Alla prima conferenza stampa da allenatore della SPAL, Pasquale Marino risponde così alle domande dei giornalisti, commentando la prestazione dei suoi ragazzi e l’espulsione che rimanderà il suo debutto al Paolo Mazza.

Nel primo tempo abbiamo giocato una partita di possesso senza conclusioni e dobbiamo velocizzare da questo punto di vista, produrre meglio ed arrivare con più uomini negli ultimi metri. Nel secondo tempo abbiamo osato di più, abbiamo subito di conseguenza qualche occasione, ma ne abbiamo anche create con D’Alessandro, Strefezza e Dickmann. Loro hanno colpito un palo su calcio piazzato e hanno avuto altre opportunità e c’è stato un equilibrio totale. La seconda frazione mi è sicuramente piaciuta di più, siamo arrivati con più costanza dalle parti della porta avversaria e abbiamo fatto qualcosa in più: dobbiamo fare novanta minuti più intensi, sulla falsa riga del secondo tempo di oggi per cercare di arrivare al tiro più spesso e creare più opportunità ed essere più incisivi negli ultimi metri. Nella prima mezz’ora del secondo tempo, dove ci sono state le nostre migliori occasioni e dove siamo riusciti a sviluppare meglio il nostro gioco, poi è sicuramente venuto fuori il Monza che ha spinto molto. Hanno una preparazione più avanzata rispetto alla nostra. Le occasioni le hanno avute, ma a mio avviso il rigore non c’era. Sono contento perché la squadra ha lottato su ogni pallone e si è sacrificata nella fase di non possesso, i ragazzi hanno fatto un buon lavoro. Questo è lo spirito giusto anche se siamo distanti da ciò che possiamo e vogliamo fare”.

La prestazione difensiva? Direi che ci siamo comportati bene, avevamo contro una squadra molto forte e li abbiamo contenuti molto bene. Analizzando i singoli episodi abbiamo tenuto, sono tutti nati da situazione a sé o calci da fermo: su azione non hanno avuto molte occasioni, significa che la squadra ha chiuso bene gli spazi. Chiaramente ci manca ancora la forza di ribaltare il fronte con una buona frequenza, ma questo arriverà con il tempo. Dovevamo muoverci un po’ meglio in verticale e attaccare di più la profondità. Nel secondo tempo lo abbiamo fatto con una certa continuità: nel complesso questo giustifica il fatto che non siamo riusciti a creare una grande mole di occasioni, dobbiamo lavorare per far crescere il numero di opportunità partita dopo partita ed essere decisivi negli ultimi metri”.

Se guferò ancora di più per la permanenza di Berisha? Eh, in questo sono molto bravo (ride, ndr). È importante, nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa, al di là del rigore, è sempre stato presente e attento, facendosi trovare bene anche fuori area per limitare gli inserimenti delle punte tra i nostri centrali. Stiamo a parlare del nulla (ride, ndr): è un gran portiere, speriamo che rimanga. Abbiamo bisogno della sua serenità e di ciò che è in grado di trasmettere”.

Brignola e D’Alessandro out? Quella di Brignola era un’uscita programmata perché deve recuperare, l’anno scorso ha giocato poco e quindi era una sorta di staffetta preventivata. Marco (D’Alessandro, ndr) ha chiesto il cambio per crampi e abbiamo preferito non rischiarlo”.

L’espulsione? Prima che tirassero il rigore ho protestato, a mio avviso era inesistente e anche riguardandolo ne ho avuto la conferma da chi ha visto l’azione in video. Ho semplicemente riportato queste parole agli arbitri e dopo averlo calciato mi hanno buttato fuori. Ma è giusto così, ho alzato la voce e me la sono cercata”.

foto: Isabella Gandolfi / SPAL



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