Al termine della partita del “Bentegodi”, che ha visto il Chievo avere la meglio della SPAL in rimonta, abbiamo raccolto le impressioni a caldo del patron Simone Colombarini:

“Sarei uscito con l’amaro in bocca se fosse finita 1-1, figuratevi con un risultato del genere. Al di là della sconfitta sono deluso per la prestazione della squadra nel secondo tempo, dopo dieci minuti ci siamo letteralmente spenti: abbiamo iniziato a commettere errori grossolani, a non tenere più palla e abbiamo difeso male. Il Chievo non ha fatto una grande partita, ma ci ha punito in quelle due o tre occasioni che ha avuto a disposizione. Ci serva da lezione. Non è mia intenzione criticare i singoli, a redarguire i giocatori ci penserà il presidente Mattioli. Io mi limito a dire che a un certo punto è come se avessimo staccato la spina: c’è stato un calo di concentrazione impressionante, sembrava che avessimo spento la testa. E questo, sono sincero, non me lo so spiegare. Situazione pesante? Sì, basta guardare la classifica. Non dico questo perché sono pessimista, anzi, sono ancora convinto che abbiamo tutte le carte in regola per risalire la china, anche perché se il Genoa domani non dovesse vincere virtualmente saremmo ancora salvi. Però per il momento non ha senso pensare a quello che fanno le altre squadre. Sono dispiaciuto perché abbiamo gettato alle ortiche uno dei più bei primi tempi visti quest’anno in assoluto. Abbiamo corso tanto durante tutti i primi 45′. Avevamo la possibilità di raccogliere punti ma non l’abbiamo sfruttata, adesso ci tocca andare a farli su campi molto più difficili di questo. L’unica cosa positiva di questa serata sono stati i tifosi: non ci hanno mai smesso di incitare, anche dopo l’uno-due del Chievo che ha ribaltato il risultato. Supportano squadra e società, sempre. Per questo attaccamento dobbiamo ripagarli”.



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