Il dibattito ‘Davide contro Golia’ ha chiuso la festa della curva Ovest 2019, almeno per la parte che riguardava i confronti tra i protagonisti del mondo biancazzurro. Gli ospiti presenti – il presidente della SPAL Walter Mattioli, Eros Schiavon, Oscar Massei e Luigi Pasetti, l’attore Paolo Rossi – hanno spiegato di quanto bisogna essere orgogliosi di tifare una squadra di provincia.

Walter Mattioli ha parlato di “Sei anni meravigliosi, molto impegnativi, ma a testa bassa abbiamo lavorato alla grande. È stato una corsa continua, caratterizzata da fortuna, ma anche da scelte giuste fatte da persone competenti. Fatemelo dire: la mia organizzazione ha fatto la differenza. Siamo riusciti a creare una sinergia straordinaria, a Ferrara si vive un’atmosfera fantastica. Vi ringrazio perché voi tifosi ci avete dato una grossa mano“.
La SPAL in Serie A non ha vestito i panni della cenerentola di turno, nonostante le piccole realtà facciano fatica a fare sentire la propria voce in Lega:
Devo essere sincero – ha raccontato Mattioli – ci hanno accolto alla grande, il blasone della SPAL è ancora riconosciuto e i sostenitori biancazzurri sono tra i migliori dello Stivale, lo confermano gli addetti ai lavori“.

Mentre l’attore Paolo Rossi ha strappato diversi sorrisi divertiti al pubblico: “Sono cresciuto a Ferrara, le prime partite di pallone le ho viste qui. E devo alla SPAL la mia prima apparizione televisiva: sono salito sui cartelloni pubblicitari perché non vedevo bene e la RAI – che al tempo trasmetteva in chiaro un tempo solo e quasi mai la SPAL – mi ha inquadrato, mia madre ovviamente non la prese bene. Inoltre, sono stato testimone della crescita della curva Ovest: quando  ancora non c’erano gli spalti vedevo le gare dal balcone di casa di una signora, sorseggiando del tè e mangiando pasticcini“.

Eros Schiavon, alla seconda presenza alla festa della Curva Ovest, non ha mancato di dare il proprio punto di vista: In questo decennio abbondante è cambiato tanto, ma mai l’amore per la SPAL. L’importante è adeguarsi al cambiamento. La SPAL spero rimanga in Serie A altri cent’anni, se lo meritano tutti: società, staff tecnico e tifosi. Ultrà e non con il loro ardore permettono ai giocatori in campo di andare oltre i propri limiti, e con la loro passione di organizzare stupende feste come queste. Lo stadio? È bellissimo, straordinario. Gli avversari tremano sotto la Ovest“.

Gran finale per Luigi Pasetti, ferrarese doc, 111 presenze in maglia SPAL dal 1963 al 1968 (“Di SPAL ho fatto trent’anni: diciotto da giocatore, dodici da allenatore. Io sono fiero del mio provincialismo“) e per Oscar Massei vera bandiera biancazzurra, che con la SPAL ha giocato dal ’59 al ’68 collezionando 244 presenze condite da 52 reti: “Vedere la SPAL mi piace, gioca bene. Le auguro di continuare così. Presidente, la rinforzi, non la indebolisca“.

Impossibile non parlare di mercato anche in una circostanza come questa, ma Walter Mattioli, nonostante sia stato incalzato, è rimasto sul vago: “So che siete impazienti ma dovete aspettare. Ci sono diverse trattative in corso d’opera, sia in entrata che in uscita: qualche giocatore dobbiamo sacrificarlo, anche per coprire le spese che abbiamo dovuto affrontare in questi anni. L’idea è di cedere solo una pedina importante (Lazzari, ndr) per tenere tutti gli altri. Faremo di tutto, anche se sarà difficile. Abbiate fiducia, comunque. A parte Igor, che è un ottimo difensore a cui daremo la possibilità di inserirsi, stiamo chiudendo per altri giocatori, tutti di caratura importante per la Serie A. Sarà una SPAL competitiva, che inizierà il campionato con l’obiettivo della salvezza. Non dico una salvezza come quella di quest’anno, che è stata meravigliosa, ma comunque stiamo lavorando per far arrivare la nostra società in una determinata posizione di classifica. Ci vorrà tempo, ma con l’umiltà ce la faremo“.



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