Ha condotto la sua prima seduta di allenamento presso il bollente Centro Sportivo di via Copparo ed è parso subito molto determinato, attento ai dettagli, ma anche sereno. La giornata di apertura della nuova stagione sportiva della SPAL è stata anche un’occasione per scambiare qualche opinione con Oscar Brevi, il nuovo tecnico spallino.

“Le giornate di oggi e domani, come da programma, saranno un pochino a rilento con le varie visite mediche, i test fisici e le prime sgambate. Poi lavoreremo una settimana abbastanza intensamente qui in zona, ma il vero lavoro di carico lo faremo in montagna dove pensiamo e speriamo che le condizioni climatiche possano essere migliori per il tipo di allenamento che andremo a fare”. Primi giorni che serviranno al mister biancazzurro per conoscere sempre meglio l’ambiente e prendere i primi contatti con i suoi nuovi giocatori: “Sì, la fase iniziale è molto importante anche per la conoscenza anche e soprattutto a livello caratteriale di tutti i ragazzi, visto che molti di loro sono giovani che indubbiamente sono pieni di potenzialità, ma vanno aiutati a crescere giorno dopo giorno”. Secondo Brevi durante la stagione sarà fondamentale gestire e valorizzare i giovani calciatori visto che sono ben dodici i biancazzurri nati dopo il 1990.

Poi l’argomento principe dell’estate, il calciomercato: “E’ evidente che la rosa ad oggi non è ancora completa. Con la società valuteremo alcune situazioni perché a livello numerico vorrei avere oltre ai due portieri, venti giocatori di movimento e faremo di tutto per acquisire almeno un difensore e un centrocampista, mentre il reparto d’attacco è coperto”. Nomi e obiettivi ovviamente rimangono top secret. Inoltre Brevi ha fatto capire che le valutazioni saranno molto oculate e terranno conto di diversi aspetti come ad esempio i gironi del campionato.

A tal proposito ecco l’opinione del tecnico milanese sulla questione gironi: “Personalmente il mio auspicio è che si facciano i tre classici gironi suddivisi in Nord, Centro, Sud. Dico questo, perché il tutto così avrebbe una logica e una coerenza con il percorso intrapreso e voluto dalla stessa Lega Pro, mirato ad avere stadi pieni di gente”.



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