E’ tornato Jennings, è arrivato Jennings, si è svegliato Jennings, abbiamo comprato Jennings… per la verità ancora non sappiamo esattamente cosa sia successo ieri sera. Un piacevole stupore che diventa rassegnazione nel passaggio dalla panchina ferrarese a quella ravennate; Milton è un giocatore ondivago, come lo ha definito coach Giordani in conferenza stampa, ma è anche un giocatori con enormi mezzi atletici e tecnici. Sull’atletismo credo che nessuno abbia mai avuto niente da discutere e sulla tecnica basta contare quanti altri giocatori di 206 cm sanno tirare dall’arco col 40% in questo campionato. Manca l’esperienza per giocare spalle a canestro, per fare a sportellate là sotto come solo Benfatto sa fare, per prendere il fallo e per scaricare con i tempi giusti, manca l’applicazione in difesa, fondamentale che più interessa a Furlani.

Domenica ci siamo accorti come nessuna delle lacune dell’americano sia incolmabile, e questa è una certezza che rimarrà nella testa di tutti quelli che erano al PalaMit2B: giocatori, allenatori e tifosi di entrambe le squadre. Se il ragazzo rimane “collegato” diventerà lui il colpo di mercato che potrà sopperire alle assenze di Flamini e Casadei nel ruolo di ala forte; se si scollega… se si scollega si ricollegherà col legno di una panca che quel talento non merita. L’attesa è tutta per lui anche perché, sicuramente, la Viola di Ponticiello – prossima avversaria della Mobyt – non gli concederà gli spazi che ha trovato tra le maglie della difesa di Ravenna. Probabilmente verrà costretto a pensare, e non semplicemente a prendere e tirare. Verrà portato all’interno e gli verrà concesso di metter giù il pallone per poi trovare soluzioni in movimento, situazioni in cui, anche ieri, ha trovato qualche difficoltà.

Il 37 di valutazione non potrà sicuramente diventare la regola. Ma anche senza i numeri, quello che tutti vorrebbero rivedere, da qui alla fine della stagione, è il linguaggio del corpo con cui il lungo da Clemson ha raccontato la storia dell’ultima partita: una trama fatta di giocate semplici ed efficaci in attacco, di lavoro in difesa, di positiva esuberanza, e di cinque pompatissime flessioni a centro area dopo la stoppata su Bedetti.



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