La stagione tutt’altro che entusiasmante della SPAL si è arricchita di un altro doloroso capitolo domenica scorsa, quando al Paolo Mazza almeno 500 tifosi dell’Hellas Verona hanno preso posto in curva Est, causando disagi notevoli ad un gruppo consistente del pubblico di casa. Già a partita in corso era emerso un certo malcontento, rivolto verso steward e forze dell’ordine, sia per l’occupazione di posti teoricamente assegnati agli abbonati sia per le ripetute intemperanze dei sostenitori gialloblù. Allo stato attuale non risultano episodi gravi, ma la ferocia e l’intensità di dozzine di lamentele lasciano intendere che l’esperienza debba essere stata tutt’altro che edificante e potrebbe avere concrete ripercussioni su un’affluenza che già in questa stagione è in calo rispetto a quella precedente. Testimonianze assortite – piovute sui social e non solo – parlano di insulti, intimidazioni, lanci d’oggetti (soprattutto bicchieri di plastica) e più in generale di un clima di tensione che ha indotto tanti tifosi a spostarsi di posto e seguire il match in condizioni lontane dall’ideale, oltre che a riconsiderare l’idea di frequentare il “Mazza” nel prossimo futuro.

L’ondata di rabbia e indignazione ha indotto tanti tifosi a chiedere spiegazioni (se non delle esplicite scuse) che fino alla mattinata di martedì non sono arrivate, almeno, non dalla SPAL né dalle autorità che si occupano dell’ordine pubblico. Il problema, in questo caso, è che l’attribuzione delle responsabilità potrebbe non essere univoca e il pasticcio dell’invasione della Est potrebbe essere frutto di qualche falla nella catena decisionale e di comunicazione tra le autorità e la SPAL. Per non gettare croci addosso a chi non le merita, è il caso di provare a ricostruire la vicenda con i fatti conosciuti.

CAPITOLO 1, L’OSSERVATORIO
Le linee di indirizzo per la gestione dell’ordine pubblico in occasione degli incontri sportivi (calcistici e non) vengono fornite su base settimanale dalle cosiddette “determinazioni” dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Si tratta di un organo di consulenza tecnico-amministrativa istituito presso il Ministero dell’Interno, di cui fanno parte diversi soggetti tra i quali funzionari di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco oltre che dirigenti di Coni, Figc, leghe (A, B, Lega Pro e Dilettanti) e rappresentanti delle aziende ferroviarie italiane (Trenitalia, Italo).

Nella determinazione dello scorso 18 dicembre la partita tra SPAL ed Hellas Verona veniva inserita tra quelle “ad elevati profili di rischio” per la nota antipatia che divide i due schieramenti.

CAPITOLO 2, IL CLUB
Nello stesso giorno della pubblicazione della determinazione dell’Osservatorio, la SPAL dà conto dell’inizio della prevendita a partire dal giorno 19 dicembre, con la fase riservata ai soli possessori di SPAL Card (l’ex tessera del tifoso). Due giorni più tardi vengono resi noti i dettagli della vendita libera (a partire dal 23 dicembre) con la limitazione a 1.000 biglietti per il settore ospiti (“fino ad eventuali modifiche in sede Gos“) e l’informazione relativa alle mancate restrizioni per gli altri settori:

I residenti della Provincia di Verona potranno acquistare biglietti per tutti i settori dello Stadio e non nel solo settore ospiti senza possedere la fidelity card dell’Hellas Verona.

Un particolare che nell’occasione di altre sfide poteva essere passato inosservato, vista la non-belligeranza di alcune tifoserie, ma che nel caso dei veronesi ha sollevato qualche dubbio sull’opportunità di una simile scelta. Scelta dovuta a chi…? Qui non è particolarmente chiaro. O meglio: non è un solo soggetto a decidere, perché le scelte relative al contingentamento dei biglietti possono essere operate dai club calcistici sulla base delle indicazioni dell’Osservatorio e in relazione alle risultanze delle riunioni del GOS (Gruppo Operativo Sicurezza), ossia una delle strutture decisionali che si occupa dell’ordine pubblico applicato agli eventi sportivi.

