Gli unici precedenti ufficiali tra SPAL e Pordenone risalgono ai tempi in cui la SPAL… non si chiamava SPAL. Bisogna infatti tornare alla stagione di serie C 1941-42, con l’Italia ufficialmente in guerra e la squadra rinominata su ordine del regime fascista, per trovare l’unico incrocio tra le due squadre. Al tempo la SPAL giocava sotto il nome “Associazione Calcio Ferrara” e indossava una maglia bianconera, in linea con i colori ufficiali del Comune.

Per spiegare questa anomalia prendiamo in prestito le parole di Mauro Malaguti contenute nel fondamentale volume “SPAL 110” (2017):

“1939 – Il calcio a volte aiuta a capire la società. Ad esempio a riconoscere a posteriori quanto un tragico regime possa coprirsi di ridicolo ricorrendo per autarchia linguistica all’abolizione di ogni termine che possa anche lontanamente sembrare straniero. Poco importa che l’acronimo SPAL contenga solo parole italiane e latine: ha un suono forestiero e va abolito. La SPAL diventa così AC Ferrara e deve pure cambiare colori. A pensarlo oggi sembra impossibile, eppure accadde”

Quella squadra, allenata dalla coppia formata da Paolo Mazza e Giorgio Armari, battè in entrambe le occasioni la squadra friulana: 3-1 il 21 dicembre 1941 in quello che allora era lo stadio Littorio di Ferrara e 2-1 il 3 maggio 1942 nell’omonimo impianto di Pordenone, successivamente intitolato al grande ciclista Ottavio Bottecchia. L’AC Ferrara terminò il proprio campionato al secondo posto, mentre il Pordenone scivolò di nuovo in Prima Divisione.

Da allora i percorsi di SPAL e Pordenone non si sono più incrociati né in campionato né in Coppa Italia, principalmente perché i neroverdi hanno militato per 25 stagioni complessive tra serie D e C2 e hanno frequentato la terza serie per periodi brevi: nell’immediato dopoguerra, negli anni Sessanta e infine nell’ultimo decennio.

 

nella porzione di foto, sempre tratta da “SPAL 110” di Mauro Malaguti: un Paolo Mazza 40enne con i giocatori dell’AC Ferrara

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