La chiusura del calciomercato estivo in concomitanza con l’inizio del campionato era una delle poche riforme sensate operate dal calcio italiano nell’ultima decade. Quindi è stata puntualmente rimessa nel cassetto. Si torna all’antica: trattative dal 1 luglio al 2 settembre (fino alle 20), con due turni di serie A (24 e 31 agosto) giocati a mercato aperto.

Lo ha deciso il consiglio federale della Figc, accogliendo la richiesta della Lega di Serie A. La Gazzetta dello Sport spiega così le ragioni della marcia indietro: “In una competizione globale, specie nelle contrattazioni dei calciatori, la chiusura anticipata rappresentava un handicap per le società italiane, rispetto a quei paesi che tenevano aperto il mercato più a lungo. Liga, Bundesliga e Ligue1 hanno adottato tutte le stesse date, soltanto la Premier League ha confermato la chiusura anticipata in linea con l’inizio del massimo campionato (8 agosto). Con l’impostazione precedente il rischio, secondo molti dirigenti, era quello di trovarsi senza difese a fine agosto in caso di blitz di club stranieri, con relativa impossibilità di sostituire i giocatori partenti. Sotto sotto, la motivazione è anche un’altra: avere l’opportunità di aggiustare in corsa la rosa se ci si accorge dalle prime uscite che qualcosa non gira per il verso giusto“.



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