CAPITOLO 3, IL GOS
Stando al Decreto Ministeriale datato 6 giugno 2005 (che modifica un DM del 1996 relativo alla costruzione e all’esercizio degli impianti sportivi), il GOS è un organo presieduto da un funzionario di Polizia nominato dalla questura che riunisce:
– un rappresentante dei Vigili del fuoco;
– il responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza dell’impianto della società sportiva;
– un rappresentante del Servizio sanitario;
– un rappresentante dei Vigili urbani (ora Polizia Locale);
– il responsabile del pronto intervento strutturale ed impiantistico all’interno dello stadio;
– un rappresentante della squadra ospite (eventuale);
– eventuali altri rappresentanti, la cui presenza è ritenuta necessaria.

I suoi compiti, sempre da testo del decreto, sono:
a) verificare la predisposizione di tutte le misure organizzative dell’evento, anche in relazione ad eventuali prescrizioni imposte;
b) vigilare sulla corretta attuazione del piano finalizzato al mantenimento delle condizioni di sicurezza, redatto dalla società utilizzatrice;
c) adottare le iniziative necessarie a superare contingenti situazioni di criticità, fatte salve le direttive in materia di ordine e sicurezza pubblica emanate dal questore della provincia.

Viene quindi spontaneo ipotizzare che la questione della presenza di tifosi (e di ultras) dell’Hellas in curva Est possa (anzi, debba) essere stata discussa all’interno del GOS, a maggior ragione vista la limitazione di 1.000 biglietti per il settore ospiti arrivata su impulso delle forze dell’ordine a causa di alcune criticità riguardanti alcune strutture d’accesso a quel particolare spicchio di stadio. Almeno, questa è la spiegazione fornita dal direttore generale della SPAL Andrea Gazzoli nell’ambito di una dichiarazione raccolta dall’edizione ferrarese de Il Resto del Carlino datata venerdì 3 gennaio:

Bisogna che si sappia che ormai il calcio tende ad avere sempre più partite libere. Lo scorso anno, su 19 incontri interni, ce ne furono appena due in cui non venne consentito di fare entrare tifosi ospiti nei settori di pertinenza dei nostri sostenitori. Furono le gare in casa contro Bologna e Lazio, stop. Non siamo noi a decidere, peraltro. Ci atteniamo sempre alle determine dell’Osservatorio Nazionale. Ma non c’è stato niente di diverso dalle altre volte in questa occasione, se non una prima restrizione del contingente di tagliandi per il setttore ospiti, in parte dovuto anche ad alcuni aggiustamenti che in quella zona abbiamo operato in settimana. Poi anche quel problema è stato superato“.

Il riferimento di Gazzoli riguarda la disponibilità extra di 400 biglietti per il settore ospiti, comunicata nella tarda mattinata di giovedì 2 gennaio dopo la risoluzione dei problemi (non meglio specificati) menzionati in precedenza. Il problema è che a quel punto la frittata era già fatta, visto che la prevendita libera a partire dal 23 dicembre aveva già indotto i tifosi dell’Hellas ad acquistare tagliandi in curva Est, in prossimità del settore ospiti.

Questi passaggi lasciano spazio a diverse ipotesi. Tra queste che ci possa essere stato uno o più equivoci nell’interpretazione delle disposizioni sui biglietti, una palese sottovalutazione dell’impatto della presenza dei tifosi dell’Hellas in curva Est o che il periodo delle feste possa in qualche modo aver complicato la pianificazione della prevendita. E’ anche possibile che dalla SPAL non ci siano stati (finora) pronunciamenti ufficiali a causa della volontà di analizzare la situazione all’interno per fornire una spiegazione più chiara e onesta possibile. Quel che invece pare chiaro, alla luce di quanto avvenuto, è che difficilmente una simile soluzione verrà riproposta in situazioni di rischio come quella di domenica scorsa, visto che potrebbero costare non poco alla SPAL in termini non solo economici, ma anche di credibilità.



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