Non ha bisogno di troppo parole o formule retoriche particolari Giuseppe Scurto (1984) per presentarsi alla stampa ferrarese. Sguardo fermo e dritto negli occhi degli interlocutori e pochi concetti molto chiari. Dopo essersi salvato in Primavera 1 alla guida del Palermo torna nel posto che gli spetta per dimostrare che il lavoro del settore giovanile della SPAL merita il miglior palcoscenico in assoluto.

Penso sia doveroso iniziare con le presentazioni: come ha detto il direttore (Ruggero Ludergnani, ndr) ho dovuto smettere di giocare presto per problemi fisici, cosa che mi ha portato a diventare allenatore all’età di neanche trent’anni. Ho iniziato a Palermo, dove per quattro stagioni ho allenato l’Under 17, poi sono passato alla Primavera, per due anni sempre a Palermo e l’ultimo a Trapani.  Sono felice dell’opportunità che mi è stata data di essere qui alla SPAL e voglio ringraziare la società e il direttore. La SPAL è una società che negli ultimi anni ha fatto grandi cose e anche a livello di settore giovanile sta lavorando molto bene. Il primo contatto con il direttore è avvenuto un mese fa e dopo qualche settimana mi ha richiamato comunicandomi la scelta. In questi pochi giorni mi sono subito reso conto di trovarmi in una società che lavora con grande organizzazione e grande attenzione in tutte le sue componenti ed è una cosa che mi fa molto piacere“.

Come settore giovanile l’obiettivo principale è sempre quello di far crescere più giocatori possibili in ottica prima squadra, nella speranza che possano tornare utili per la SPAL o quantomeno che possano arrivare tra i professionisti. Per quanto riguarda la classifica, il Primavera 1 è un campionato di grande difficoltà e l’obiettivo non può che essere la salvezza, che sarebbe un risultato straordinario per una neopromossa. E’ un campionato che ho già affrontato con il Palermo e mi sono reso conto in prima persona di quanto sia competitivo. Tra Primavera 1 e Primavera 2 c’è il divario che c’è tra serie A e serie B, con la differenza che ci sono sedici squadre anziché venti e quindi è ancora più complicato riuscire a mantenere la categoria. Quindi siamo consapevoli che ci vorrà un grande lavoro da parte di tutti, ma siamo felici di essere chiamati a farlo perché è un grande stimolo per tutti quanti, ragazzi in primis, che potranno avere maggiore visibilità e l’opportunità di confrontarsi con un livello più alto, con più possibilità di migliorarsi e crescere ulteriormente. Quindi siamo concentrati per fare bene“.

In questi sette anni di settore giovanile ho imparato che bisogna adattarsi molto ai ragazzi che si hanno, sia come modulo sia come stile di gioco, perché il primo obiettivo è valorizzare i giocatori. Motivo per cui le loro caratteristiche vengono prima dell’idea dell’allenatore. Eravamo preparati per affrontare la Primavera 2. Sono due campionati molto diversi, per il livello ma anche per composizione della rose, in particolar modo per la possibilità di schierare fino a cinque fuori quota (regola ancora da confermare, ndr). Quasi tutte le società sfruttano questa possibilità e quindi tra le due categorie c’è quasi un anno di differenza di età media. Quindi è chiaro che Primavera 1 e Primavera 2 non siano la stessa cosa, ma sono sicuro che la società saprà adeguarsi per affrontare al meglio il nuovo campionato“.

Lo staff di Giuseppe Scurto sarà composto da Massimo Pedriali (vice allenatore), Luca Marzola (collaboratore tecnico), Mourad Ayachi e Francesco Sicari (preparatori atletici), Andrea Brunello (preparatore dei portieri); Gianni Mazzoni, Paolo Garolla e Cristian Sabbioni (staff sanitario); Alessio Pugliese (team manager).



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