Tornerà un’altra volta a Udine da avversario, ma stavolta dovrà farlo in borghese e seguire la partita dalla tribuna della Dacia Arena. Felipe Dalbello infatti è fuori dalla lista dei convocati per Udinese-SPAL, ma verosimilmente assisterà lo stesso al match visto che in Friuli è di casa, nel vero senso della parola. Lo ha sottolineato lo stesso difensore all’interno di un’intervista pubblicata sabato mattina da Gazzetta dello Sport: “E’ la città nella quale sono diventato uomo, marito, padre. Udine è nel cuore, mi ha dato tutto. Ero tornato nel 2015 dopo i quattro mesi belli all’Inter, pensavo fosse per sempre. Ma loro non la pensavano allo stesso modo“.

LA SPAL – “Ho ancora un anno di contratto e vorrei continuare. Cercavo un progetto e l’ho trovato. Perché qui ho visto persone sincere nel calcio. Ci tengono, non ti usano come una mucca da mungere. E sono in una splendida città, in cui c’è passione e si vede la gente per strada con la sciarpa della squadra. Se non mi manderanno via mi piacerebbe continuare. Lo stimolo c’è, il fisico regge, ora sto anche segnando. Merito anche di Gianni Vio, ci aiuta sulle palle inattive“.

LA STAGIONE – “Quest’anno la squadra era più forte, più competitiva nei vari ruoli. Semplici spiega bene le cose ed è attento ai dettagli. E qui c’è gente che ha futuro, nel mio ruolo penso a Vicari e Bonifazi, poi Lazzari e Petagna. Borriello? Ci sono stati degli atteggiamenti che a parte della squadra non sono piaciuti. Petagna invece si è integrato e si è messo in ottica salvezza“.



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