Sconfitta casalinga senza appello per la Bondi contro Imola. Solamente coach Furlani è venuto a parlare dopo la brutta prestazione della squadra e non le ha certo mandate a dire: “Purtroppo ho toccato con mano per la prima volta una realtà che non avevo ancora visto nelle prime settimane di lavoro. Ci sono stati dei segnali negli ultimi giorni, si tratta di avere amor proprio e professionalità. Bisogna essere professionisti non solo quando si incassa lo stipendio, ma nell’arco di tutti i trenta giorni del mese. Siamo una squadra di non professionisti: ci esaltiamo quando le cose vanno bene, ma appena vanno male non si lotta più. Era una partita che valeva un campionato, servivano fame e intensità: abbiamo commesso dieci falli in tutta la partita, di cui quattro in attacco. Nessuno ha pensato di fare il lavoro sporco e di avere l’umiltà di lottare di fronte alla difficoltà. C’è stato un tentativo di rimonta a inizio terzo quarto, ma è stato un piccolo momento di esaltazione fino al loro time out. L’approccio alla partita è stato totalmente sbagliato, non avevo mai vissuto una prestazione casalinga del genere e mi delude molto non essere riuscito a trasmettere ai giocatori il modo in cui bisognava giocare questa partita. Se noi siamo questi, incapaci di soffrire e lavorare durante la settimana e in mezzo al campo, questa è una squadra in balia del talento individuale. Il problema è che per salvarsi si deve ritrovare una dimensione agonistica e fisica: se vogliamo riusciamo a vincere e a giocare con intensità, quindi possiamo riuscire a salvarci. Questo fa intravedere una luce, ma stasera questa luce si è spenta completamente”.



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