Quando Luca Mora passò dall’Alessandria alla SPAL nell’estate 2015 era a conti fatti un calciatore semi-sconosciuto. Due anni e mezzo dopo lascia Ferrara da giocatore affermato, ma soprattutto da uomo rispettato e ammirato. In giornata arriverà l’ufficializzazione del suo passaggio allo Spezia, dove già si era trasferito – nel luglio 2017 – un altro capitano della SPAL che rimarrà nella storia: Nicolas Giani. Che il centrocampista di Parma fosse a rischio cessione si era già capito nelle prime battute del mercato di riparazione, con la SPAL impegnata a cercare rinforzi a centrocampo, poi trovati in Kurtic ed Everton Luiz. Alla fine l’ha spuntata lo Spezia, che accoglierà Mora dietro pagamento del cartellino e la copertura del suo contratto fino al 2020.

L’ormai ex capitano torna in serie B lasciandosi alle spalle un’esperienza da 92 presenze complessive e 13 gol. Due stagioni da protagonista assoluto, prima come esterno sinistro e poi come mezzala. Il pubblico di Ferrara ricorderà un giocatore grintoso, carismatico, dotato di grande intelligenza e senso della giocata. Senza considerare il suo impatto fuori dal campo, con la sua immagine un po’ dimessa, spensierata, di grande semplicità e genuinità. Mora ha incarnato l’archetipo del calciatore d’altri tempi, calato però nei tempi e degli spazi del gioco moderno. Ma soprattutto ha sempre sudato la maglia e si è sempre sentito parte di quel grande sogno che per due anni ha affratellato chiunque avesse il cuore biancazzurro. Per questo non sarà mai dimenticato.



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