La SPAL si appresta ad affrontare in uno scontro diretto un Frosinone arrivato probabilmente ad una delle ultime possibilità per restare agganciato al treno salvezza.
La formazione guidata da Marco Baroni, infatti, nonostante i miglioramenti mostrati (soprattutto all’inizio) dopo l’avvicendamento in panchina, si trova attualmente a 8 punti di distanza dal quart’ultimo posto.

Quanto detto, unito al fatto di giocare al Benito Stirpe, farebbe pensare ad un Frosinone che cercherà di fare la partita. In questo caso, la squadra di Baroni si troverebbe ad operare su un terreno inedito se consideriamo il fatto che i ciociari non sono squadra costruita per controllare il pallone, come testimonia il dato che vede i prossimi avversari della SPAL penultimi (davanti solo al Parma) per quanto riguarda la percentuale di possesso palla medio (42.4%). In generale, il Frosinone è squadra che tende a difendere con un baricentro basso per poi cercare di risalire il campo in transizione. Questi ribaltamenti di fronte non sono affidati ad un gioco palleggiato, quanto invece alla ricerca immediata della profondità attraverso un alto utilizzo del passaggio lungo.

[elaborazione di CalcioDatato su daty WyScout]
L’obiettivo è quello di azionare immediatamente i due riferimenti più avanzati del 5-3-2 col quale solitamente Baroni dispone i suoi, ed eventualmente accompagnarli con la salita dei centrocampisti qualora sia necessario giocare la palla nell’ultimo terzo di campo.

[Un movimento offensivo del Frosinone, con l’ampiezza presa dalla mezzala su palla esterna]
In questo caso gli inserimenti delle mezzali e il flusso di gioco veicolato sull’esterno sono situazioni che la SPAL dovrà prendere in considerazione in fase di difesa posizionale, anche se il Frosinone non si segnala per l’utilizzo dei traversoni come arma di rifinitura (sono infatti appena 19 quelli prodotti in media a partita).

via Gfycat

[Un esempio di contropiede del Frosinone]

L’idea di base è quindi quella di produrre un calcio semplice ed estremamente verticale, attaccando con rapidità e, nello stesso tempo, cercando di mantenere un buon numero di giocatori sotto la linea della palla in modo da favorire le transizioni difensive.

All’interno di una partita fra due squadre che dovrebbero quindi giocare ‘a specchio’, vale a dire utilizzando lo stesso sistema di gioco, saranno fondamentali i duelli individuali che verranno a crearsi soprattutto a centrocampo. Sarà a tal proposito interessante notare come Semplici organizzerà la sua squadra per andare a prendere la principale fonte di gioco, ossia uno tra Viviani e Maiello. Se, cioè, l’allenatore biancazzurro opterà per abbassare una delle due punte (Antenucci?) in pressione sul play basso dei ciociari o se invece demanderà questo compito ad uno dei centrocampisti, attraverso una delle due mezzali o mediante un avanzamento di Simone Missiroli.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Sportiva e Italia7, ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.



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