Come se la passa il Benevento che domenica arriva al Mazza? Il punto con chi segue la Strega

Altro giro, altra partita decisiva. Dopo il successo di Verona la SPAL deve conquistare altri punti decisivi, stavolta in casa, contro il Benevento già retrocesso. La squadra di De Zerbi però non verrà in gita: rinfrancata – fuori tempo massimo – da alcuni innesti di qualità, si è tolta lo sfizio di espugnare San Siro sponda rossonera e di mantenere l’Udinese in acque tempestose. Per sapere in quali condizioni arrivano i giallorossi abbiamo fatto la consueta chiacchierata con un collega, Ivan Calabrese di Ottopagine.it.

Ivan, il Benevento è retrocesso con quattro giornate di anticipo, ma non regala niente a nessuno, l’Udinese può confermarlo. Cosa spinge la squadra di De Zerbi a continuare nonostante il destino già segnato?
“Partiamo dal fatto che stiamo parlando di calciatori professionisti pagati profumatamente. Per tale motivo giocare ogni partita nel migliore dei modi, nonostante la retrocessione, credo che sia d’obbligo. Bisogna anche sottolineare il fatto che la maggior parte dei giallorossi prima di questa stagione non vantava molte presenze in serie A, quindi per loro è importante giocare al meglio per mettersi in mostra e per non perdere la faccia. Su questo aspetto De Zerbi è stato categorico, infatti la forza di rivalsa di questa squadra penso che derivi proprio dalla sua mentalità combattiva e dal suo modo di allenare”.

A proposito di De Zerbi, cosa gli prospetta il futuro? In fin dei conti ha dimostrato di saperci fare e probabilmente un’altra chance in Serie A la merita.
“Il Benevento ha manifestato più volte la volontà di trattenerlo anche in serie B. La decisione spetta solo a lui. Prima di dare una risposta definitiva analizzerà ogni singola sfaccettatura: non tanto per le ambizioni, perché con il presidente Vigorito si cercherà sempre di disputare ottimi campionati, ma per valutare se avrà voglia ed entusiasmo di ripartire dopo una retrocessione che lui stesso ha definito pesante. Sicuramente ha dimostrato di poter allenare tranquillamente in serie A. Sono certo che con i giusti calciatori, può esprimere le sue idee nel migliore dei modi e disputare ottime stagioni anche in questa categoria”.

Il presidente Vigorito in un’intervista a Radio 1, una decina di giorni fa, ha dichiarato che le ultime partite sarebbero servite per far aumentare il pensiero che forse il Benevento ce la poteva fare. Ci sono rimpianti per questa stagione?
“I rimpianti sono tantissimi. Dopo aver vissuto 87 anni in serie C questa città è arrivata in serie A con un doppio salto inatteso. Nessuno era pronto a questo palcoscenico, a partire dalla società. Di conseguenza ci sono stati degli errori grossolani commessi nel corso del mercato estivo, in cui effettivamente il Benevento è stato composto da calciatori non adatti per la categoria. Con il tempo il club è entrato sempre di più nei meccanismi e a gennaio ha dato vita a un mercato di spessore. Sono certo che se fosse partito con questo gruppo a luglio, oggi lotterebbe tranquillamente per la salvezza e senza troppi affanni. Basta considerare che, nonostante tutto, nel girone di ritorno ha avuto un ruolino da serie A”.

Ma sta già pensando a pianificare la prossima. Come?
“Dopo aver designato Pasquale Foggia come direttore sportivo, si è passati subito a programmare la prossima stagione. Si stanno già valutando i profili di possibili calciatori utili alla causa, anche se sarà importante conoscere anche il futuro di De Zerbi perché le scelte passano anche dai tecnici. Come detto, però, il Benevento è al lavoro. Quest’anno ha la possibilità di partire con largo anticipo per costruire qualcosa d’importante”.

Sandro, Sagna e Diabatè, solo per nominare i tre che più di tutti sono sotto la luce dei riflettori, sarebbero un lusso per la cadetteria.
“Lo sono anche per una squadra di serie A che lotta per la salvezza. La loro dimensione è ben altra, ma con umiltà hanno accettato Benevento anche grazie alle doti umane del presidente Vigorito. La società sta lavorando per trattenerli, ma sarà difficile vederli tutti in serie B. Chi ha maggiori possibilità di restare è Sagna, ma come accaduto a gennaio sarà importante la sua volontà”.

La SPAL domenica gioca per ipotecare la salvezza, che gara ti aspetti?
“Mi aspetto una gara molto intensa. La SPAL cercherà in tutti i modi di vincere per dare continuità all’ottimo successo di Verona. Il Benevento, come detto, non farà sconti e scenderà in campo per ottenere punti. Peseranno delle assenze importanti come quelle di Cataldi, Djuricic, Guilherme e Brignola, ma lo spirito sarà lo stesso”.

Semplici dovrà rinunciare a Lazzari, fulcro delle folate offensive dei biancazzurri. Quali alternative deve architettare per far male alla difesa degli stregoni?
“Con Sandro che dà man forte alla difesa in fase di non possesso, il Benevento è diventato più tosto nelle retrovie. I gol però li concede spesso soprattutto su palla inattiva o a causa di amnesie individuali. Forse mancherà anche Tosca a causa di un problema fisico. La SPAL ha ottimi elementi in attacco che possono fare male in qualsiasi momento, ma la Strega non è da meno”.

Mentre De Zerbi deve ovviare alle assenze di Brignola e Cataldi per squalifica: prova a schierare l’undici anti-SPAL.
“Considerate le numerose assenze, non sarà facile per il tecnico pensare alla migliore formazione possibile. Dovrebbe tornare Puggioni tra i pali con Djimsiti confermato in difesa. Tosca è alle prese con un problema fisico, quindi si potrebbe rivedere Billong. Sulle corsie esterne Sagna e uno tra Venuti e Letizia. A centrocampo sembra essere certa la presenza di Sandro e Viola, mentre in avanti scenderanno sicuramente in campo Parigini e Iemmello con il ballottaggio tra Diabaté e Coda come punta centrale”

Chiudiamo con un pensiero: che soluzioni si potrebbero adottare per evitare che alcune squadre dopo il giro di boa inseriscono la velocità da crociera, andando in vacanza con quattro mesi d’anticipo?
“Purtroppo è una costante di tutti i campionati. Andare in vacanza con quattro mesi di anticipo non è sempre positivo, basti considerare Udinese e Chievo che adesso rischiano di retrocedere. Bisognerebbe abbassare il numero delle squadre, magari passando a diciotto. Ma sarebbe importante soprattutto cercare di spalmare gli introiti dei diritti tv in maniera più equa, proprio come accade in Inghilterra, in modo da dare vita a un campionato spettacolare senza doverci sorbire sfide senza senso già nel mese di marzo. Non è un caso se ogni anno retrocedono quasi sempre le neopromosse perché c’è un dislivello assurdo tra serie A e B. Il Benevento è già out e il Verona quasi, ovviamente mi auguro che la SPAL possa compiere l’impresa fatta dal Crotone lo scorso anno”.

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