Il primo allontanamento dalla panchina della sua esperienza ferrarese ha impedito a Leonardo Semplici di gustarsi dal campo la vittoria all’ultimo respiro della SPAL contro la Lazio. Poco male, perché la soddisfazione del mister si coglie dalle sue considerazioni post-partita. Inevitabilmente abbacchiato Simone Inzaghi.

LEONARDO SEMPLICI
“Grandissima vittoria e gran parte del merito va ai ragazzi, li devo proprio ringraziare di cuore perché hanno interpretato in maniera perfetta la partita, contro una squadra forte e in forma come la Lazio, che veniva a Ferrara dopo aver avuto la meglio dell’Inter fuori casa. Questi tre punti, fondamentali per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati ad inizio stagione, ci deve dare autostima, consapevolezza dei nostri mezzi e convinzione di potercela fare, contro tutti. Un’altra cosa importante a mio avviso è l’essere riusciti ad invertire la tendenza delle partite al Mazza, dove faticavamo a fare punti prima del match con la Roma. Ho visto una grande SPAL, attenta in fase di non possesso e audace quando ha avuto la palla tra i pedi. Se proviamo a tirare le somme abbiamo concesso solo un’occasione clamorosa, e allo stesso tempo dimostrato la nostra vera identità di gioco: abbiamo creato diverse palle gol con iniziative davvero molto interessanti. Non ho fatto un turnover massiccio perché i ragazzi hanno recuperato dopo Frosinone e quindi assieme al mio staff ho rivisto le scelte, che alla fine mi hanno portato a scegliere un certo tipo di formazione. La lotta salvezza sta entrando sempre più nel vivo, sono rientrate altre squadre in corsa che tutti consideravano già salve. Noi siamo vivi e determinati a mantenere la categoria, spinti da dei tifosi fantastici, che anche questa sera hanno fatto la differenza”.

Semplici poi ha spiegato la sua scaramanzia in occasione del rigore: “Quando Petagna era sul dischetto non mi sono girato di spalle, sono proprio andato via. C’era? Direi che fosse netto. E comunque c’è il VAR apposta per queste situazioni. Cionek vi posso garantire che non ha assolutamente detto all’arbitro che non era fallo, aveva semplicemente paura dell’ammonizione perché in diffida”.
Sull’allontanamento da parte dell’arbitro invece il mister ha ammesso le sue colpe: “Giusta perché ho esagerato, ma mi sono arrabbiato per un giusto motivo: non è stato applicato lo stesso metro in due circostanze che sono successe a pochi minuti l’una dall’altra”.

SIMONE INZAGHI
“Dispiace un sacco perché era una grande occasione per dare continuità al risultato conquistato a San Siro con l’Inter. Sapevamo che la SPAL ci avrebbe concesso poco, ma qualche occasione l’abbiamo avuta: quella di Immobile su tutte, ma pure quelle di Marusic e Leiva, che forse mentre concludeva è stato anche spinto da dietro. Ci è mancato cinismo. Adesso guardiamo avanti, pensiamo alla prossima partita con il Sassuolo perché la corsa alla Champions League è ancora aperta e non possiamo permetterci di stare troppo a rimuginare sulle occasioni buttate al vento. La SPAL ha fatto quello che ci aspettavamo e ha saputo metterci in difficoltà, ingabbiandoci come all’esordio del campionato scorso. Non mi stupisco più di tanto perché può contare su un ottimo allenatore, preparato, e che è in grado di dare grande organizzazione, oltre che su giocatori di un certo spessore, capaci di ribaltare l’azione con efficacia. I tifosi li hanno aiutati. Comunque, a parte sul tiro di Floccari non abbiamo rischiato veramente. L’anno scorso siamo riusciti a sbloccare il risultato subito, magari con il gol di Immobile dopo 6’ sarebbe potuta finire diversamente anche questa sera. Il rigore? Non l’ho rivisto. I ragazzi mi hanno detto che non c’era. Al di là degli episodi però dovevamo fare meglio. Ci è mancata maturità, dobbiamo migliorare”.



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