Nella sedicesima giornata di Serie A la SPAL ospita al Paolo Mazza di Ferrara il Chievo Verona, squadra rinvigorita dall’arrivo di Mimmo Di Carlo in panchina: rimane sempre il fanalino di coda della classifica, ma i quattro punti conquistati nelle ultime quattro uscite hanno fatto capire forte e chiaro alle concorrenti per salvezza che non hanno alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, anzi, lotteranno con le unghie e con i denti per mantenere la categoria. Come consuetudine, per farci raccontare per filo e per segno le peripezie vissute dai ‘mussi volanti’ abbiamo interpellato un collega, Paolo Lora Lamia di Tutttochievoverona.it.
Paolo, dopo il doppio avvicendamento in panchina il Chievo quantomeno sembra aver trovato una discreta compattezza. Di Carlo è il timoniere giusto per tentare una salvezza che avrebbe del miracoloso?
“Sicuramente Di Carlo è l’allenatore giusto per guidare il Chievo in questo periodo difficile. Dopo le dimissioni di Ventura serviva un uomo ‘da Chievo’: pratico, grintoso e in grado di far ritrovare alla squadra il suo antico spirito. Da questo punto di vista Di Carlo, che ha già condotto in passato il Chievo in passato con ottimi risultati, è secondo a pochi”.
Prima D’Anna, poi Ventura. Cosa non ha funzionato?
“D’Anna si è trovato a gestire una situazione più grande di lui e della sua esperienza da tecnico in Serie A. Ventura ha sbagliato praticamente tutto: ad accettare la proposta del Chievo pur di rientrare nel giro, per come si è posto sul piano comunicativo e per aver dato più importanza alla sua idea di calcio piuttosto che alle esigenze della squadra. Le sue dimissioni dopo la partita più convincente del Chievo durante la sua gestione sono state la ciliegina sulla torta”.
Prova a raccontarci l’aria che si respira in casa Chievo: si nutre ancora la speranza di salvarsi?
“La speranza c’è eccome. Basta ascoltare le recenti dichiarazioni di Campedelli e Di Carlo: nessuno ha intenzione di mollare fino alla fine. Anche i giocatori sono su questa lunghezza d’onda: lo hanno dimostrato sul campo nelle ultime tre partite”.
La penalizzazione ha influito negativamente sulla classifica. Quest’estate si è temuto il peggio?
“Non solo ha influito sulla classifica, ma anche sul morale della squadra e sul mercato estivo. Una spada di Damocle del genere è davvero pesante. Inoltre l’incertezza sulla quantità di punti di penalizzazione ha di fatto bloccato il mercato per diverse settimane, tra l’altro nel primo anno in cui la sessione estiva finiva a prima dell’inizio del campionato e non a fine agosto”.
A proposito di mercato: credi che qualche investimento in più da parte di Campedelli avrebbe potuto fare la differenza in questo avvio di stagione travagliato?
“Non è stato un mercato estivo facile, per i motivi citati in precedenza. Detto questo, l’ultima sessione estiva, ma anche quella precedente, tra acquisti e cessioni, non sono state particolarmente felici”.
E’ esagerato parlare della fine di un ciclo?
“Sicuramente due estati fa la dirigenza ha avviato un processo di svecchiamento, sostituendo molti veterani con elementi più giovani. In precedenza i ricambi generazionali sono sempre andati bene e il Chievo non ha avuto crisi di rigetto. Quest’anno vedremo: non è stato facile cominciare la stagione senza cinque titolari della scorsa stagione, Inglese e Castro su tutti.”.
Entriamo nel vivo del match: probabile formazione anti-SPAL?
“Di Carlo dovrebbe confermare il 4-3-1-2 con Sorrentino in porta, Bani e Rossettini al centro di una difesa completata sulle fasce da Cacciatore e Barba. In mediana possibile impiego dal primo minuto di Giaccherini, in ballottaggio con Obi. Radovanovic agirà davanti alla difesa, Hetemaj sarà l’altra mezzala. Sulla trequarti Birsa assisterà la coppia formata da Pellissier più uno tra Stepinski e Meggiorini”.
Che partita di aspetti?
“Mi aspetto una partita molto difficile per i clivensi, perché andranno contro una squadra che ha principi di gioco ben visibili. Il Chievo dovrà essere aggressivo come nelle ultime gare, cercando di impedire alla SPAL di orchestrare le sue manovre offensive. La squadra di Di Carlo dovrà anche saper soffrire, difendendosi ma senza abbassare troppo il baricentro”.
Cosa può far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra?
“Non la vedo come una partita ricca di gol. L’equilibrio magari può essere spezzato da un calcio piazzato. Saranno importante quindi che ciascuna delle due squadre ne conceda il meno possibile agli avversari”.



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