La SPAL contava di sbloccare il proprio mercato in entrata chiudendo le cessioni di Fares alla Lazio o di Bonifazi all’Udinese, ma alla fine ha dovuto sacrificare qualche gioiellino di famiglia per risolvere la grana dell’indice di liquidità che impediva di imbarcare ufficialmente tutti i nuovi acquisti effettuati da Zamuner nell’ultimo mese.

Nelle prime ore di venerdì, giorno del debutto in campionato, la società ha infatti comunicato di aver ceduto a titolo definitivo al Torino tre ragazzi del proprio settore giovanile. Krisztofer Horvath (2002), Altin Kryeziu (2002) e Mattia Catanzaro (2004). I primi due facevano parte della squadra Primavera, il terzo era nei ranghi dell’Under 17. Le cifre dell’affare non sono state rese note, ma evidentemente la somma pattuita con i granata permetterà di bilanciare l’esborso per i prestiti in entrata.

Considerato che il direttore sportivo del Torino è l’ex biancazzurro Davide Vagnati, si fatica a non collegare i puntini e stabilire un nesso tra le oggettive difficoltà della SPAL e l’intervento del club granata. A conti fatti questo triplo trasferimento, che intreccia in maniera inusuale interessi tecnico/economici e rudimentali principi di misericordia, consentirà a Pasquale Marino di andare a Monza con Sernicola, Okoli, Ranieri, Sala, Brignola ed Esposito. Che qualcosa bollisse in pentola s’era intuito dalle dichiarazioni di giovedì dello stesso tecnico.

Horvath in particolare era tra i talenti più interessanti della formazione allenata da mister Scurto. L’attaccante ungherese aveva segnato 6 gol in 11 presenze nello scorso campionato di Primavera 2 e si era affacciato in prima squadra (3 presenze) nelle battute finali della sciagurata SPAL di Di Biagio. Anche il kosovaro Kryeziu era entrato nel giro dei senior, pur senza debuttare in serie A.



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