Nella mixed zone dello stadio Carlo Castellani di Empoli si sono fermati ai microfoni dei cronisti due dei protagonisti del successo della SPAL in terra toscana: Francesco Vicari e Alessandro Murgia. Entrambi non hanno nascosto la soddisfazione per il risultato ottenuto, ma allo stesso tempo predicano calma: non è ancora tempo di stappare lo spumante per festeggiare, meglio aspettare che i conti diano il verdetto definitivo, onde evitare cali di concentrazione che possono rimettere tutto in gioco.

FRANCESCO VICARI
Cos’è cambiato? Nulla, a mio avviso: anche prima di questi cinque risultati positivi le prestazioni ci sono sempre state, solo che non arrivavano punti. Ci siamo guardati negli occhi in spogliatoio e abbiamo capito che per vincere e tirare l’acqua al nostro mulino servivano più determinazione, più furbizia e più cattiveria. L’importante è che siamo riusciti a trasformare le parole in fatti, ottenendo cinque successi a dir poco fondamentali per il raggiungimento del nostro obiettivo. Ci siamo compattati, abbiamo fatto ulteriormente gruppo, credo fosse l’unico modo per uscire da un periodo buio in termini di risultati. Al gol di Caputo siamo stati bravi a non disunirci, comunque sapevamo che qui al Castellani non avremmo trovato un tappetto rosso disteso ad attenderci, anzi, eravamo consapevoli che l’Empoli avrebbe cercato in tutti i modi di metterci in difficoltà. Non dico che subire un gol in avvio l’avessimo messo in preventivo, ma quasi: nel senso che sono cose che possono capitare in gare delicate come quella di oggi. Siamo stati bravi a reagire, sin da subito. E non era così scontato. I gol presi? Di certo potevamo evitarli, ma credetemi, sono sincero quando lo dico, non ci stavo pensando: troppo importanti i tre punti per la corsa salvezza. Valuteremo in settimana gli errori che abbiamo fatto e cercheremo di migliorare per non incapparci più“.

Abbiamo dimostrato di avere grande qualità in avanti: Petagna, Floccari e Antenucci hanno realizzato delle reti da stropicciarsi gli occhi. Però ripeto: la cosa fondamentale era tornare a Ferrara con una vittoria, nonostante fossimo impegnati in un campo ostico, in casa di una diretta concorrente. Floccari? Sergio è un grande giocatore, non devo di certo essere io a dirlo. L’ha dimostrato nel corso degli anni e anche in questa stagione. Ha sempre cercato di darci una mano anche quando era fermo causa infortunio e non poteva scendere in campo. Adesso ci sta trascinando con le sue giocate verso il traguardo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione. Aspettate a parlare di obiettivo raggiunto, finché la matematica non lo conferma non si può mai stare tranquilli in un campionato difficile come la serie A: da qui alla fine proveremo a fare più punti possibili perché nel gioco del calcio può succedere di tutto. Adesso testa al Genoa, squadra forte e temibile, ricca di qualità individuali. I tifosi? Spettacolari, non c’è stata una volta che abbiamo giocato fuori casa praticamente“.

ALESSANDRO MURGIA
L’Empoli è una squadra che gioca bene, che vuole il possesso del pallone e abbiamo cercato di limitarli il più possibile. Sapevamo ci sarebbe stato da soffrire, ma siamo venuti per fare la partita e per vincerla, non per puntare al pareggio. Siamo consapevoli di essere una grande squadra, ora siamo contenti, ma non ci accontentiamo e pensiamo già al Genoa che è ancora più importante. Il nostro valore penso si sia visto nelle ultime partite, noi lo sapevamo e siamo riusciti a fare quel passo in più per dimostrarlo in campo. Abbiamo ancora tanti margini di miglioramento e, come fanno le grandi squadre, dobbiamo analizzare gli errori per cercare di non ripeterli in futuro. Ci sono giocatori giovani, altri esperti, ma il gruppo è unito e lo staff e i tifosi, che sono il nostro uomo in più, ci aiutano molto“.

Io sono contento della fiducia del mister e della società: mi alleno e mi impegno, poi le scelte le fa il mister. Se anche dovessi entrare o stare in panchina cercherò sempre di dare positività al gruppo. Devo solo pensare ad allenarmi, ad aiutare la squadra e mettere in difficoltà il mister quando gioco. Di fianco a me ho un giocatore come Lazzari che sicuramente non corre piano e stargli dietro non è per niente facile, oltre a cercare di coprirlo quando si sgancia. Ma sono meccanismi che studiamo e sappiamo, perché conoscersi è fondamentale. Manuel è un giocatore fondamentale, non devo certo descriverlo io, con lui mi trovo molto bene in campo. Ma al di là di lui, di me, tutta la squadra ha fatto una grandissima partita e ci facciamo i complimenti, anche se sappiamo che in chiave salvezza non è finita. Personalmente spero anche di raggiungere l’obiettivo della partecipazione all’Europeo Under 21, perché per me la Nazionale è un sogno e farò di tutto per convincere il mister che ovviamente porterà i migliori. Ora come ora penso alla SPAL, a giugno spero all’Europeo. Se chiamerò i miei compagni per prenderli un po’ in giro? No, perché sapete bene che sono un tifoso della Lazio e appena ho saputo il risultato mi è dispiaciuto, perché credo che allenatore, giocatori, società e tifosi meritino questa qualificazione in Champions”.



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