I minuti conclusivi della trionfale serata di Coppa Italia contro il Lecce sono stati l’occasione perfetta per far scoprire al pubblico uno dei talenti più interessanti del settore giovanile della SPAL, protagonista di un ottimo inizio stagione nella squadra Primavera. Col risultato già ampiamente in cassaforte, al minuto 88 Leonardo Semplici ha richiamato in panchina il suo attaccante più anziano, Sergio Floccari, per inserire un attaccante nato nel 2001 di nome Jaume Cuéllar.

Da un numero dieci ad un altro, perché proprio con quel numero sulle spalle il giovane Cuéllar sta ben impressionando tra gli Under 19, col sogno di farsi strada nel calcio che conta. La sua storia parte nella città di Granollers, Catalogna. Origini boliviane, con i genitori arrivati in Spagna da Santa Cruz qualche anno prima. Cuéllar ha iniziato con i ragazzi del Racing Blanenc, segnando decine di gol che attirano le attenzioni dei due club più importanti della zona: l’Espanyol e il Barcellona. Il fascino del club di Leo Messi fa sì che a spuntarla siano proprio i blaugrana e in breve tempo Jaume (nome tipicamente catalano che si pronuncia “Jauma”) viene portato nel settore giovanile del club – la mitica Masia – dove può affinare le sue qualità tecniche.

Gli inizi al Barcellona, a onor del vero, non sono per nulla facili, tra schemi di gioco e concetti nuovi che vanno assimilati gradualmente. Ma coi ragazzi dei Cadetti B inizia a formarsi fisicamente e tatticamente, decidendo la finale di categoria con una doppietta che mette in mostra fin da subito una certa confidenza con la via del gol. Nell’estate del 2017 vive la sua prima esperienza internazionale in Cile, vestendo la casacca della nazionale boliviana nel Sudamericano Under 17, una specie di Coppa America molto seguita nel continente latino che ogni due anni mette in vetrina i migliori giovani della categoria. La competizione per la Bolivia termina abbastanza presto con l’ultimo posto nel gruppo A, ma Cuéllar riesce comunque a farsi notare per alcune giocate importanti, in particolare nell’unico incontro vinto dai boliviani nelle quattro partite del girone.

Sempre in quell’estate, poco prima di compiere sedici anni, le strade del giovane attaccante e della SPAL si incrociano: Ruggero Ludergnani, direttore del settore giovanile spallino, fiuta l’affare ben impressionato dalle performance messe in mostra poche settimane prima dal giovane esterno destro, portandolo in via Copparo e collocandolo immediatamente nella squadra Under 17, allenata allora (come oggi) da mister Fabio Perinelli. Il tecnico lo schiera come esterno d’attacco nel 4-3-3 e in poco tempo conferma il grande potenziale timbrando 13 gol in 26 partite, che riescono a mantenere a galla un organico non proprio trascendentale.

Nella scorsa stagione è arrivato per lui il naturale salto nella squadra Primavera allenata da Marcello Cottafava, e anche qui i numeri – uniti alle prestazioni, sempre più convincenti in termini di reti e assist – lo rendono come uno dei trascinatori di quella formazione, capace di sfiorare la promozione in Primavera 1 svanita solo nei minuti conclusivi della finale play-off con la Lazio. Confermatissimo anche nella rosa di quest’anno, allenata da Luca Fiasconi, il funambolico boliviano sembra proseguire con le giuste tempistiche il processo di maturazione verso il calcio professionistico, migliorando partita dopo partita.

Il bottino della stagione corrente conta già 6 gol e un assist, tutti maturati nel ruolo che più predilige: l’esterno offensivo. Inizialmente schierato a destra nelle prime esperienze ferraresi, la padronanza del piede opposto e la presenza in rosa di elementi vincolati ad una sola posizione d’attacco l’hanno per forza di cose collocato sul fronte di sinistra, dove tuttavia può rivelarsi ancora più letale muovendosi verso il centro. La finta di tiro è il suo marchio di fabbrica, con la quale può facilmente liberarsi in dribbling e scaricare la conclusione dalla posizione più consona.

Nel corso degli anni è migliorato tantissimo nel gioco di squadra e nella capacità di rimanere dentro la partita, mentre pecca ancora  in qualche scelta di gioco e nel tenere un po’ troppo il pallone. Caratteristica abbastanza tipica dei sudamericani, sulla quale mister Fiasconi ha detto di voler lavorare. Nel suo primo esordio tra i “grandi” di ieri sera, mister Semplici l’ha collocato come seconda punta vicno a Paloschi, posizione che sicuramente ne limita un po’ la pericolosità, ma che può rappresentare una possibile evoluzione di una carriera appena iniziata.

Nel post-partita di SPAL-Lecce Cuéllar è stato messo a disposizione dei cronisti in zona mista e con la tradizionale emozione dei giovani al debutto si è espresso in questi termini: “Il debutto di oggi è stato davvero un momento unico, bellissimo, non lo dimenticherò mai. Devo dire che non me l’aspettavo, quando mi ha chiamato a pochi minuti dalla fine sono rimasto davvero sorpreso (ride, ndr). Se sto facendo bene in Primavera? Eh, penso di sì (ride, ndr), altrimenti non penso sarei stato qui stasera e non sarebbe arrivato questo momento! Per quanto riguarda la prima squadra è un gran bel gruppo, molto unito ed è bello poterne fare parte, penso che la loro unione si veda anche in campo. Vederli anche durante anche gli allenamenti è bellissimo, mi trovo bene con loro“.

Da qui a dire che il ragazzo possa entrare stabilmente nell’organico della prima squadra ne passa, ma le premesse per lanciare un altro prodotto formato nel settore giovanile, sulla falsariga di quanto accaduto in questi mesi con Gabriel Strefezza, ci sono tutte. Per ora l’obiettivo principale di Cuéllar resta raggiungere i play-off con la squadra Primavera e ben figurare nella prossima Viareggio Cup, nel caso la SPAL dovesse prendervi parte. Poi, per lasciare il segno nel calcio che conta, ci sarà tutto il tempo. Buena suerte Jaume.

 

ha collaborato Enrico Baroni



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