Dopo l’esordio in Coppa Italia contro il Milan, il primo rinforzo della sessione invernale di calciomercato Bryan Dabo è stato presentato ufficialmente alla stampa nella tarda mattina di giovedì. A introdurre il centrocampista ex-Fiorentina è stato il direttore sportivo Davide Vagnati, che ha spiegato le motivazioni che hanno condotto alla sua scelta: “Bryan ha portato subito un raggio di sole nel nostro spogliatoio, perché sicuramente i risultati e la classifica in questo momento non sono positivi, quindi abbiamo bisogno di giocatori che ci possano dare una mano dal punto di vista tecnico, ma anche di ragazzi che possono venire a darci una spensieratezza mentale che possa portarci ad avere anche prestazioni consone alle nostre qualità oggettive. Bryan è venuto con grandissimo entusiasmo, già ieri ci ha fatto vedere le sue caratteristiche, le sue qualità, la sua grandissima voglia di mettersi di nuovo in discussione, per far ricredere quelli che ultimamente gli hanno dato meno fiducia ed aiutarci a raggiungere quello che per noi è un obiettivo alla portata. Sono molto contento che sia venuto a far parte di noi, ora vediamo cosa dirà il campo, che è l’unica fonte di verità”.

In un buon italiano, Dabo ha quindi parlato un po’ di sé: “Le mie caratteristiche sono un fisico importante e una grande voglia: ho passato sei mesi un po’ difficili, ora servono fiducia, voglia e grinta, niente di più. Io e Vagnati ci siamo parlati tante volte, il nostro rapporto è stato buono fin da subito. Mi ha detto ‘La SPAL vuole salvarsi, vuoi venire a darci una mano? O non sei pronto?’ Io ho detto subito che sono pronto, perché credo che la posizione in classifica della squadra non sia giusta. Gli ultimi sei mesi sono stati una brutta storia per me: sono rimasto fuori rosa, fuori spogliatoio, fuori da tutto, è stato veramente difficile. Mi sono allenato da solo, avevo l’obiettivo di giocare a gennaio, ma non ho accettato di venire qui perché mi serviva, ma perché sono fatto così. Adesso quella è una storia passata, sono focalizzato solo sulla salvezza. Fortunatamente ogni giorno avevo persone che mi incoraggiavano e con l’obiettivo di giocare ben chiaro in testa non ho mollato. Sono contento di non essere rimasto indietro di preparazione, di essere pronto subito per dare una mano alla squadra“.

Ho visto ovviamente la partita con la Fiorentina, ho avuto l’impressione che sappiamo palleggiare molto bene, abbiamo una squadra che si merita di essere più in alto in classifica. Però ci è mancata cattiveria, potevamo fare 2 o 3 gol nel corso della partita, non possiamo vergognarci di una prestazione così, però ci vuole di più, perché alla fine nel calcio rimane solo il risultato. Non mi piace dire ‘abbiamo giocato bene’ ma alla fine perdere. Voglio vincere, punto. Se alla fine vinci, vuol dire che hai fatto bene“.

La squadra mi ha accolto nel migliore dei modi quando sono arrivato, tutti i giocatori mi hanno parlato e conosciuto, l’ambiente è sano, ho trovato bravi calciatori e brave persone, quindi sono molto contento perché la situazione poteva essere anche più pesante, visti i risultati. Anche lo staff tecnico, lo staff medico e il mister sono mentalmente pronti. Il mister mi ha abbracciato subito, mi ha chiesto se ero pronto, abbiamo parlato di gioco, mi ha illustrato le caratteristiche di ogni giocatore“.

Ho tanti interessi oltre al calcio, ma preferisco parlarne in un altro momento, adesso sono concentrato solo sulla salvezza, magari se tra dieci giornate abbiamo fatto venti punti vi suono qualcosa al pianoforte e vi parlo delle mie passioni. Per quanto riguarda l’esperienza con la nazionale, potevo scegliere tra Mali e Burkina Faso, ho scelto quest’ultima perché all’ultima Coppa d’Africa hanno dimostrato di essere una grande squadra e anche perché vado spesso là, dove ho ancora la famiglia. Ora siamo primi nel gruppo, vedremo nella sosta in marzo come andrà“.

L’esperienza in Inghilterra (col Blackburn, ndr) è stata tosta, ero un ragazzino, il calcio inglese è molto diverso da quello francese, ma è stata comunque un’esperienza costruttiva, mi è servita. Alla fine è sempre molto importante avere esperienze internazionali, perché servono anche alla domenica in campionato. La partita di lunedì prossima sarà difficile, l’Atalanta ha una squadra che mette intensità, voglia di vincere. Ma se loro mettono tutto, noi dobbiamo mettere di più, è semplice, non abbiamo altre alternative. Secondo me basta poco nella testa per tornare a vincere“.



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