A voi che siete venuti al palazzetto nelle ultime apparizioni casalinghe della Mobyt, non sembra cambiato qualcosa? Rispetto ai primi tempi di B2, quando alla partita sembrava di essere al cinema, molto spesso con tanto di sonoro dal campo, non sembra ci sia una nuova voce che sale da quella parte degli spalti chiamata Curva? Ebbene sì, dopo la dipartita di società e ultras dell’ormai fu Basket Club Ferrara, finalmente anche quel settore del palazzo è tornato a “vivere”. Merito di chi? Di un nuovo gruppo di tifosi ferraresi ufficialmente nato qualche settimana fa, che si sono dati il nome di “Amici della Curva”. Abbiamo incontrato Matteo Bellonzi, un loro rappresentante, uno dei fondatori, per fare due chiacchiere su questo nuovo progetto, poi sfociate in una riflessione generale su tutto ciò a cui si può andare incontro e sui problemi che ci sono in una realtà come quella di casa nostra. “Amici della Curva è un progetto che nasce ufficialmente tre settimane fa, ma è da un po’ di tempo che prendeva corpo nella nostra testa. Per mettere in piedi una cosa seria abbiamo designato come momento migliore il girone di ritorno, per permettere di far salire al massimo l’entusiasmo della gente e devo dire che i nostri calcoli erano azzeccati viste anche le ultime prestazioni della squadra. Siamo un gruppo piuttosto eterogeneo con persone di ogni età, ma contiamo molto sui ragazzi più giovani e sul loro entusiasmo, a volte da tenere frenato per evitare voli pindarici, che ci stanno dando davvero una grande mano”. 

Matteo racconta che all’inizio loro erano quelli che occupavano la parte destra della gradinata di fronte alle panchine, da dove provavano a trascinare il tifo del palazzetto estense, poi negli ultimi tempi hanno finalmente deciso di tornare ad occupare quello che per anni era stato il regno dei “vecchi” Nuovi Ultras Ferraresi. “Voglio specificare che noi NON ci definiamo assolutamente ultras, non cerchiamo lo scontro a fine partita né durante, e spesso cerchiamo di limitare i cori di insulti contro gli avversari, cosa che a volte crea delle divergenze interne con i più giovani. Gli sfottò durante la partita ci stanno entro i limiti e con i derby e le partite sentite ogni tanto si superano, ma da che mondo è mondo negli sport di squadra è così. Però ripeto che noi siamo solamente un gruppo di tifosi, che tengono alla squadra e che vogliono sostenerla in ogni modo cantando e cercando di trascinare il maggior numero di persone. Ovviamente è una cosa che avrà un’evoluzione lenta, ma così deve essere. Come sai i ferraresi non sono un pubblico molto collaborativo e la posizione Curva architettonicamente non aiuta a causa della brutta visuale, ma qualcosa sembra si stia muovendo”.

Il progetto è completamente autogestito con collette e “tassazioni” tra i membri del gruppo al fine di comprare tutto ciò che serve per striscioni, trombette e tutto il resto. Alla mia domanda sulla possibilità di fare merchandising come finanziamento, mi dice: “Sarebbe una gran bella cosa, ma per farlo è necessario un aiuto da parte della società e la nostra è ancora troppo giovane per poter imbastire un progetto del genere. Oltretutto i rapporti con la dirigenza sono stati recuperati qualche mese fa perché in passato c’erano state delle divergenze, ma in questi ultimi giorni si stanno cominciando a fare discorsi a più ampio raggio che ci danno speranza e di cui le siamo davvero grati. Tutto quello che vedi in curva è stato comprato da noi: striscioni, bandiere, trombette, tamburo, megafono, tutto pagato con la colletta tra di noi. L’unica è il bandierone grande che caliamo all’inizio della gara che ci è stato regalato da Metro Quadro, uno degli sponsor della squadra, che ringrazio, perché sarebbe stata una spesa insostenibile. Per quanto ci riguarda una delle speranze è che la questione si possa trasformare un giorno in un club di tifosi, con agevolazioni sulla campagna abbonamenti, trasferte e merchandise, sullo stile dei ragazzi di Chieti che erano riusciti a mettere in piedi una cosa simile, sfortunatamente scomparsa poco tempo fa. Come detto prima, però, ci vuole sicuramente tempo e collaborazione da parte della società e della gente e per questo stiamo sfruttando molto i social network”.

Per concludere Matteo svela il progetto in vista del derby di domenica contro Ravenna, partita sentita sia per la vicinanza geografica sia per la posizione delle due squadre al vertice della classifica. “Per domenica abbiamo comprato 1.500 cartoncini bianchi e azzurri da distribuire al pubblico della tribuna rossa e della gradinata sovrastante, ovviamente tutto pagato da noi, per formare i colori della squadra e accerchiare il bandierone del Metro Quadro che probabilmente verrà spostato per l’occasione in gradinata. Rimane comunque tutto da confermare, stiamo provando tutte le possibilità per regalare la migliore coreografia possibile. In Curva, invece, ci sarà la solita coreografia, magari con qualcosa in più che stiamo ponderando, ma sono le finanze che ci frenano. Per ora il nostro obiettivo primario è quello di cercare di coinvolgere più gente possibile alla causa, soprattutto nelle partite casalinghe anche se qualcosa si sta muovendo sul piano trasferte, con l’organizzazione di pullman. Nelle ultime siamo stati presenti, a Piacenza si sentiva solo il nostro tifo, anche perché eravamo tutti compatti in un unico settore e questo fa la differenza. Però come detto, le cose devono andare con calma”.



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