Luca Mora non ci ha messo troppo tempo a dimostrare con i fatti che il suo ritorno alla SPAL ha poco a che fare con la nostalgia e molto con quello che può ancora offrire sul campo. Il gol segnato contro il Cosenza è il 14° della sua storia biancazzurra, ma ciò che balza all’occhio è che la metà esatta di queste marcature è arrivata… di testa.

Non sorprenda quindi se l’inserimento vincente da calcio d’angolo da parte del filosofo possa essere sembrato un déjà-vu: semplicemente è una delle sue specialità. Si tratta di una giocata che non solo richiede il coraggio nel farsi strada in un’area affollata, ma anche capacità di lettura del gioco e un’adeguata dose di furbizia.

E non è nemmeno un caso che gli ultimi gol di Mora con la SPAL fossero appunto quelli segnati… di testa, qualcosa come 1.400 giorni esatti prima della partita di Cosenza. Chi era a Brescia in quel luminoso pomeriggio d’aprile ricorderà benissimo e forse lo farà anche chi non c’era. Gol di Antenucci, doppietta di Mora, 3-1 e tutti di nuovo a Ferrara per continuare la scalata alla serie A.

La dinamica tra le due azioni è diversa, la sostanza è la stessa: passano gli anni, ma lui rimane un maestro in questo genere di situazioni di gioco e può rappresentare un ulteriore valore aggiunto per una SPAL che vuole rimanere agganciata al vagone delle inseguitrici dell’Empoli.

Ma non c’è solo questo, perché nel giro di un paio di partite Mora ha già dimostrato tutta la sua voglia di prendersi un ruolo da protagonista. A Cosenza ha recuperato 11 palloni (meglio ha fatto solo Okoli con 20, ma in ruolo diverso), ha vinto 7 duelli aerei su 8 (a proposito della testa), ha fatto registrare un 90% di precisione nei passaggi (col Monza era stato il 78%) e ha vinto 6 contrasti su 6. Numeri che testimoniano una crescita che sta andando di pari passo con il miglioramento della sua condizione atletica, apparsa un po’ rugginosa nella serata del secondo debutto, il 24 gennaio a Cremona.

Mora è sinonimo di testa anche fuori dal campo, per ovvi motivi. Non solo per la sua personalità eclettica e la laurea in filosofia (108/110) finalmente conseguita a giugno dello scorso anno, ma anche per l’influsso decisivo che può avere nell’economia dello spogliatoio. Per citare Giorgio Zamuner:

Era l’innesto che ci mancava a centrocampo per caratteristiche morali e tecniche. Ci dà un grande contributo in termini di lettura delle partite e sicuramente ha la SPAL nel cuore e questo non può che essere un punto a suo favore.

Questione di testa, ma anche di cuore, perché Mora era pronto a dire di sì alla SPAL anche a settembre 2020, ma all’epoca non se ne fece nulla per via degli incastri sfavorevoli del mercato. E quando a Natale è arrivata la telefonata del direttore, avrà pensato potesse essere la volta buona per scartare un regalo che aspettava da un po’. C’entrano i battiti del cuore perché le proposte alternative non mancavano. Avrebbe potuto proseguire la sua storia a Pisa o a Salerno, per dirne due, ma invece l’ago della bussola ha puntato dritto su Ferrara. Perché sì, testa (e tasche) hanno le loro ragioni, ma ogni tanto bisogna anche farsi guidare dall’attrazione fatale per una maglia unica nel suo genere e tutto quello che rappresenta. Bentornato Luca, ci eri davvero mancato.



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