Non è detto che la nebbia che avvolge la SPAL in queste ore sia destinata a diradarsi prima di sera. Ieri, dopo i ripetuti incontri tra Davide Vagnati e il resto della dirigenza, sembrava si dovesse arrivare a una soluzione, una delle due possibili: permanenza del ds Ferrara oppure partenza in direzione Parma. Qualcosa però deve essersi inceppato, almeno questa è la sensazione.

Proviamo a fare ordine: gli incontri di ieri non sembrano essere andati proprio benissimo. Dal poco che è trapelato si è ricavata la sensazione di una certa distanza di vedute tra Vagnati, il presidente e la proprietà. Nel frattempo a Parma il nuovo allenatore Roberto D’Aversa, interpellato in diretta da TvParma, ha usato parole abbastanza inequivocabili: “Non lo conosco di persona, ma sono felice di avere al mio fianco una persona come lui, preparato e ambizioso”. Tutto fatto dunque? Gli indizi facevano pendere la bilancia per il sì, fino a che nella tarda serata di lunedì non hanno iniziato a circolare voci di un ripensamento (di Vagnati o della dirigenza?) che avrebbero complicato ulteriormente lo scenario. Si è parlato di richiesta di indennizzo da parte della SPAL al Parma, ma anche di veto in merito alla partenza di due stretti collaboratori di Vagnati come Alessandro Andreini (team manager) e Ruggero Ludergnani (responsabile del settore giovanile). Qualcosa deve essere successo, perché anche da Parma gli entusiasmi si sono improvvisamente raffreddati: si è passati infatti dagli avvistamenti non confermati in città, alla certezza di un annuncio nel pomeriggio di martedì all’ipotesi di una comunicazione ufficiale (nella migliore delle ipotesi) slittata alla mattinata di mercoledì. Quel che è certo è che la situazione inizia a trascinarsi un po’ troppo per le lunghe a detrimento di tutte le parti in gioco.



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