La SPAL parte per Napoli con la speranza di cavare qualcosa di buono da una trasferta apparentemente proibitiva. A questo proposito Luigi Di Biagio professa un cauto ottimismo, chiedendo ai suo giocatori una reazione che possa quantomeno dare vita a una prestazione di miglior qualità rispetto a quella di martedì scorso.

LE PREMESSE – “Mi aspetto una squadra in crescita soprattutto nel fisico e nella fluidità di gioco, che è mancata col Cagliari. Ho la speranza e la convinzione di vedere una SPAL più coraggiosa, offensiva, e in grado di creare un po’ di più nella metà campo avversaria. La capacità d’attacco dipende dall’atteggiamento, ma non escludo di poter giocare con una formazione leggermente diversa. Ho diverse soluzioni: le due punte, il tridente, le due punte col trequartista“.

IL TURNOVER – “Sono obbligato a fare degli avvicendamenti. Forse è l’unica volta in cui giocheremo dopo cinque giorni e ho tanti giocatori acciaccati nonostante il tempo che abbiamo avuto per recuperare. Dovremo centellinare le energie e di conseguenza vedremo diversi cambi. Mi rendo conto che alcuni non hanno recuperato e altri non sono ancora pronti per giocare. Le formazioni non sono scontate in questo contesto, le cose cambiano molto velocemente“.

LA STRATEGIA – “A me piacerebbe andare sempre all’attacco ed essere protagonisti della gara, cosa che non è accaduta col Cagliari a differenza delle gare precedenti. Il Napoli è una squadra in grande forma, forse la più in forma, e dovremo fare un’ottima fase difensiva e colpirli quando stanno soffrendo. Abbiamo chiaro il modo in cui vogliamo affrontare questa gara, poi bisognerà dimostrarlo sul campo“.

LE MOTIVAZIONI – “Ognuno dei ragazzi deve essere più responsabile e rendersi conto di quello che c’è in gioco. A volte mi sembra non ci si renda conto di una situazione sportivamente drammatica, e c’è niente da lasciare al caso. Poi all’interno dello spogliatoio ho il mio modo di approcciarmi a loro. Devono essere più grandi nel capire cosa ci stiamo giocando. Lo vedremo presto, ma c’è poco tempo e il problema è quello“.

RECA, FARES E VALDIFIORI – “Mirko sta recuperando dopo aver chiuso la partita coi crampi. Valuterò domani. Reca e Fares li farei giocare 30 partite su 30 per le loro qualità fisiche e le capacità d’attacco. Non a caso quando sono entrati hanno fatto molto bene, dando spinta e ritmo alla squadra. Mi è dispiaciuto leggere critiche sul loro mancato impiego dall’inizio: fino a tre giorni prima della partita avevano rischiato di non essere nemmeno convocati a causa di problemi fisici. A tutt’oggi non stanno ancora bene, ma fino all’ultimo cercherò di metterli“.

PERCHE’ CREDERCI – “Le mie sensazioni sono ottime, positive al massimo. Però se non arrivano i risultati e non si gioca bene è inevitabile che tutto questo venga meno. Gli allenamenti vengono fatti bene, con intensità, e la convinzione c’è. Stiamo vedendo tutti che le squadre di bassa classifica stanno soffrendo tutte. Chi deve sopperire con intensità e aggressività si ritrova a corto di condizione. Stiamo vedendo proprio uno sport diverso e quindi bisogna ragionare in un altro modo. Detto questo, bisogna giocare meglio e avere più convinzione soprattutto quando si attacca. Eravamo molto sfilacciati. Io per primo ho la convinzione che possiamo giocarcela. Se qualche risultato manca, ci sono scontri diretti importanti. Questo campionato si deciderà molto con quei match. Le tabelle in questa situazione non servono a nulla e le quote salvezza si abbasseranno. Tra tre o quattro giornate vedremo che non ce la faranno neanche a correre perché non sono abituate a giocare ogni tre giorni. Chi avrà più forza mentale, e noi dovremo averla, riuscirà a mantenere la voglia di arrivare“.

PETAGNA – “E’ dispiaciuto lui per primo, abbiamo avuto una doppia colossale occasione che non abbiamo sfruttato. Però sta bene ed è cosciente che questo può succedere. Il problema è che dovremo arrivare un po’ più spesso là davanti. Poi se si sbaglia è un altro discorso. Mi dispiace perché si è parlato tanto della prestazione in una partita che sarebbe dovuta finire 0-0 e che magari con un pizzico di fortuna si sarebbe potuta vincere. Stanno uscendo tante partite di questo tipo. Noi dobbiamo cercare di giocare un po’ meglio e questo ci permetterà di vincere. Per tornare su Andrea, mi piacerebbe vederlo di più negli ultimi trenta metri, vicino alla porta. Se poi gli capita di decentrarsi e uscire un po’ dal ruolo è normale e con un’altra punta in campo questo può capitare più spesso ed è una soluzione valida in alcuni casi. Però sì, lo vorrei più centravanti“.



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