Premessa doverosa: gli scaramantici cronici si astengano dalla lettura. Perché in fondo – per la salvezza della SPAL – non è più una questione di “se”, ma di “quando”. Giunta alle porte della 34^ giornata su 38, la squadra di Semplici può già pregustare le bollicine dello spumante, si tratta solo di capire in quale momento potrà essere preso dal frigorifero.

Con cinque giornate ancora in calendario, l’Empoli, terzultimo a quota 29, ha ancora 15 punti a disposizione e il gap di -9 dalla SPAL sembra essere incolmabile, almeno per senso della realtà se non ancora per la calcolatrice. Senza considerare che nel mezzo troviamo ben quattro squadre, alcune di queste in evidente difficoltà, come Udinese (33) e Genoa (34), che sembrano tutt’altro che in grado di mettere insieme un filotto di successi da qui al 26 maggio. Insomma, per vedere gli estensi retrocedere non basterebbe che le cose andassero male, servirebbe proprio una tragedia totale, tenendo conto anche del calendario abbordabile della formazione di Semplici che deve ancora affrontare Genoa (34^ giornata al Mazza), Chievo (35^ a Verona) e Udinese (37^ alla Dacia Arena), oltre alle meno abbordabili Napoli e Milan.

Conti alla mano, mettendo in preventivo un improbabile exploit di sole vittorie dell’Empoli, alla SPAL servono 7 punti per tirarsi definitivamente fuori dalle sabbie mobili. Potrebbero bastarne 6 grazie agli scontri diretti a favore proprio contro i toscani, ma in caso di arrivo a pari tra più squadre bisognerebbe mettersi a contare, e non poco, prendendo in considerazione tutti i possibili casi di classifica avulsa. In sostanza un lavoraccio, che in questo momento, con cinque giornate alla fine, ha tutta l’aria di essere più un dispendio di energie da maniaci dei numeri, più che uno scenario realmente plausibile.

Concentriamoci quindi  sul prossimo turno, che vedrà l’Empoli aprire le danze sabato alle 15 nel delicatissimo scontro diretto in casa del Bologna, e la SPAL ospitare il Genoa domenica pomeriggio. L’imperativo, in questo caso, è uno solo, guardando solo ed esclusivamente gli interessi biancazzurri: tifare Bologna. Una vittoria rossoblù, infatti, nel peggiore dei casi manterrebbe invariato il distacco di 9 punti che separa l’Empoli dalla SPAL, ma i punti rimasti sul tavolo diminuirebbero da 15 a 12 nelle restanti quattro giornate, e le avversarie degli azzurri di Andreazzoli (Fiorentina, Sampdoria, Torino e Inter) lasciano poco spazio a gloriosi sogni di rimonta.

Chi invece ama un po’ il brivido e si sente cattivello, può sperare in un colpo esterno empolese al Dall’Ara, giusto per inguaiare un Bologna attualmente ottimista. Ma, nel caso, domenica servirebbe per forza di cose una vittoria spallina sul Grifone per scongiurare nuove ansie. Detto questo: sarebbe possibile festeggiare la permanenza in A già domenica pomeriggio? Sotto il profilo strettamente aritmetico no (causa potenziali incroci di classifica avulsa), sotto quello morale sì, a patto che SPAL e Bologna vincano.

Se però le cose non dovessero andare così, la squadra di Semplici – che non ha mai passato un singolo giorno di questo campionato nelle ultime tre posizioni – avrebbe un altro match point a Verona contro il già retrocesso Chievo. Una vittoria sugli scaligeri sarebbe probabilmente decisiva, ma guai a dare per scontati i tre punti al Bentegodi, come insegna Lazio-Chievo del sabato di Pasqua finita clamorosamente 1-2.

E’ giusto, quindi, andare per gradi e far prevalere il senso pratico alla teoria matematica: già adesso tra SPAL ed Empoli sembra esserci un abisso difficile da colmare, ancor di più se gli estensi dovessero battere il Genoa e il Bologna fare lo stesso con i toscani. Se il gap dovesse ridursi a 6 punti il calendario direbbe comunque bene ai biancazzurri, a patto che la marcia venga ripresa già a Verona contro il Chievo. Insomma, la SPAL ha il destino nelle proprie mani e per il momento può ancora permettersi di tenere la calcolatrice nel cassetto, sperando di non doverla mai utilizzare.



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