Il pareggio di Amsterdam lascia in sospeso la Juventus sul fronte europeo e questa non può che essere un’ottima notizia per la SPAL. La tappa di campionato a Ferrara di fatto finirà col rappresentare un neanche troppo gradito impiccio sul cammino verso la partita di ritorno di Champions (martedì 16 aprile a Torino), a maggior ragione con un campionato già ipotecato da mesi che richiede solo un punto per essere sigillato.

Questo non implica che la Juventus verrà al “Paolo Mazza” solo per onor di firma, ma di certo tra i pensieri dell’ex biancazzurro Max Allegri ci sarà senz’altro la necessità di preservare il più possibile le energie in funzione del vero obiettivo stagionale della Signora. Come se non bastasse, il tecnico deve fare i conti con i soliti problemi di infermeria: verosimilmente dovrà rinunciare a Chiellini, Caceres, Emre Can e probabilmente anche Matuidi, uscito malconcio dalla sfida contro l’Ajax. Non che le alternative di qualità scarseggino, però una situazione del genere imporrà prudenza per non perdere altri pezzi lungo la strada. Barzagli, Cuadrado e Douglas Costa sono tornati a disposizione, ma solo il brasiliano ha ritrovato il campo (30 minuti nella partita di Champions al posto di Mandzukic) dopo oltre due mesi di assenza. I primi due invece rappresentano un’incognita: il 38enne Barzagli ha giocato appena 25 minuti nel 2019 (l’8 marzo contro l’Udinese), mentre il colombiano manca addirittura dal 12 dicembre scorso.

In altre parole, diverse stelle della formazione di Allegri saranno praticamente obbligate a giocare, a meno di scelte clamorose che però non sembrano all’orizzonte. Qualche nome: Bonucci, Khedira, Pjanic, Douglas Costa e Dybala. Gente che anche col freno a mano tirato può indirizzare agevolmente la partita a proprio favore. Difficile possa essere rischiato Ronaldo, mentre il centro della scena potrebbe essere riservato a un Kean letteralmente scatenato nell’ultimo mese. L’attaccante classe 2000 si sta rivelando sempre più decisivo e ora non si fatica a capire il motivo per il quale la Juventus ha detto di no a decine di squadre nel mercato di gennaio, SPAL compresa.

Al di là delle ipotetiche scelte di formazione, non sembra esserci momento migliore per la SPAL per impostare una partita spensierata nelle motivazioni e attenta nell’atteggiamento tattico. Nella Juventus giocano campioni famelici di vittorie e confidare sul loro (temporaneo) disinteresse per il campionato rappresenta senz’altro un errore. Non giocheranno alla morte, ma se potranno vincere lo faranno senza pensarci due volte perché altre convenienze (il punticino) non sono contemplate nel loro ordine di idee. Sta alla SPAL metterli sotto pressione e far capire che da questo appuntamento passano punti vitali per la permanenza in serie A. Che sia uno o addirittura tre, andranno duramente guadagnati. Non tanto per evitare una festa di qualcuno, ma per programmare la propria il prima possibile.



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