Un anno fa Jasmin Kurtic era nel pieno del processo di ambientamento a Ferrara. A dodici mesi di distanza è una delle colonne della SPAL di Semplici, ma non per questo dà le cose per scontate. Lo ha spiegato lui stesso in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: “Ho cambiato tante squadre perché a volte non c’era la giusta fiducia o qualcuno cercava di cambiarmi, ma soprattutto per giocare. Lasciai l’Atalanta per questo motivo. Sono felice di aver scelto Ferrara: ho persone belle attorno, mi vogliono bene. Il Cagliari? Mi voleva, ma io voglio battermi con la SPAL“.

LE ORIGINI – “Quando avevo diciassette anni mi svegliavo alle 5.20 e andavo in fabbrica. Lavoro fisico, al tornio: vibrava tutto e anche la mia mano per l’ora successiva in cui tornavo a casa. L’ho fatto fino a vent’anni. Guadagnavo 650 euro al mese: oggi un ragazzino della Primavera ne guadagna 1000 o di più e forse non sa qual è il valore dei soldi. Sono fiero del mio passato. Mi ha reso determinato, combattivo, coraggioso. Lavoravo e poi giocavo alla sera, fino a quando mi prese il Nova Gorica“.

IL PERFEZIONISMO – “Ho un’applicazione che mostra tutta la mia gara, solo video delle mie azioni. Mi rivedo subito alla sera, già dai tempi del Palermo. E sono molto autocritico. In questi anni credo mi abbia aiutato a non sbagliare, a fortificare la mentalità. La mia forza sta nel voler rimanere sempre me stesso: non voglio cambiare il modo di fare e di giocare“.

IL GESTO DELLE PALLE NEL DERBY – “Può essere sembrato maleducato e rivolto alla curva che ci aveva appena detto di tirarle fuori. Ma era un gesto per dire che tutti in questa SPAL hanno le palle“.

IL GOL AL DALL’ARA – “Ricordo i primi allenamenti qui: tiravo e finiva sul palo, fuori, parato, alto. Il pallone non entrava mai e Semplici, vicino a me, diceva ‘Zero a zerooo’. Mi piace venir stimolato: perché so rispondere“.



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