Ferrara non riesce a vincere una partita in cui Omegna è brava a gestire il vantaggio e tenere saldi i nervi. I biancazzurri vengono puniti da alcuni problemi ricorrenti come la bassissima percentuale ai liberi (57%), i troppi falli commessi e alcune gravi disattenzioni che, in una partita contro una squadra di questa caratura, finiscono per fare la differenza. Il finale recita 89-83 in favore dei piemontesi, trascinati da un James a tratti devastante, con 33 punti a referto.

La partita si apre con una bella penetrazione di Mays che fa capire subito di essere stimolato dalla sfida diretta contro James. Dopo una buona sfuriata dei nostri, che dimostrano di aver imparato dalla scorsa trasferta quanto sia importante l’atteggiamento iniziale, Omegna ribalta il risultato con un parziale di 7 a 0, causato dalla difficoltà di Ferrara nel generare buoni tiri. Prova ne è un 24 secondi offensivo a cui risponde James, con martellante puntualità, nell’altra metà campo. La Mobyt esce da questo momento di difficoltà grazie alla difesa, che prende le misure ai lunghi avversari, e ad alcune iniziative personali di Bottioni e del solito Mays (che chiuderà uno strepitoso primo quarto con 12 punti) che riportano Ferrara in scia avversaria. Il quarto si chiude con Omegna davanti 23 a 22.

Nel secondo parziale incominciano a salire in cattedra gli arbitri, che subito fischiano tre falli ad un incredulo Casadei entrato da poco più di un minuto. I falli e le infrazioni caratterizzano questi primi minuti a scapito della qualità del gioco: dopo meno di 4 minuti Ferrara ha già esaurito il bonus. Il copione offensivo di Omegna, però non cambia. È sempre James, affiancato da Shepherd (che viene mandato con grande frequenza in lunetta), a reggere l’attacco. Il play americano riesce a segnare sia in penetrazione che da dietro l’arco dei 3 punti con grande disinvoltura. Non stupisce sia il miglior realizzatore del campionato.Il continuo spezzettarsi della partita, però, fa innervosire i giocatori che provano a lucrare qualche fallo, considerando la buona disponibilità della terna arbitrale a fischiare, a discapito della ricerca della costruzione corale del gioco. In una situazione in cui è richiesta una guida carismatica capitan Ferri non si tira indietro, infilando 5 punti consecutivi. Lo segue Mays con una grande tripla a 2 secondi dal termine che fa saltare in piedi tutto il palazzetto portando la Mobyt momentaneamente in vantaggio. Ma sono i particolari, le piccole distrazioni, il tallone d’Achille di Ferrara ed ecco che, malgrado il poco tempo a disposizione, Omegna riesce a segnare ancora grazie ad una zingarata di De Nicolao che precede la sirena fissando il punteggio sul 42-43 per gli ospiti.

Ma è il terzo quarto quello in cui la Mobyt perde la partita. Il parziale segna Ferrara 10 Omegna 27. I problemi si avvertono sin dai primi minuti, in cui la vena realizzativa sembra essersi improvvisamente chiusa. Quando, a 6’00” dal termine del quarto, coach Furlani chiama il timeout, Ferrara è riuscita a segnare solo un canestro con Spizzichini. Appena la squadra rientra in campo, a seguito di un contatto fortuito con Borra, Benfatto si infortuna al ginocchio. Il palazzetto prima si zittisce, poi applaude quando vede il pivot rialzarsi. Ma non sarà più della partita: si parla di distorsione. Eppure è questo il momento migliore della Mobyt che riprende coraggio: Casadei segna una tripla, poi ancora in penetrazione e infine subisce il fallo che lo manda in lunetta per il potenziale -3 a 3’30” alla fine del quarto. Solo potenziale, e tale rimane, perché il fervore agonistico viene spento da una lunga e inopportuna pausa di 5 minuti per problemi tecnici al tabellone segna punti. Si rientra freddi e Casadei sbaglia entrambi i liberi. Dall’altra parte Saccaggi invece fa 2/2 da tre punti e allontana i biancazzurri nuovamente fino al -11. Poi, ancora sullo scadere, Shepherd decolla a rimbalzo schiacciando un canestro di dubbia validità, ma di sicuro impatto emotivo sulla partita.

L’ultimo quarto si apre ancora una volta con Ferrara che prova a recuperare il passivo con Mays e Infanti che colmano parte del gap con due triple di fila. Ma è ancora una ingenuità, firmata dallo stesso Infanti, a mettere il bastone tra le ruote alla rimonta. Questa volta è il 5° fallo personale della guardia che, frustrato dai continui fischi arbitrali, calcia la palla rimediando anche un tecnico e regalando in un colpo solo 4 tiri liberi (tutti realizzati) alla squadra avversaria. Ferrara fatica a riprendersi: spinti ancora una volta da Ferri e Mays i biancazzurri si riportano  sul 74 a 80 a 2’30” dal termine. Ma proprio i due leader commettono altrettanti errori che concludono il match. Prima l’americano forza cercando per 20 secondi di costruirsi un tiro dal palleggio ma senza ottenere risultati apprezzabili; poi è il capitano a tentare un brutto passaggio in orizzontale preda del rapidissimo James che va a schiacciare in campo aperto. Nei minuti finali non c’è verso di ricucire l’ormai ampio margine con il tiro da tre, e il risultato finale condanna Ferrara alla sconfitta. Da segnalare i 28 punti di Mays, oscurati però dalla prova maiuscola di un indomabile James autore di 33 punti, ottenuti grazie a un impressionante 10/14 da due.

IL TABELLINO

MOBYT FERRARA – PAFFONI OMEGNA 83-89
parziali: 22-23; 20-20; 16-27; 25-19

MOBYT: Spizzichini 8; Ferri 13; Benfatto 8; Jennings 8; Mays 28; Bottioni 6; Casadei 9; Infanti 3; Andreaus; Pipitone. All.: Furlani

PAFFONI: James 33; Farioli 9; Saccaggi 14; Sheperd 18; Masciadri 2; Lasagni ne; Borra 6; De Nicolao 5; Sacchettini ne; Paci 2. All.: Di Lorenzo.



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