L’edizione dell’8 settembre di Tuttosport contiene un’interessante intervista a Simone Colombarini. Nel colloquio con Stefano Scacchi, il patron racconta le sue impressioni in vista dell’imminente sfida tra Inter e SPAL: “Dobbiamo pensare di potercela giocare con tutti. Dico sempre che dobbiamo essere umili ma non troppo. E’ uno dei nostri slogan”.

Diversi i passaggi particolarmente interessanti, ecco i punti salienti.

Arrivate a Milano contro l’Inter da imbattuti.
“Qualcuno forse pensava che dopo 180 minuti non avremmo avuto un punto e saremmo già stati spacciati con un piede in Serie B. Invece abbiamo rotto il ghiaccio in modo positivo. Abbiamo appena quattro punti, non è ancora niente, ma è sicuramente aumentata la consapevolezza di potercela giocare con chiunque. Solo così possiamo sperare di restare in Serie A”.

In certe piazze, abituate al grande calcio come Ferrara, l’entusiasmo evapora in fretta: teme un effetto simile di fronte a un calo nei risultati?
“Può succedere ma teniamo presente che noi abbiamo già fatto un’impresa a tornare in Serie B. Era da 23 anni che mancavamo da quella categoria. La SPAL ormai era impantanata in Serie C. Non sarebbe un dramma tornare tra i cadetti. Ma noi faremo di tutto per restare in A. Sarebbe un bel segnale la salvezza di un club di provincia che programma ogni stagione con attenzione”.

Cosa prova, da titolare di un’azienda italiana che vende in tutto il mondo, ad affrontare una big di A con una proprietà straniera?
“E’ strano, ormai tante grandi sono in mano a imprenditori provenienti dall’estero. Forse dovremo formare un’alleanza di club medio e piccoli con presidenti italiani come Chievo, Udinese e Sassuolo”.



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