Il peggio è davvero passato. Una breve conferenza stampa al palazzo municipale ha messo fine a quello che è stato il capitolo più drammatico della giovane storia della Pallacanestro Ferrara. “Ci siamo per un altro anno, non è una notizia da poco” ha detto col sorriso il presidente Fabio Bulgarelli. Al suo fianco l’assessore allo sport fresco di nomina Simone Merli e Riccardo Maiarelli, imprenditore ferrarese che all’ultimo ha teso la mano proprio a Bulgarelli scongiurando la cessione del titolo sportivo di Ferrara a Treviso.

I tre si sono presentati davanti ai cronisti per spiegare cosa è emerso dalla riunione tenuta alla presenza del sindaco Tiziano Tagliani. Bulgarelli e Maiarelli hanno rassicurato il primo cittadino sulle sorti della principale squadra di pallacanestro della città, illustrando quanto avvenuto nell’ultima concitata settimana. “Quello che è successo – ha spiegato Bulgarelli – è stato un trauma per tutti e non è stato per nulla facile prendere una decisione eclatante come la mia. Tuttavia era necessario rendere tutti consapevoli del fatto che la Pallacanestro Ferrara è un giochino che costa un sacco di soldi e non bastano tre persone per tenerla in piedi. Serve un gruppo di imprenditori, perché è evidente che il duo Colombarini-Bulgarelli non è in grado di sostenere il peso di due società a questo livello”. Preso atto di questo dato, Bulgarelli ha voluto dare credito a Maiarelli per l’operazione di salvataggio: “Un intervento provvidenziale giunto alle 9.30 di mercoledì mattina. Maiarelli ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento alla causa del basket portando un contributo decisivo sul piano morale e della credibilità”.

Al momento non è dato a sapere se Maiarelli investirà direttamente nella Pallacanestro Ferrara con un ingresso nella società, oppure si occuperà esclusivamente di allargare la base dei sostenitori economici. Lo stesso imprenditore si è limitato a esprimere la sua soddisfazione per il buon esito raggiunto e ha rimarcato come i suoi attuali interlocutori siano di stanza a Ferrara. “Lavoriamo per trovare coesione e consolidare il gruppo – ha detto Maiarelli – anche guardando fuori dai confini della città e della provincia”.

Sul piano sportivo ora si apre un doppio interrogativo che riguarda budget per la costruzione della squadra ed eventuale categoria di appartenenza. Ed è proprio quest’ultimo dettaglio a impedire a Bulgarelli di esprimersi sul primo: “Se avremo la forza necessaria vorremmo tornare dove si era interrotta la storia del Basket Club nel 2011, ossia in Legadue”. Il presidente ha definito “elevate” le probabilità di un ripescaggio in Adecco Gold, il secondo livello del basket italiano. Una categoria che per forza di cose richiederebbe molte più risorse di quante ne siano state stanziate nell’ultima annata: “Il cuore ci dice di sì, ma è chiaro che cambiano di molto i costi, sia per le trasferte da affrontare, sia per gli ingaggi da corrispondere ai giocatori. Dovremo fare delle attente valutazioni”.

Restano un altro paio di nodi da sciogliere: il futuro della cosiddetta Polisportiva e il rapporto di Bulgarelli con una parte della tifoseria biancazzurra che frequenta il palasport. Sul primo punto il presidente ha mostrato una certa freddezza: “Mi sembra evidente che la Polisportiva non ha funzionato e andrà rivista. Si pensava potesse favorire dei risparmi e una ripartizione migliore degli sponsor ma così non è stato, perché chi vuole investire nella SPAL non vuole farlo nel basket e viceversa”. Sui tifosi invece il messaggio è inequivocabile: “Nei giorni scorsi sono stato oggetto di offese gratuite da parte di diversi tifosi che conosco personalmente. Offese dirette non solo a me, ma anche alla mia famiglia. È tardi per chiedere scusa e tutto questo cambierà l’approccio della Pallacanestro Ferrara nei loro confronti”.

In coda un altro messaggio particolarmente tagliente: “In linea con quanto fatto dalla SPAL, dalla prossima stagione non distribuiremo più biglietti omaggio. Chi vorrà vedere la Pallacanestro Ferrara e sostenerla dovrà farlo pagando, come è giusto che sia”. Una politica che trova l’appoggio dell’assessore Merli: “Chi si può permettere il biglietto lo deve pagare, mentre è più opportuno andare incontro a chi non ha i mezzi economici per assistere alle partite. Credo sia un bel segnale da dare alla città”.



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