Una delle principali curiosità relative all’insediamento di Luigi Di Biagio sulla panchina della SPAL riguarda lo stile del gioco che l’ex ct dell’Under 21 adotterà nella sua prima esperienza in serie A. In attesa di ricevere indicazioni dal diretto interessato attraverso la sua presentazione ufficiale, vale la pena ripartire da quanto mostrato in azzurro.

Qualora il nuovo allenatore volesse riproporre il tipo di calcio visto con la nazionale, ecco che allora la SPAL potrebbe abbandonare definitivamente il 3-5-2 caro a Semplici e passare alla difesa a 4 all’interno di un modulo 4-3-3. Quest’ultimo è stato infatti il modulo base degli azzurrini di Di Biagio. Un 4-3-3 attento soprattutto alla fase difensiva, utilizzata anche per porre le premesse di veloci transizioni offensive, da accompagnare con più uomini possibile. In fase di possesso si potrebbe dunque vedere una costruzione 1-3, con il portiere i due difensori centrali ed un esterno basso in posizione arretrata per favorire la risalita del pallone e garantire anche copertura in situazioni di transizione negativa. Una probabile alternativa è rappresentata da una costruzione 1-2-1 con il play basso a fungere da vertice avanzato di un rombo completato dal portiere e dai due difensori centrali. In entrambi i casi, la SPAL del nuovo corso non potrà prescindere da Bonifazi (85.2% di precisione nei passaggi), con l’aggiunta Zukanovic che potrebbe trovare spazio come centrale o terzino a sinistra, nel caso dovesse recuperare una condizione atletica adeguata.

[un esempio di inizio d’azione dopo lo scambio tra i centrali di difesa]

A metà campo, i tre interni dovranno garantire aiuto per veicolare i flussi di gioco della squadra, con le mezzali alle quali verrà probabilmente chiesto di occupare una posizione più avanzata a sostengo dei tre riferimenti offensivi con la palla nella trequarti avversaria. La questione più annosa da risolvere in mediana per Di Biagio sarà quella di trovare l’uomo al quale affidare il compito di play davanti alla difesa, mentre il recente arrivo di Castro dovrebbe garantire qualità e inserimenti nella posizione di interno, al netto delle solite incognite sul piano fisico.

[un esempio di sviluppo d’azione che coinvolge mezzala, terzino e punta esterna]

Per quanto riguarda gli attaccanti, l’ala sul lato debole dovrebbe restare larga in fascia per garantire una opzione sul cambio di gioco e per attaccare alle spalle il terzino avversario, mentre l’attaccante esterno sul lato della palla solitamente taglia nel mezzo per liberare il corridoio alle avanzate del terzino di parte. L’idea base è quella di rifinire attraverso traversoni o cross andando a riempire l’area di rigore con quanti più uomini possibile.

[un esempio di azione offensiva che coinvolge terzini e attaccanti esterni, da lato a lato]

In fase difensiva, l’U21 di Di Biagio teneva usualmente un baricentro basso, senza andare quindi ad effettuare un pressing avanzato, se non in alcune circostanze specifiche. L’attenzione primaria di tutta la squadra (che viene idealmente coinvolta con tutti gli effettivi sotto la linea della palla) è rivolta all’uomo. Questo vale anche per la linea arretrata con i difensori che sono pronti a ‘spezzare’ la linea per seguire i movimenti degli attaccanti rivali. Anche qui, come in difesa, il cambiamento potrebbe essere drastico, ammesso che le scelte d’organico lo permettano con continuità: non più due punte vicine, pronte a combinare fra loro, ma un’attaccante centrale (Petagna) affiancato da due esterni larghi. Un posizionamento iniziale diverso che potrebbe però giocare a Di Francesco, essendo il 31 più un’ala che un’attaccante centrale.

Detto delle varianti tattiche e dei possibili uomini chiave, la gestione Di Biagio dovrebbe caratterizzarsi anche per la ricerca di un gioco maggiormente palleggiato rispetto a prima (l’ultima SPAL di Semplici aveva una media del 47.6% di possesso), con una ricerca dell’ampiezza che non dovrebbe più essere immediata dopo la fase di costruzione.

 

Michele Tossani, classe 1978, analista tattico già collaboratore di realtà importanti come Rivista Undici e Il Napolista. Nel 2018 ha inaugurato il suo blog personale, La Gabbia di Orrico. Interviene anche su Radio Sportiva e Toscana Tv, ed è autore di libri, tra cui “L’altro Mago. Mourinho dopo Herrera” edito da Limina.

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