Manca appena una settimana alla chiusura della sessione invernale di calciomercato (fischio finale alle ore 20 di lunedì 1 febbraio) e come era prevedibile il livello di frenesia generale si è decisamente alzato dopo settimane di scarsa azione. La SPAL non costituisce un’eccezione e infatti i principali siti specializzati hanno dato conto di un po’ di sviluppi che vale la pena analizzare con cura.

La giornata di lunedì s’era aperta con il botto, visto che Gianluca Di Marzio ha riportato di una trattativa in avanzamento per Samuel Di Carmine (1988) dell’Hellas Verona. Che l’attaccante fiorentino rappresenti un profilo molto gradito al ds Zamuner non è un mistero, tanto che dei contatti esplorativi c’erano stati anche a settembre, ma al tempo non se ne fece nulla. Un po’ per i parametri economici parecchio impegnativi dell’operazione (Di Carmine ha un contratto da 700mila euro a stagione fino a giugno 2021), un po’ per la riluttanza del giocatore a scendere di categoria. La situazione però è cambiata, a maggior ragione visto l’imminente sbarco a Verona di Kevin Lasagna dall’Udinese. Un ingaggio che ridurrebbe ulteriormente il minutaggio di Di Carmine, fermo per ora a 546 minuti distribuiti su 12 presenze. La SPAL ha tenuto gli occhi puntati fin dall’inizio dell’attuale sessione di mercato e negli ultimi giorni i contatti si sono intensificati, fino a diventare un discorso serio.

Ma non è l’unico fronte sul quale Giorgio Zamuner ha lavorato. A metà pomeriggio è spuntato un altro nome sul quale il ds deve aver lavorato da tempo con grande discrezione e senza farsi scoprire: quello di Davide Diaw (1991) del Pordenone. L’attaccante friulano, attuale capocannoniere della B assieme a Coda del Lecce e Mancuso dell’Empoli (tutti a quota 10 gol) sarebbe conteso dal Torino dell’ex Vagnati e dal Parma.

La sensazione, allo stato attuale, è che la SPAL abbia ristretto il cerchio a questi due giocatori per fare il botto in attacco. In entrambi i casi si tratterebbe di operazioni importanti dal punto di vista economico, soprattutto nel caso di Diaw, visto il contratto che lo lega al Pordenone fino al 2024. Non sembra invece fondata l’indiscrezione per la quale la SPAL avrebbe presentato un’offerta per Francesco Forte (1993) del Venezia. Allo stato attuale la si può catalogare come una speculazione, al pari di quella che una settimana fa voleva i biancazzurri interessati a Luca Strizzolo (1992) della Cremonese. In entrambi i casi s’è visto che non c’era alcun fondamento. Una chiacchiera con l’Udinese per Ilija Nestorovski (1990) sembra invece esserci stata, ma appena gli spiragli per Di Carmine e Diaw sono diventati aperture, la SPAL ha virato con convinzione verso questi due profili.

Si tratta senz’altro di giocatori molto importanti per la serie B, talentuosi ed esperti al punto giusto. Elementi che garantirebbero gol e alzerebbero la qualità di uno organico già di per sé competitivo, ma un po’ carente di interpreti in grado di inventare il colpo risolutivo nei momenti necessari. L’arrivo di uno dei due rappresenterebbe un segnale forte e inequivocabile di una SPAL che non vuole lasciare nulla di intentato nel tentativo di riprendersi la serie A abbandonata malamente ad agosto 2020. E probabilmente metterebbe a tacere, anche solo parzialmente, le costanti (e fastidiose) voci della volontà di disimpegno della famiglia Colombarini.

C’è poi un altro movimento che potrebbe interessare il reparto d’attacco e riguarda Federico Di Francesco (1994). Il figlio d’arte, attualmente fuori per l’ennesima lesione muscolare, è entrato nel discorso aperto ormai da una settimana tra SPAL e Crotone. In principio sembrava che Alessandro Murgia (1996) potesse essere la pedina giusta per arrivare a Jacopo Petriccione (1995), ma l’interesse del club calabrese per il centrocampista ex Lazio sembra essere piuttosto tenue. Intriga molto di più il profilo di DiFra e infatti le dirigenze sono al lavoro per capire come far quadrare uno scambio che verosimilmente sarà di prestiti reciproci.

Petriccione rappresenterebbe un rinforzo di spessore in mediana e spingerebbe, in maniera ancora più decisa, Murgia ad andare a cercare spazio altrove visto anche il recente arrivo di Luca Mora (1988). Il centrocampista ex Lazio sembra essere sempre più fuori dal progetto tecnico di Pasquale Marino e con un ingaggio da giocatori di serie A fino al 2024 rischia di diventare un peso per una società che sta cercando di riequilibrare il proprio bilancio per garantirsi un futuro sostenibile a medio e lungo termine.

Il sacrificio, se così lo si può chiamare, di Di Francesco va visto nella stessa ottica che governa una potenziale uscita di Murgia. Anche lo stipendio del numero 14 è totalmente fuori dai parametri per la categoria, ma ci sono anche ragioni di carattere tecnico alla base di una sua eventuale partenza. Innanzitutto sembra essere sempre più forte la volontà di ritagliare maggior minutaggio a Demba Seck (2001), prodotto del vivaio dal grande potenziale. Inoltre gli sviluppi tattici delle ultime settimane sembrano suggerire un passaggio sempre più netto verso il sistema di gioco 352, con la relativa riduzione di spazio per i brevilinei come Di Francesco.

Resta infine di strettissima attualità la pratica riguardante Marco D’Alessandro (1991). L’esterno potrebbe firmare per il Monza già martedì a coronamento di una trattativa decollata improvvisamente nei giorni finali della scorsa settimana. L’eventuale contemporanea partenza di DiFra in direzione Crotone potrebbe indurre Zamuner a ragionare sulla situazione nel reparto degli esterni e magari a scandagliare il mercato nelle battute finali per un rimpiazzo a più buon mercato.



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