunque una tensione del tutto negativa. Ti impegni e non ottieni il risultato che vorresti. Anzi, ti porti a casa dei pareggi che nell’epoca dei tre punti sono praticamente mezze sconfitte. Pur non potendo vantare un passato di battaglie calcistiche all’arma bianca, so che va così, a prescindere che si stia parlando del più scarso degli amatori (un caso molto vicino al mio, peraltro) al più affermato tra i professionisti. Per questo la vittoria di domenica contro il Bra può diventare per davvero una salutare medicina (cit. W. Mattioli) per tutto il gruppo biancazzurro allenato da Leonardo Rossi. Il 3-1, per quanto colto contro l’ultima in classifica, se non altro contribuirà a liberare giocatori e staff dal peso di aspettative eccessivamente gonfiate nel primo mese e mezzo di campionato e da quello che somigliava in tutto e per tutto a un complesso con i tratti della persecuzione. Ovviamente, in una città bramosa di riscatto sportivo come Ferrara, a neanche dieci minuti dal fischio finale si è passati all’estremo opposto e mi è capitato di sentir parlare di “filotto di vittorie” come prospettiva auspicabile per rinsaldare la posizione di classifica. All’ottava giornata di campionato.

Filotti o meno, è importante che l’allenatore e l’intero gruppo possano tornare ad allenarsi con la mente libera dall’ossessione della “prima vittoria”. Leonardo Rossi non è l’ultimo arrivato della comitiva, e domenica ha espresso un concetto particolarmente… furbo. Nelle interviste del dopo gara ha rimarcato come la sua squadra sia riuscita a fare una “serie positiva” dopo la sconfitta di Bassano, alludendo alla somma di punti singoli colta contro Torres, Castiglione e Alessandria. In altre parole quello che Rossi ha voluto far notare è che la SPAL non perde da tre gare. Quindi perché tutta questa ossessione attorno alla vittoria? Ovviamente il tecnico romagnolo sa che questo tipo di esternazioni si prestano a un largo ventaglio di interpretazioni, ma a voler guardare bene è sembrato quasi un modo per dire: Come si fa a mettere in discussione un tecnico che ha perso una sola partita su sette?

La vera domanda riguarda la possibilità che questa vittoria sia bastata o meno a riavvicinare l’allenatore al presidente Mattioli. L’aria di tempesta che si era alzata mercoledì sera dopo la gara di Coppa Italia sembra essersi ridimensionata dopo i tre gol rifilati al Bra. Fermo restando che tra i due sembra esserci una differenza di vedute piuttosto marcata, le dichiarazioni rilasciate ai cronisti lasciano pensare a segnali di distensione provenienti da ambo le parti. Appare chiaro tuttavia che per far rilassare muscoli e coronarie del presidente servirà un risultato pieno sul campo del Santarcangelo, domenica prossima. I romagnoli hanno dimostrato di essere squadra particolarmente ostica e di certo servirà un ulteriore passo avanti sul piano del gioco per averne la meglio. I progressi mostrati contro Alessandria e Bra, con il nuovo modulo 433, sono blandamente incoraggianti: la squadra subisce di meno e riesce comunque a pungere davanti, seppure con discontinuità. Il percorso imboccato sembra finalmente quello giusto, l’importante è non smarrirsi e non farsi prendere dall’ansia dell’attesa per la “seconda vittoria”.



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